luglio 01, 2010 di IZ7KHR |
3 CommentiAll’evento dell’anno a Mosca parteciperà anche un secondo Team italiano composto da Bob I2WIJ, il Team Leader, e Carlo IK1HJS, che avrà il compito di Team Mate.
Per i nostri affezionati lettori di DxCoffee abbiamo intervistato Bob scendendo nello specifico della loro preparazione per questa “grande festa della radio” come piace a Bob.
- Bob come hai messo insieme negli anni il punteggio che ti ha permesso di prendere parte al WRTC?
Prima di tutto mi sembra utile una premessa. Io ho seguito il WRTC dall’edizione del 2000 in Slovenia, e successivamente anche l’edizione del 2002 che si è svolta in Finlandia, da casa, non potendo, per varie ragioni, parteciparvi anche solo come spettatore. Nel 2006 sono stato selezionato come giudice (referee) per l’edizione che si è svolta a Florianopolis, in Brasile. Essere stato fisicamente presente, aver incontrato il top dei contester mondiali, averli conosciuti personalmente e averli visti all’opera, ha fatto scattare in me la voglia di parteciparvi come Team Leader. Quindi è iniziato un lavoro lungo, meticoloso e, diciamolo pure, faticoso, per mettere insieme i punti che mi avrebbero poi permesso di superare la fase di selezione. Non è stato semplice ma
se volessi caratterizzare questa mia performance, direi che è dovuta soprattutto alla perseveranza, al fatto di essere sempre presente in tutti i contest e dal non darsi mai per vinto. Sul sito di wrtc.radio-sport.net potete controllare il ranking della zona EU#1 e vedrete che ho partecipato a ben 24 dei 28 contest ammessi.
- La vita del little pistol spesso è molto difficile, a parte la poca considerazione durante i contest, bisogna anche considerare le innumerevoli distrazioni che si hanno ad operare da casa propria. Fare contest ad alti livelli significa soprattutto mantenere alta la concentrazione, hai qualche segreto da rivelarci a tal proposito?
Beh, magari d’ora in poi, non sarò più considerato tale! A parte gli scherzi, io ho quasi sempre operato in Low Power e ne conosco molto bene le relative difficoltà , però sono anche convinto che operare in Low Power sia utile per far crescere le proprie capacità operative. Tornando alla domanda, devo innanzi tutto ringraziare la mia famiglia che mi ha permesso di partecipare così assiduamente ai contest di qualificazione, che sono stati distribuiti nell’arco di tre anni: è stato un impegno per me, ma anche per moglie e figlio, che hanno “subito” la situazione. Direi che non ci sono particolari segreti ma una considerazione va fatta:
evidentemente i soli punteggi da stazioni Low Power (almeno dall’Italia) non consentono di qualificarsi e quindi mi ritengo fortunato di aver potuto partecipare ad alcuni contest da vere Big Stations che vorrei qui ricordare: CN3A e IR4X.
- Come ti stai preparando alla sfida di Mosca? àˆ più difficile preparare le apparecchiature e curare gli aspetti tecnici oppure trovare il giusto affiatamento nel tuo team?
La preparazione a questa sfida, come la chiami tu, anche se io preferisco identificarla come questa grande festa della radio, coinvolge differenti aspetti sia tecnologici che umani. Il comitato organizzatore di questo WRTC, ha voluto caratterizzarlo come un’edizione nella quale entrambi gli operatori siano effettivamente “operativi”, mentre nelle passate edizioni, l’operatore alla seconda stazione aveva per lo più funzioni di monitoraggio delle bande e di spotting di QSO per la stazione primaria. In questo nuovo contesto invece l’operatività del team assomiglierà ad un M/2, con il pesante vincolo di un solo segnale in aria contemporaneamente (ovvero interlocking delle due stazioni) che metterà a dura prova sia l’hardware che lo skill degli operatori. Credo che l’affiatamento tra i due componenti del team giocherà un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione dell’efficacia operativa.
- Ci parli del tuo team? Avrai come Team Mate Carlo IK1HJS, vi conoscevate già da tempo o è la vostra prima esperienza di squadra?
Carlo, IK1HJS, è una persona molto positiva ed è entusiasta di questa avventura. Ci siamo “conosciuti” operativamente in occasione del contest IARU dello scorso anno, nel quale assieme a IK1QBT e IK1YDB, abbiamo operato da IU1HQ nella banda degli 80 metri CW. Abbiamo poi avuto un’altra bella esperienza insieme a CN3A, nel CQWW SSB del 2009. àˆ chiaro che il WRTC
sarà un’altra cosa rispetto a queste prime esperienze, ma sicuramente il fatto di conoscersi, e di apprezzarsi a vicenda, ritengo sia un aspetto importante per un team perchè le situazioni critiche non mancheranno e poterle affrontare con la necessaria serenità di squadra faciliterà il compito. In questo ultimo periodo abbiamo operato insieme, WRTC style, nel Russian DX Contest e nell’ARI DX International, e per un breve periodo anche nel CQ-M dello scorso mese, per cercare di migliorare l’affiatamento oltre a capire come meglio operare quando si farà S&P e quando saremo in RUN.
- Che traguardi vi siete posti e quali saranno i vostri maggiori timori una volta arrivati in Russia?

Come ho già avuto modo di dire alla CTU di Montichiari i nostri obiettivi sono quelli di iniziare e di finire il contest. Sembra una battuta per evitare la domanda, ma dopo aver visto personalmente, come alcuni team in Brasile non sono letteralmente arrivati al WRTC (allora ci fu il fallimento della compagnia aerea Brasiliana VARIG, mentre qui in Europa lo scorso mese abbiamo avuto il problema del Vulcano Islandese) mentre altri hanno avuto black out o rotture di radio e antenne tali da ridurre considerevolmente la loro capacità operativa, credo che non sia cosa da poco portare a termine il contest. Va da sè che andiamo lì per competere e che cercheremo di dare il nostro meglio e anche qualcosina di più, anche se le incognite di un’operazione stile Field-Day sono molte. Speriamo poi che i contester Italiani si presentino all’appuntamento in grande stile e che, oltre a rendere più piacevole la nostra partecipazione( e quella di tutti gli altri team), fornendoci la materia prima, ovvero i QSO, partecipino alla gara per accaparrarsi Awards e Placche, messi in palio dagli organizzatori del WRTC, per incentivare questo evento.
- Nei vari team mondiali che prenderanno parte all’evento ci sono molti nomi importanti ma anche tanti volti nuovi, quanto conta l’esperienza rispetto alla resistenza fisica e mentale durante un contest del genere?
Eh si, ci sono dei nomi che solo a leggerli ti fanno tremare i polsi. C’è chi è alla terza, quarta, o addirittura alla quinta esperienza, e chi, come me e Carlo, sono degli esordienti. Credo che l’esperienza sia la cosa più importante, quindi chi ha già affrontato questa situazione sarà sicuramente avvantaggiato, almeno per il fatto di aver già vissuto l’accadimento e avere già la risposta più appropriate per il frangente che si presenterà . Io spero solo che il “panico” dell’esordio, che sicuramente ci prenderà all’inizio, se ne vada in fretta, perchè dovremo essere mentalmente lucidi per capire come il contest si starà evolvendo.
- Avrete una strategia operativa durante il WRTC? Stabilire una strategia in una location diversa dalla propria può essere spesso complicato, quali sono state, o quali sono, le difficoltà da voi incontrate?
Si, avremo una strategia e avremo anche delle alternative. Non credo che si possa affrontare un qualunque contest senza pensarci prima, senza avere un’idea, anche approssimativa, di cosa fare, figuriamoci il WRTC!
Certo che non sarà una strategia fatta dal Nord Italia, che ben conosciamo, ma da un QTH che è molto più a NORD e più a EST, dal quale non abbiamo mai operato e del quale possiamo solo ipotizzare le potenzialità e/o le particolarità , guardando i LOG di alcune stazioni che operano abitualmente da quelle zone. Se poi queste stazioni sono dotate di stack di monobande e
kW in abbondanza, alcune informazioni vanno prese con le pinze, visto che dovremo paragonarle alla potenzialità di una stazione dotata di una 2 elementi tribanda e 2 dipoli in un campo di grano, con 100W! Per non parlare poi delle condizioni di propagazione che troveremo e che sono difficilmente ipotizzabili a priori viste le bizzarrie di questo nostro sole. Ecco come, secondo me, le stazioni Russe, che almeno da tre anni operano nel Campionato Russo RRTC, che si svolge proprio in quella zona, sono particolarmente avvantaggiate, potendo contare su informazioni e sensazioni provate direttamente sul campo.
Comunque, per concludere, riprenderei il finale dell’intervista di Dave, G4BUO: “Che vinca la migliore coppia!”, al quale mi permetterei di rispondere: “Speriamo di no!”.

Riguardo IZ7KHR
Francesco Cozzi ha scritto 1283 articoli in questo magazine..
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Vi cercherò in tutti i modi e bande che ho a disposizione . Qui da me ho proprio un filo diretto con la Russia , e non avrete scampo
.
Ho avuto la fortuna di fare il referee nel WRTC 1996 si San Francisco. E’ stata l’esperienza più bella che io abbia mai fatto nella mia carriera radiantistica. In considerazione poi che i criteri di selezione attuale sono assai più oggettivi che la chiamata per cooptazione, ti faccio i miei complimenti per la costanza che hai espresso in tutti questi anni meritandoti sul campo l’onore e l’onere di rappresentare l’intero movimento italiano.
In bocca allo IARU
Luciano
Complimenti Roby e Carlo! gran lavoro di preparazione e ci vediamo a Mosca!73, Stefano