Dalla zona 5 al Liechtenstein in camper
Alla fine di Maggio, insieme a Leonardo IW5EFX, avevamo pensato di attivare per la seconda volta un’isoletta del gruppo IA5; nel Luglio del 2007, infatti, eravamo stati a Capraia e ci sarebbe piaciuto ripetere un’esperienza simile. Dopo varie chiacchierate, abbandonata l’idea Iota, decidemmo di provare ad operare dal Liechtenstein, entità europea tutto sommato discreta ed anche abbordabile, considerati i circa 700 km che la separano dal nostro QTH. A fine Giugno, dopo aver scelto il posto e stilata la lista delle attrezzature, eravamo praticamente pronti, mancava però una cosa fondamentale: il mezzo! Dopo innumerevoli telefonate ai noleggiatori della provincia siamo finalmente riusciti a trovare un Camper: un vissuto Ducato del 2004 dall’aspetto piuttosto sinistro e visibilmente sfruttato fino all’osso ma che, alla fine, ha fatto il suo dovere. Nel tardo pomeriggio di venerdì 17 Luglio siamo partiti alla volta di HB0 con Leonardo al volante che, devo ammettere, non ha risparmiato il vecchio Fiat 2.800 TD tirandogli il collo come ad una gallina, ci rendevamo conto di ciò dalle numerose soste alle pompe di benzina.
Il viaggio è andato bene e, a notte fonda, siamo arrivati dove previsto: un posto a circa 1.400 metri s.l.m completamente murato per l’est ma con discrete aperture per l’Ovest, il Nord ed anche per il Sud. La mattina del 18 Luglio ci siamo alzati di buon’ora ed abbiamo iniziato a lavorare per rendere operativo tutto ciò che avevamo portato: un gruppo elettrogeno, cavi, prolunghe,pali e le antenne che erano composte da un dipolo per i 40 metri, un loop per i 20 metri ed una yagi 3 elementi multibanda; quest’ultima fissata sotto una ruota del camper tramite la mia pesantissima base nera, soprannominata “il cannoneâ€, perchè è proprio ciò a cui rassomiglia. Poi siamo passati alle radio: uno Yaesu FT-857D, un Icom 756 Pro III ed un Icom 7000. Leonardo mette in moto il generatore che, bello e grintoso, parte al primo tentativo; alle 7:55 UTC del 18 Luglio volano nell’etere i primi CQ: Leonardo con il Pro III ed il dipolo per i 40 (posizionato ad una ventina di metri dal camper) ed io in 20 con il piccolo 857 e la yagi. Trascorsi una quindicina di minuti avviene il primo clamoroso colpo di scena: il generatore si addormenta iniziando un lungo, profondo ed irreversibile letargo che lo accompagnerà per tutta la durata della nostra piccola spedizione. Vani i tentativi di rianimazione, compresi la pulizia della candela e del carburatore… addio mele!

Dopo un’infinita serie di potenti improperi con tanto di eco nelle vallate sottostanti, ci siamo affidati all’unica alternativa rimasta: la santa, santissima batteria del camper.
Ovviamente, onde evitare di rimanere a piedi, il borbottio del diesel al minimo ha fatto da colonna sonora durante tutta la nostra permanenza nel Liechtenstein. Tra un “moccolo” ed un altro avevamo già perso troppo tempo e, dopo una breve pausa gastronomica verso le ore 13 locali (EFX era anche l’addetto ai fornelli), decidemmo che Leonardo si sarebbe spostato in 20 metri con il suo Loop (che a sua volta sarebbe stato allontanato), mentre io avrei buttato giù la yagi per renderla operativa in 10 metri. Nemmeno il tempo di allontanarsi dalla radio che un inquietante nuvolone nero come la pece iniziò a dirigersi verso la nostra postazione, accompagnato da forti raffiche di vento che aumentavano rapidamente di intensità : si è scatenata una vera e propria bufera di acqua e vento che ci ha colti completamente alla sprovvista. Leo, che operava comodamente seduto all’esterno, ha fatto appena in tempo a mettere al riparo il Pro III. Io, con un occhio all’857 e l’altro alla yagi, continuavo a chiamare in 20, mentre Leonardo aspettava che la situazione meteorologica migliorasse. Passata la bufera, siamo usciti per controllare la situazione e scopriamo un bollettino da guerra! Il vento aveva schiantato una canna del loop e messo fuori uso il dipolo per i 40. Molto bene, molto bene! Era rimasta solo la yagi che però, osservandola, mostrava una parte del riflettore un po’ piegata. Per farla breve, di comune accordo, decidemmo che le trasmissioni sarebbero proseguite unicamente in 20 metri con il sottoscritto al microfono: scelta dettata dal fatto che tale banda, anche alla luce dell’ormai nota “indecisione†solare, offre quasi sempre qualche possibilità . Ritornando un attimo a ritroso e passata la famosa bufera, non è che il tempo migliorò poi di tanto: pioggia incessante fino alla domenica mattina! Le trappole dell’antenna si erano allagate ed il ROS erano diventate il nemico numero uno, l’MFJ portatile riusciva a tenerle a bada, ma non del tutto.
Comunque sia, “alla fine della fiera”, il log si è così composto: tanti inglesi, belgi, irlandesi, olandesi, francesi, spagnoli e tedeschi, numerosi scandinavi ed anche stazioni dal Nord America: è stato molto divertente collegare l’Alaska e le Hawaii, West Coast, East Coast e Canada, pochissimo Sud America. Per quanto riguarda invece l’Italia, le stazioni messe al log sono state circa un centinaio. Ottimi i segnali dall’Italia, ho avuto il piacere di ascoltare anche amici dalle zone 6, 1, 2, 3, 4, 7 ed un collega della zona 1 barrato TK. In totale il bottino è stato di circa 600 QSO in 15 ore di trasmissioni, lavorati praticamente tutti in 20 metri tra generatori in panne, bufere, antenne sfasciate, acqua a catinelle e chi più ne ha più ne metta. Per la qsl verrà scelta una delle belle foto fatte da Leo mentre, per la conferma, il Bureau è ok al 100%. Ringrazio tutti i ragazzi che ci hanno collegato, è stata un’esperienza che vorremo sicuramente ripetere. Comunque sia una cosa l’abbiamo appresa: la prossima volta di generatori ne porteremo almeno 3!
This is HB0/IZ5JMX/P…QRT!
























Complimenti a IZ5JMX per il bellissimo articolo!
Come essere stati lì con loro…
in bocca al lupo per la prossima esperienza
Bello l’articolo, peccato per il generatore, belle anche le foto.
Speriamo che il vostro prossimo viaggio sia più fortunato!!!
Auguri.