Quick Mark: automatizzare e catalogare le QSL

E’ da un po’ che mi stavo arrovellando, forse per deformazione professionale, sulla possibilità di automatizzare la gestione delle QSL. Considerate le normali attività di un qualsiasi OM attivo, una volta effettuato il QSO la stazione IK0AAA mette a log la stazione K6ZZZ da questo momento ha varie strade da seguire:
- non mandare la QSL (cartacea)
- scrivere la QSL a mano con i dati del QSO
- stampare un’etichetta in automatico con i dati del QSO tramite software da incollare sulla QSL
- stampare una QSL completa (se il software lo consente)
Il corrispondente farà la stessa cosa, a prescindere se la QSL partirà via bureau o diretta, dopo un certo periodo arriverà la QSL di K6ZZZ, apriamo il programma di log cerchiamo il nominativo e carichiamo nel campo QSL RECEIVED un bel YES.
Felici e contenti facciamo questa operazione migliaia e migliaia di volte, immaginiamo questa attività dopo aver operato in un contest o dopo una dx-pedition, quando il numero di QSL cresce a dismisura ed il lavoro dei QSL manager, sparsi per il mondo diventa enorme!
Perché impazzire quando con pochi mezzi casalinghi possiamo automatizzare e snellire questo lavoro come in un grande sistema di stoccaggio merci?
Da qualche tempo in Giappone è partita la febbre del Quick Mark (QM). Il QM è una immaginina quadrangolare, di solito in bianco e nero, che contiene informazioni trasformate in immagine.
Come un codice a barre ma a 2D. Un apposito algoritmo trasforma un comune testo in una immagine come questa a destra. Le informazioni inseribili possono essere le più disparate e di solito vengono usate per numeri di telefono, URL, SMS, Email, ecc…sono lette e decodificate dalle telecamerine dei cellulari.
Come potrebbe diventare utile a noi Radioamatori? Forse qualcuno di voi già ha una mezza idea. Immaginiamo, ad esempio, che il nostro software per la stampa delle etichette per le QSL stampi su un lato dell’etichetta stessa, o direttamente sulla QSL, una immaginina QM. Questa immagine conterrà tutti i dati del QSO: i due Call, il modo, la banda, la data, ecc… Quando la QSL arriverà a destinazione, il nostro corrispondente non dovrà far altro che avviare il suo software di gestione log, passare la QSL davanti ad una webcam, anche la più scalcinata, gestita in qualche modo dal log stesso, ed attendere il BEEP che attesterà l’avvenuta archiviazione automatica della QSL con relativa conferma del QSO!
Fantastico no? In pratica, tramite software, è possibile leggere il contenuto dell’immagine e trasformarlo di nuovo in informazioni utili ed intelligibili da noi umani.
Pensate poi ai vari bureau internazionali di smistamento quanto lavoro in meno farebbero e con quanto meno tempo potrebbero catalogare le varie QSL da rinviare in tutto il mondo, senza considerare la ricerca immediata di errori, non membri, SK o altro.
Una immaginina classica potrebbe riportare i dati formattati bel seguente modo:
QSO>NR>MYCALL>HISCALL>YYMMDD>HHMM>BAND>MODE>RST>SHORTCOMMENT
Vediamo in dettaglio il significato delle abbreviazioni.
- MYCALL= il mio nominativo ik0vve
- HISCALL= il nominativo del corrispondente iz0zzz
- YYMMDD= data nel formato anglosassone anno, mese, giorno 091231
- HHMM= ora UTC del QSO 1545
- BAND = banda utilizzata per il QSO 20
- MODE = modo utilizzato cw
- RST = 579
- SHORTCOMMENT = un brevissimo commento di una quindicina di caratteri summer home.
- Nell’esempio ho volutamente tralasciato QSO e NR: QSO è un tag per far riconoscere al software che effettuerà la scansione il tipo di dato, mentre NR è il numero progressivo del QSO inserito nell’immagine, in pratica è possibile inserire più QSO per ogni immagine, dai 3 ai 4 collegamenti, così come avviene per le etichette che stampano più QSO per QSL.
Ovviamente con l’aumento del numero di QSO l’immagine subirà un incremento di dimensione. I caratteri scritti in minuscolo rendono l’immagine più piccola rispetto ai caratteri in maiuscolo, la mancanza di commento renderebbe l’immagine ulteriormente minuta.
In definitiva i dati inscritti nell’immagine saranno:
QSO>1>ik0vve/0>iz0zzz>091231>1545>20>cw>579>summer home
Questo QSO corrisponde all’immagine sulla sinistra.
Al contrario dei normali codici a barre l’immagine di QM ha piccole dimensioni considerando il grande quantitativo di dati contenuti in essa. Inoltre, può essere ulteriormente ridimensionata per renderla più piccola senza mettere a rischio la decodifica, al contrario di un codice a barre tipo code 128 che senza l’uso di un costoso lettore laser diverrebbe illegibile per una normale webcam. Il basso costo dell’impiego di una webcam incentiva l’automatizzazione di un futuro sistema di archiviazione e smistamento QSL.
Le applicazioni, pertanto, sono molteplici e le idee di un utilizzo di tale compattazione grafica dei dati sono varie.
In un prossimo articolo introdurrò dei riferimenti sull’uso dei software che attualmente consentono di codificare e/o di decodificare queste stringhe di testo in immagini ed informazioni.
Per ogni domanda ed informazione potete usare questo blog, sarà un piacere rispondervi.
Photo credits: inju
Riguardo IK0VVE
Massimiliano Recchia ha scritto 1 articoli in questo magazine..
























Fantastico, avevo già letto qualcosa in merito ma mai avevo pensato che potesse essere utile nel nostro mondo, sarebbe veramente bello che i programmi di log possano integrare questa tecnologia, stamperemmo il codice sulle nostre QSL e se facessero altrettanto anche gli altri, il risultato sarebbe quello aspettato!
Complimenti per l’articolo che ho trovato molto interessante!
Complimenti, interessantissimo!
Penso che un sistema del genere possa anche alleviare paurosamente il lavoro di un bureau rendendolo più efficiente sia in termini di velocità che di qualità del servizio.
Basterebbe imporre su ogni QSL il bollino QM, almeno con i propri dati e nominativo. Il sistema sta comunque riscuotendo abbastanza successo anche in altri ambiti: su molti biglietti da visita sono presenti già i QM con la vcard del nostro contatto (ne ho anche io così).
Attendo con curiosità i prossimi articoli. Ciao!