Le Pietre Nere, ME-031, New One I.I.A.
L’attivazione di un New One I.I.A. ha sempre avuto un suo fascino, soprattutto per noi che amiamo quest’attività .
Dopo la piacevole esperienza su ME-032 Scoglio S. Biagio, abbiamo concentrato la nostra attenzione su altri New One della provincia. Dopo aver cercato notizie su Internet (decisamente poche) e consultato la cartina nautica, Roberto IK2PGM, qualche anno fa, ha deciso di fare un sopralluogo sul litorale di Giardini Naxos per cercare Le pietre nere referenza Me 031, così da studiare per tempo l’accessibilità e organizzare la logistica.
Memori dell’ultimo approdo (un po’ laborioso) su ME-032 Scoglio S. Biagio, Le Pietre Nere sembravano decisamente più â accessibili, decidiamo comunque , di rimandare l’attivazione all’estate successiva.
Ritrovandoci a luglio, abbiamo immediatamente ripreso il progetto e deciso il periodo.
L’attrezzatura leggera è ormai più che collaudata, Kenwood TS50 con accordatore AT50, verticale 10/15/20/40 Mt, generatore da 750 watt; completava l’attrezzatura l’immancabile ombrellone (Le Pietre Nere, come dice il nome, sono più nere che mai, quindi è opportuno ripararsi dal sole).
Appuntamento dunque alle 05:00 del 2 agosto, dopo un bel cappuccino, imbocchiamo l’autostrada direzione Giardini Naxos.
Il litorale di Giardini è meraviglioso, non lo scopriamo certo noi, lo raggiungiamo in tre quarti d’ora circa.
Scaricate le attrezzature ci apprestiamo ad affrontare il sentiero che porta sulla spiaggia antistante Le Pietre Nere.
Il sentiero, lungo un centinaio di metri, si mostra in effetti più Â impervio del previsto, per fortuna eravamo preparati e forniti di carrellino per trasportare più agevolmente il generatore etc.
Grazie al sopralluogo fatto in precedenza, raggiungiamo ME-31 agevolmente e cerchiamo dunque il posto più . . .”comodo” dove appollaiarci e montare la stazione.
Il montaggio non ha richiesto tempi lunghi (il team è ormai collaudato) e la stazione è divenuta presto operativa.
L’unico inconveniente (avvenuto dopo pochi minuti di trasmissione) si è verificato per la posizione dell’antenna: siamo stati costretti infatti a montarla un po’ troppo vicino alla radio e questo ci ha provocato rientri di radiofrequenza un po’ fastidiosi.
Alle 7.40 abbiamo iniziato a trasmettere in 40 Mt. mettendo a log decine di qso, anche in 20 mt non siamo stati delusi.
Per un paio di ore la propagazione è stata eccellente,  ci ha consentito di effettuare un più che soddisfacente numero di QSO, lavorando anche i 15 mt; purtroppo i 10 mt completamente chiusi . . .
Continuiamo ad alternarci al mike per tutta la mattinata, anche se dopo circa 3 ore di trasmissione continua la propagazione inizia a scemare.
In 20mt come sempre si lavorava alla grande Italia ed Europa, contenti d’aver collegato anche la Russia Asiatica, tutti con segnali reali 59+ dati e ricevuti; soddisfattissimi in considerazione soprattutto del nostro setup.
Nel primo pomeriggio comunque, un po’ cotti dal sole (nonostante l’ombrellone) e visto che la media dei QSO era scesa di molto causa mancanza di propagazione, decidiamo malvolentieri di sospendere le trasmissioni e riguadagnare la spiaggia.
E’ stata come sempre una bella giornata: sole, mare, radio e tanti amici a salutarci, come dice una nota pubblicità cosa vuoi di più . . .
Alla fine, stanchi e accaldati, ma soddisfatti, ci fermiamo in un bar del lungomare di Giardini Naxos per gustare la nostra ormai consueta granita post attivazione, mentre al largo dondolano pigramente Yacht da favola.
La considerazione finale è che secondo noi (ma non solo) l’I.I.A. resta sempre uno dei diplomi più belli e suggestivi dello scenario ham, speriamo solo che ritorni presto all’attenzione che merita . . .
























Sempre affascinante l’IIA, peccato sia in abbandono totale. Dopo che scrissi sul mio blog un vecchio articolo “dov’è finito l’IIA?” sembrava essersi rivitalizzata la cosa. Mentre ora invece pare esser tornato il silenzio.
Antonello, ma uno come fa a farsi dare il numero di referenza se scopre un new-one?
Caro Giorgio,
certamente l’IIA ha conosciuto tempi migliori, ma credo e spero che sia solo una fase transitoria, il numero di appassionati non è affatto diminuito, anzi, quindi tocca fondamentalmente a noi . . . “rivitalizzarloâ€
Il regolamento dell’IIA è facilmente reperibile on line, comunque il dato fondamentale per ottenere la referenza è ovviamente l’accertarsi che l’Isola deve essere distante dalla costa almeno 50 metri (anche in caso di bassa marea) e dimostrarlo mediante carta nautica con scala 1:25.000, documenti rilasciati da Capitanerie di Porto etc.; aggiungo io che non guasta qualche foto.
Come risaputo è l’ARI che rilascia questo diploma, ed a cui va richiesta la referenza