Solleone news
Nessuno ci dirà mai se il Sole sa davvero che in questo periodo mezzo mondo (l’altro sta attraversando l’inverno) si aspetta di vivere il momento più caldo dell’anno e rimanda a settembre tutte le preoccupazioni riguardo al lavoro, le tasse, il governo in bilico e le mozzarelle blu.
Tra gli ultimi amori piccanti dei VIP, il calciomercato e le possibili coalizioni di governo, questa volta nel gossip si è ficcato anche il Sole. Sì, perché ormai sanno tutti come abbronzarsi senza scottarsi, ma pochi sono al corrente dell’eruzione multipla registrata lo scorso 1 agosto, delle bellissime aurore che si sarebbero viste (comunque non qui in Italia) e degli scenari apocalittici che un risveglio tumultuoso ed imprevedibile della nostra Stella creerebbero.
Poco male, se poi sarebbe finalmente esplosa quella bella propagazione che attendiamo da tempo e che ormai si sbiadisce tra i nostri ricordi. L’esplosione multipla c’è stata: in fondo, un flare di classe C e quella di un filamento, che hanno provocato l’espulsione di plasma verso la Terra. A parte le fantastiche aurore e un bel po’ di rumore e silenziamenti di banda (soprattutto in HF), non c’è stato altro. La quiete dopo la tempesta geomagnetica ha ormai portato via tutta la turbolenza ed ora siamo alle prese con la solita routine.
Ecco come si presenta il Sole nell’ultima foto del ripristinato SOHO (EIT-195 del 7/8/10, 01.13 UTC)

Quattro regioni attive e l’SSN di ieri schizzato a 54 (ma oggi già a 49!). Vediamone in dettaglio l’evoluzione subita negli ultimi 3 giorni.
- AR1092: cresce prima dell’ 11% ed oggi ancora del 5%, nonostante gli spot al suo interno da 4 passano e si stabilizzano ad 1. Fra qualche giorno sarà comunque via dalla nostra vista.
- AR1093: era nascosta appena qualche giorno fa dietro l’angolo, tra quelle di cui attendevamo l’arrivo. Ora fa la parte del leone: cresce del 70% e poi di un altro 6%, nonostante gli spot da 3 sono passati a 4 e ritornati a 3. E’ la regione dalla quale ci si aspetta di più.
- AR1094: al limite del visibile e in completa decadenza. Dimezza quasi nella sua superficie e negli spot. Già domani il suo apporto di 13 nel calcolo globale dell’SSN sarà scomparso.
- AR1095: stabile e di piccolo apporto sia nella sua superficie, che per quanto riguarda gli spot.

Ecco un grafico che raffronta l’area delle diverse regioni attive, misurate in milionesimi della superficie dell’emisfero visibile del Sole.
Abituiamoci pian piano a legare un po’ meno le nostre aspettative sulla propagazione al numero di macchie. Il Flusso Solare è infatti a livelli pressoché stazionari dalla fine di luglio, nonostante la grossa differenza del numero di macchie e nonostante la superficie globale di queste sia maggiore di quanto è accaduto a fine mese scorso.
Già domani, a meno che non dovessero entrare nel conteggio nuove regioni attive (oggi sospette o addirittura inesistenti) o non aumentino gli spot nelle regioni esistenti in modo considerevole, almeno l’indice di macchie solari diminuirà . La propagazione del fine settimana tenderà a mantenere i livelli dei giorni scrosi. Gli indici geomagnetici che man mano rientrano nella normalità renderanno meno incostanti le varie porzioni delle HF.
Nel frattempo lo sciame meteorico delle Perseidi (17 lug-24 ago), che raggiungerà il suo picco il 12 agosto, sta dando segni della sua presenza con aperture sulle VHF di E-sporadico e meteor scatter.
Credits:
Immagini: Solar and Heliospheric Observatory Homepage
Dati numerici: NOAA
Cover: Grafico dell’ovale dell’aurora del 4/6/2010 – NOAA
























Interessante, il meteor scatter anche in 10 metri può generare un sacco di divertimento. Non mi scorderò mai i ping delle persedi del gennaio 2007. Mezzi call, call interi, suffissi, prefissi…dei flash a 9che svanivano e affioravano in un attimo. Mi ricordo che feci circa 450 QSO così. In una mattina. Fu un’esperienza veramente indimenticabile.
@IK8LOV Complimenti come sempre…
@IZ4AKS Dove posso trovare una guida per operare in meteorscatter?
Saluti
@iw8zlb: mi spiace, non sono in grado di risponderti