E la propagazione di maggio?

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal nostro ultimo appuntamento. Molto meno invece, sono le macchie passate sul disco solare durante questi ultimi mesi. La propagazione, seppur con aperture legate alle peculiarità  stagionali, ha seguito un andamento altrettanto decadente, intervallato da momenti anche di estrema turbolenza ed instabilità a causa di alcune forti tempeste geomagnetiche, registrate nelle settimane passate.

Non eravamo quasi più abituati a vedere il Flusso a 10,7 cm inchiodato su valori di 75 sfu per tempi abbastanza lunghi o (dato a maggior impatto emotivo) il numero di macchie sprofondare a zero per ben 2 settimane intere! Si sa, facciamo presto ad abituarci a situazioni che, per la nostra percezione temporale, crediamo consolidate e che in fondo vorremmo accontentassero sempre i nostri desideri. L’evidenza dei fatti ha dimostrato come è sempre opportuno attendere tempi sufficientemente lunghi per poter avvertire con maggior consapevolezza l’effettivo andamento delle condizioni propagative. Di questo però parleremo successivamente.

Il grafico che abbiamo preparato questa volta ha un dominio temporale più ampio dei precedenti, sia per includere tutto il periodo che intercorre dall’ultima nostra analisi, sia per inquadrare con una prospettiva maggiore l’andamento dell’attività  degli ultimi mesi.

I dati, di fonte NOAA, descrivono una situazione che, a parte il famoso picco del febbraio scorso (indicato con la freccia rossa), non ha riproposto ulteriori esempi altrettanto interessanti e vivaci. Anzi, ciò che si impone con prepotente evidenza è il lungo tonfo dell’SSN, rimasto a zero per 2 settimane consecutive!

Record negativo anche per il Flusso Solare, restato per un periodo altrettanto simile al di sotto degli 80 sfu e sceso fino a quota 74. L’andamento globale è tuttavia più evidente dai bilanci mensili di marzo e aprile, che hanno riportato valori medi in discesa rispetto ai periodi precedenti:

E la propagazione di maggio?

Iniziamo a vedere cosa sta accadendo in questo momento. L’istantanea del Sole a 195 Angstrom di Soho mostra una situazione, fotografata poche ore fa, che sembra sconfessare clamorosamente quanto ci è capitato di subire nei giorni passati. Una scusa in più per evitare di vendere le radio, smontare le antenne e darci alla filatelia? Forse.

Il Sole tempestato di così tante macchie non lo si vedeva da anni. Non ricordo neanche così il viso dei miei piccoli nipotini, segnato dalla varicella! Dai conteggi del NOAA ci sono ben 8 Active Regions sulla parte visibile del sole delle quali già  due sono diventate plageAR 1064 e 1065 – ed altre due sono destinate a diventarlo nelle prossime ore: l’AR 1066 e l’AR 1070.

Restano altre quattro. L’AR 1063 in fase decrescente e a poche ore dall’approdo sul lato nascosto, l’AR 1067, che come la 1068 risulta debole e poco influente, e l’AR 1069 unico vero gancio di traino delle migliorie riscontrate durante gli scorsi giorni e sede di emissioni di raggi X (con flares di tipo B e C3.6) che non accadevano da tempo.

Peccato che a brevissimo anche la generosa AR1069 passerà  sul lato nascosto della Stella.

Su quel che sarà  la propagazione durante tutto il mese di maggio lo lasciamo raccontare ai guru. Durante i prossimi tre giorni non avremo condizioni differenti da quelle odierne, un po’ povere. Aspettiamoci pure aperture sporadiche e divertenti su 15 e 10 metri, anche fino a sera inoltrata… e orecchie tese sui 6 metri!

Credits:
Immagini: Solar and Heliospheric Observatory Homepage
Dati numerici: NOAA
In Cover: GONG+ AR11069 May 07, 2010

Riguardo IK8LOV

Max Laconca ha scritto 28 articoli in questo magazine..


Forse potrebbero interessarti anche:

OkNotizie

10 Risposte a E la propagazione di maggio?

  1. ik7jwy says:

    Ciao, una precisazione.
    Il dato mensile delle macchie solari non è SSN (smoothed sunspot number) ma SN (sunspot number). SSN viene calcolato per il mese x solo mesi più tardi, come media di un certo numero di mesi precedenti e successivi a x. Questo per ottenere la curva media dell’attività  solare, che è quella che poi alla fine interessa sul serio. Infatti, se guardate nel diagramma
    http://www.swpc.noaa.gov/SolarCycle/sunspot.gif
    la curva nera è quella di SN, con alti e bassi , mentre la curva blu è quella di SSN. Notate che il punto finale di tale curva blu è ben arretrato rispetto a quello della curva nera, proprio perchè SSN viene calcolato mesi dopo.
    73 de IK7JWY Art

  2. IK8LOV says:

    Salve.
    Grazie per la tua precisazione. Sebbene non ci sfugga il significato e l’utilità  del valore “smoothed” dell’indice del numero di macchie, attraverso questo tuo gradito intervento cogliamo l’occasione per anticipare alcuni dei contenuti di un successivo post, ancora in cantiere.

    Permettici, prima di tutto, di precisare che non è corretto parlare di “curva media” a proposito della “smoothed”. Sono cose differenti sia per i significati d’interpretazione, sia per semplice confronto delle equazioni che permettono di ottenerle.

    Anche il fatto che “interessa sul serio” è una forzatura che non ci convince tanto. Interessa quando si volesse capire meglio l’andamento del ciclo (con un ritardo di sei mesi!) ma il dato quotidiano o mensile esprime comunque una situazione puntuale, legata (più o meno) alla propagazione che alla fine troviamo quando accendiamo le nostre radio. Diciamo che interessa ma con la stessa serietà  degli altri indici :)

    Arriviamo infine (dopo le nostre) alla tua precisazione.
    SSN è l’acronimo usato dal NOAA (e da osservatori ad esso collegati) per esprimere il valore smoothed dell’indice di macchie solari. Il SIDC, ad esempio, non usa l’acronimo SSN. Ma neanche l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e neanche tante pubblicazioni scientifiche che associano il semplice significato di SunSpot Number o anche Solar Spot Number.
    Guarda ad esempio cosa fa il “NorthWest Research Associates” qui http://www.nwra.com/spawx/comp.html

    Come vedi, non esiste uno standard comune, tale che le abbreviazioni scelte possano definirsi errori o imprecisioni, l’importante è capirsi!

    Ti ringrazio comunque per la segnalazione. Quando fatte in modo intelligente, sono un momento di comune crescita. Speriamo con questo di aver dissipato ogni “qui pro quo” anche nei confronti di altri lettori. Nel futuro, vista la facilità  di interpretazioni differenti, cercheremo di puntualizzare meglio il significato che attribuiamo agli acronimi onde evitare sia cattive interpretazioni (scriviamo per essere compresi!), sia eventuali occasioni pretestuose per chi trova divertimento in questo.

    Insomma, meno male che non abbiate pensato che SSN stesse per Servizio Sanitario Nazionale! hihi :D

    Saluti.

    Max

  3. ik7jwy says:

    Ciao Max,
    il termine “curva media” da me utilizzato era ovviamente una approssimazione, usata per non complicare troppo il discorso, ma che al tempo stesso rende, credo, sufficientemente bene l’idea, ai più, di cosa sia la curva del SSN, diversa da quella del SN.
    Circa l’esistenza di diverse interpretazioni su cosa sia SSN e cosa sia SN, io non mi sono affatto allargato, mi riferivo solo ed esclusivamente ai dati NOAA, da te stesso riportati nell’articolo.
    Infatti, ho poi spiegato che proprio dai grafici del NOAA si evince la differenza tra curva blu e curva nera.
    Se andiamo alla tabella di questi dati (http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/weekly/RecentIndices.txt) si evince che il dato di aprile, per esempio, da te tabellato nell’articolo e indicato come SSN, pari a 11,2, è il dato SN del mese di aprile, cioè la media mensile del solo mese di aprile.
    Se ora vado a guardarmi il glossario , sempre del NOAA (http://www.swpc.noaa.gov/info/glossary.html) trovo chiaramente spiegata la differenza tra sunspot number e smoothed sunspot number.
    Ancora, nei solar cycle 24 prediction updates del NOAA, si parla di SSN come di smoothed sunspots number (http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/weekly/README3 vedere Recent Changes to Solar Cycle Values and Plots del 2 marzo 2009).
    L’indicazione nella tua tabella di SSN andrebbe bene se fosse da leggere SunSpotNumber, ma visto che hai fatto riferimento ai dati del NOAA, vedendo SSN avevo pensato immediatamente al significato che il NOAA da a SSN.
    Infine, il mio intervento era da intendersi solo ed esclusivamente come contributo alla comune crescita.

    Ciao
    73 de IK7JWY Art

  4. Walter Padova says:

    Ciao a tutti volevo farvi notare che anche sul famoso bollino di N0NBH che hanno molti siti come anche solarcycle24.com swcrivono SSN per il numero delle macchie di ogni giorno.Per JWY-anche sul tuo forum nella sezione del nowcasting c’è lo stesso bollino perchè ora noti solo qui questa cosa?Il numero delle macchie solari sul bollino è lo stesso del NOAA come quelli che hai scritto tu prima.Quindi non vedo dov’è il problema.Tutto qui volevo solo aggiungere questa piccola ma importante cosa.Il sito del bollino,se volete controllare,è questo http://www.hamqsl.com/solar.html che sicuramente tutti riconosceranno.Ciao a tutti e anche a te Max finalmente sei tornato a scrivere dopo molti giorni,ti seguo sempre.
    Walter

  5. Fabrizio SWL says:

    Al di là  dell’uso delle sigle, è sempre interessante leggere questi articoli. Continua così, Max!

  6. ik7jwy says:

    Ciao Walter Padova, come ho spiegato prima, io mi sono riferito solo ed esclusivamente ai dati NOAA. Il bollino a cui ti riferisci è gestito da N0NBH, non dal NOAA. Concordo che appena ci si allarga un pò, il significato delle sigle non è più univoco. Comunque, mi hai dato una buona idea, quella di suggerire a chi gestisce il forum hamradioweb (che NON è mio) di aggiungere una postilla al widget di N0NBH per chiarire che il valore SSN ivi indicato non è da intendersi come Smoothed Sunspot Number , bensì come SunSpot Number. Grazie.
    Ciao

    73 de IK7JWY Art

  7. IZ8IYX says:

    Bravo Max, leggere i tuoi articoli sulla propagazione è estremamente interessante, la tua conoscenza tecnica è uno dei fiori all’occhiello di DxCoffee. Complimenti ancora.

    Buon DxCoffee a tutti, dolce o amaro che sia..

  8. IK8LOV says:

    Ciao Walter, Fabrizio e Art.
    Walter, il “bollino” a cui ti riferisci è appunto un ulteriore esempio di come ci sia estrema libertà  nel nominare in modo differente l’indice di macchie giornaliero.
    Tra l’altro, il widget di N0NBH (che come giustamente osservi impiega anch’esso i dati NOAA) è in assoluto il più famoso e comune a tutti i siti radioamatoriali del mondo.

    Provo ad inserire un esempio:

    Bene, con questo credo possiamo considerare esaurito l’argomento. Grazie anche ad Art che ci ha permesso di parlarne e chiarificare, semmai fosse stato necessario, l’eventuale confusione per i lettori del Magazine dovuta all’uso di consuetudini differenti dal NOAA.

    Siamo anche contenti perché tutto ciò, nato grazie alla “precisazione” per un articolo di DxCoffee, abbia permesso ad Art di scoprire che proprio nel forum di cui è assiduo frequentatore questo accadeva già  da molto tempo (appunto attraverso la presenza del widget di N0NBH).

    Posso mica congedarmi senza aver ringraziato anche Fabrizio SWL per il suo sempre pronto e gradito commento? No. L’ho appunto fatto!

    Bye!

    Max

  9. iz8gum says:

    salve a tutti….
    bhè a prescindere dalle precisazioni fatte di sopra, avete teso le orecchie sui sei metri? come annunciava il caro Max, ieri ho potuto ascolare in radio e notare dal cluster che vi e stata un intensa attività .
    a parte le aperture favolose sui 15, (brasile, argentina, con segnaloni esagerati) pareva di ascoltarli dal palazzo accanto…
    Ottimo lavoro Max, continua così…..
    ci si vede….. 73 iz8gum

  10. IK8LOV says:

    Benché l’argomento mi sembrasse più che esaurito, rispondo in modo cumulativo attraverso la finestra dei commenti a due altri lettori che hanno ritenuto di contattarmi in forma meno “pubblica”. Penso che oltre agli interessati possa forse tornare utile anche ad altri.

    Nelle tabelle dei dati solari del NOAA, di cui è possibile vedere un esempio qui http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/warehouse/2004/2004_DSD.txt è riportata la seguente dicitura nell’intestazione della colonna relativa all’indice quotidiano di macchie solari:

    SESC Sunspot Number

    dove SESC sta per Space Environment Services Center.

    SSN

    Dunque, né N0NBH, né (ribadisco ancora una volta) le nostre tabelle possono considerarsi oggetto di precisazioni giacché SSN indica che i dati sono stati presi dallo Space Environment Services Center, come esattamente citato nell’articolo e si riferiscono inequivocabilmente al valore quotidiano dell’indice. Addirittura, a voler essere pignoli, è vero il contrario: se scrivo SN indico Sunspot Number… ma di quale osservatorio? Sappiamo tutti che il numero varia da osservatorio ad osservatorio e pertanto è sempre necessario accompagnarlo da un’ulteriore esplicitazione della fonte!

    Questo mi pareva così scontato ed evidente da subito che è stato naturale dover impostare i commenti piuttosto sulla dimostrazione del fatto che la nomenclatura è abbastanza libera ed ogni osservatorio ne mantiene una propria. Tant’è vero che semmai si fosse stati costretti a dover utilizzare indici comuni standard il numero di Wolf si sarebbe dovuto chiamare “R” come è riportato nell’equazione di definizione (e solo il SIDC fa, tra i grandi Istituti!). Non immaginavo che questo potesse, per la sua ovvietà , sfuggire a taluni! Per questo ho ritenuto di rispondere qui.

    Tutto ciò si evince anche semplicemente dal tanto citato NOAA Glossary ( http://www.swpc.noaa.gov/info/glossary.html ) dove non si fa assolutamente menzione, per quanto riguarda lo “smoothed sunspot number” e il semplice “sunspot number”, di abbreviazioni particolari. Anzi, per quest’ultimo viene addirittura riportata l’equazione del numero di Wolf ed esplicitamente indicata l’abbreviazione “R”. Per altre misure viene invece dedicata esplicita menzione, come ad esempio MUF, K-index, A-index, sfu…

    Chiedo venia se sono ritornato ancora su una questione di lana caprina, ma prometto è stata l’ultima volta.

    73, Max