I capricci di fine estate della propagazione ionosferica
Sebbene l’estate non sia ancora terminata dal punto di vista astronomico, è invece già autunno secondo il calendario meteorologico. E ce ne siamo accorti. Segue probabilmente lo stesso calendario anche l’andamento della propagazione ionosferica.
Abbandonate le speranze delle aperture di E-sporadico e le path brevi, che caratterizzano soprattutto il periodo estivo, siamo in questi giorni di fronte alle tipiche manifestazioni del giro autunnale. Tutto ciò, nonostante il ritorno in zona spotless e il Flusso Radio scivolato al di sotto degli 80 sfu, già da 4 giorni.
L’ormai familiare grafico ricavato dai dati dell’SWPC del NOAA ne mostra gli andamenti degli ultimi 30 giorni:

Il Solar Flux a 10.7 cm non ha più raggiunto i livelli esaltanti della prima metà di Agosto, eppure all’inizio del mese in corso l’SWPC Sunspot Number ha raggiunto valori relativamente sostenuti (spezzata di color arancione).
Ciononostante, si sono verificate aperture anche intense verso il Pacifico e l’Estremo Oriente in orari ben più tardi dell’alba (soprattutto in 20, ma anche in 15 m) e d’intensità tale da poter lavorare bene con potenze e setup modesti. Le ore serali sono state invece riempite dai segnali provenienti dal Centro e Sud America spinti fin sui 10 m ! Anche le bande basse hanno risentito positivamente del mutamento in corso, grazie al minore assorbimento degli strati inferiori della ionosfera.
Le tendenze per i prossimi giorni non saranno purtroppo incoraggianti e ce ne accorgiamo subito guardando le immagini del Sole.

Sulla faccia rivolta verso di noi c’è poco da dire: nessuna regione attiva presente al momento (foto delle 00.07 UTC dell 11/09/2010). Si intravede però l’arrivo di qualcosa che abbiamo segnalato con una freccia in rosso: l’ex AR1100, che sarà battezzata probabilmente 1106 nelle prossime ore. Osserviamo meglio cosa sta per girare verso di noi dal riquadro in basso a destra, che mostra la foto del Behind di Stereo alle 00.06 del 11/09/2010. Appare chiara l’ex AR1100 nell’emisfero sud ed anche un buco coronale, ancora però piuttosto lontano.
Sebbene dal Behind non possiamo dedurre nulla che indichi con ragionevole certezza la natura delle regioni attive, non dimentichiamo che fin’ora l’emisfero meridionale ha espresso regioni di entità poco considerevole e che l’AR1100 durante il suo primo passaggio, dal 17 al 28 Agosto scorso, ha contato una superficie massima di 10 milionesimi dell’area visibile e un numero massimo di macchie al suo interno pari ad appena 2 !
La propagazione nei prossimi giorni tenderà dunque a seguire il giro che l’ha caratterizzata fin’ora, accorciando la durata e l’intensità delle aperture passate soprattutto sulla parte medio-alta delle HF ed offrendo invece opportunità interessanti sulle bande basse.
Credits:
Dati Numerici: NOAA/SWPC
Immagini sole: Courtesy of SDO (NASA) and the [AIA, EVE, and/or HMI] consortium.























