ROS e DX-cluster: un rapporto “difficile”
Il ROS ( http://rosmodem.wordpress.com/ ) è un nuovo protocollo di comunicazioni digitale che in pochi mesi ha avuto un’ampia diffusione presso la comunità radioamatoriale (vedi l’articolo pubblicato da IW0HK su DxCoffee ). Il rapido susseguirsi di aggiornamenti della versione “beta” del programma omonimo ha portato molte nuove funzionalità che purtroppo non sempre sono state collaudate a dovere prima del rilascio.
Oggi vi mostriamo come configurare ROS in modo da disabilitare quella che probabilmente è la sua caratteristica più controversa (per non dire odiata), ovvero la funzione di “auto-spotting” sui dx-cluster. Il creatore del programma ha infatti pensato di automatizzare l’inserimento nei dx-cluster degli spot delle stazioni ROS decodificate, ma senza la possibilità di discernere tra DX “veri” e stazioni meno interessanti e soprattutto senza porre limiti al numero di spot inviati. Potete immaginare la preoccupazione di gestori e utenti di nodi DX-cluster, vista la mole di traffico aggiuntivo generata e il modesto interesse delle stazioni oggetto degli spot.
Come spesso capita, “defaults matter“, ovvero la bontà delle impostazioni “di fabbrica” di un programma per computer possono fare la differenza dal punto di vista dell’utente finale, sempre restìo a documentarsi sulle funzioni del programma medesimo. Ed è proprio l’impostazione dell’auto-spotting (attivo di default) che vedremo come modificare.
Per prima cosa, dalla finestra principale di ROS, fate click su “Skeds” e, sul menu che vi apparirà sotto, su “Cluster Spot” (Figura 1); la finestra di configurazione “Cluster” apparirà in primo piano. Fate click sul segno di spunta presente nella casella bianca nell’angolo in basso a sinistra (Figura 2).
Assicuratevi che ora il segno di spunta sia sparito (Figura 3) e chiudete la finestra premendo sul bottone con la “X” nell’angolo in alto a destra. Perfetto, ora ROS non invierà più spot in automatico, ma sarà sempre possibile per voi inviarli manualmente dalla finestra “Cluster”, compilando i campi “Seen Call” e “Comment” prima di premere il bottone “SEND”.
Vi raccomando di segnalare direttamente all’autore del programma ogni bug o funzionalità non gradita, in modo che possa “correggere la rotta” quando necessario, tenendo presente che egli non è un radioamatore e quindi a certi problemi potenziali (come l’intasamento dei DX-cluster) potrebbe non aver pensato.
























Ciao Andrea, complimenti per l’articolo. Si fa un gran parlare ultimamente del ROS in modo allarmante e, a mio parere, esageratamente sensazionalista.
Hai ottimamente indicato come disattivare la funzione dell’auto-spotting, oggettivamente noiosa e frutto dell’ingenuità di chi lo ha creato. Magari usciranno anche altri piccoli bug che man mano verranno corretti, come accade per tutti i software.
Alcuni sono bug veri e propri, altri (proprio come l’”auto-spotting”) una semplice impostazione di default che al radioamatore attento non dovrebbe scappare… a meno che non sia il solito pigiabottoni per andare subito “on-air”
Oltre a ciò, mi meraviglia molto come mai nessuno parli delle caratteristiche tecniche del ROS. Da dei radioamatori mi aspetterei molto di più commentare i -35 dB S/N che riesce a raggiungere, tanto che addirittura molti lo ritengono migliore del WSJT per l’attività EME.
Benvenuto tra gli amici di DxCoffee ed ancora complimenti per l’interessantissimo articolo!
Speriamo che i ROSsisti lo capiscano… io nel frattempo sul mio nodo Clx ho disabilitato gli spot con note indicanti il ROS MODE!
Max, grazie ma non ho scritto nulla di nuovo hi! Sarebbe bello se qualcuno effettuasse dei test di laboratorio per capire se i -35 dB siano reali. Magari qualcuno che faccia EME?
Frank, se hai voglia, prova a ri-abilitarlo per 24 ore e dimmi se gli spot sono diminuiti. Dovrebbe esserci *molta* differenza rispetto a qualche settimana fa, grazie ad un nuovo algoritmo di gestione dell’auto-spotting.