Nel Sudan meridionale (o South Sudan, se preferite) tra il 9 e l’11 gennaio si svolgerà il referendum per l’indipendenza dal Sudan. Se non voteranno almeno i 2/3 degli aventi diritto, il referendum si ripeterà dopo 60 giorni. La questione del South Sudan è molto delicata, essendo questo territorio più simile culturalmente agli stati africani confinanti come il Kenia, l’Uganda, il Congo, la Repubblica Centroafricana rispetto al resto del Sudan dove la cultura è quella tipica dei paesi arabi.
Ci sono grossi interessi economici in gioco, motivati dal fatto che il South Sudan produce l’85% di tutto il petrolio di quella nazione. Noi auspichiamo che tutto si svolga in modo pacifico e senza altri spargimenti di sangue che hanno già colpito duramente questa terra nei decenni passati.
Dal nostro punto di vista (quello radioamatoriale), ribadendo l’augurio che il referundum porti i migliori auspici a queste popolazioni, se ciò dovesse coincidere con una nuova entità DXCC saremo lieti di questa, eventuale, doppia notizia. Inoltre c’è da rammentare che South Sudan è già esistita in passato con il prefisso ST0, nel periodo che andò dal 7 maggio 1972 al 31 dicembre 1994.




Un piccolo aggiornamento: il referendum si concluderà il 15 gennaio, ma intanto sappiamo già che è stato raggiunto il numero minimo di votanti per considerarlo valido. I risultati si sapranno solo a febbraio.
Se ci sarà l’indipendenza, sicuramente bisognerà aspettare un certo tempo prima che venga dichiarata la nuova entità DXCC. Quale sarà il prefisso? ST0 o altro? E poi, saranno considerati validi per il South Sudan i QSO effettuati prima del dicembre 1994? Aspettiamo e sapremo, intanto rimanete sintonizzati su dxcoffee!
Dai primi risultati si evince una netta prevalenza di voti a favore dell’indipendenza. Le votazioni sono state purtroppo accompagnate da vari disordini, ma come nota positiva c’è l’appello del leader sud-sudanese Salva Kiir che ha esortato la popolazione a perdonare il Nord per i morti durante i 50 anni di guerra.
(fonte: quotidiano gratuito Metro http://www.metronews.it)