A luglio il nuovo Sudan meridionale?

A luglio il nuovo Sudan meridionale?

Continuiamo a seguire la situazione del Sudan dopo il nostro articolo dell’8 gennaio.
Come già riferito nei commenti a quell’articolo, tutto lascia pensare che il referendum porti all’indipendenza del Sudan meridionale e alla nascita di una nuova nazione dopo 55 anni di lotte.

Quasi 4 milioni di sud-sudanesi hanno votato nel referendum, i cui risultati iniziali sono stati resi noti il 31 gennaio da parte della commissione sul referendum (SSRC), mentre per quelli finali ci sarà da aspettare febbraio.

Tuttavia non si può dire che tutto sia tranquillo. Infatti il 9 gennaio, il
secondo giorno di votazioni, è stata data notizia di violenti scontri tra una tribù e una comunità nomade con decine di vittime.

Per dissipare i timori di instabilità politica dopo l’indipendenza, Riek Machar, vice presidente del futuro South Sudan, ha dichiarato di aver preparato ad ottobre dello scorso anno una ‘roadmap’, un piano per garantire una situazione stabile e pacifica al formarsi del nuovo stato. La ‘roadmap’ è stata stilata alla presenza di tutti i partiti politici del Sudan meridionale a Juba, capoluogo della regione e futura capitale del Sudan meridionale e porterà alla stesura della nuova costituzione e alla formazione di un nuovo governo di transizione con rappresentanze di tutti i partiti. Tra i compiti del nuovo governo ci sarà un censimento della popolazione e la preparazione delle elezioni generali. Intanto la comunità internazionale intende assistere le 2 regioni nello stabilire 2 stati indipendenti, democratici e politicamente stabili, facendo in modo che il nuovo stato del sud mantenga buone relazioni con il nord.

Noi radioamatori prestiamo interesse alla questione, sapendo che per il nostro hobby questo significa avere una nuova entità DXCC, la 341ma, a partire dalla data di dichiarazione d’indipendenza che è prevista a luglio. Ci chiediamo già quale sarà il nuovo prefisso, forse ST0 oppure un prefisso completamente diverso? Per ora sappiamo solo che il prefisso sarà assegnato dall’ITU (International Telecommunication Union) previo riconoscimento del nuovo stato da parte dell’ONU.

Anche i non radioamatori hanno interrogativi simili, per esempio riguardo il nuovo prefisso telefonico internazionale, il suffisso dei domini internet (.sd è il suffisso attuale dei siti sudanesi) e il nuovo inno nazionale, ma c’è un altro interrogativo molto più importante da chiarire: il nome del nuovo stato! Si dà per scontato che il nord continuerà a chiamarsi “Repubblica del Sudan”, ma la questione è ancora aperta sul nome dello stato del sud. Ci si chiede se sarà un nome che rifletterà il suo carattere cristiano ed animista, in contrapposizione al nord prevalentemente musulmano, ma potrebbe anche essere posto l’accento sul carattere democratico del nuovo stato, con un nome del tipo “Repubblica democratica del …”, dove al posto dei puntini si ipotizzano diversi nomi etnici locali, tra cui anche quello del fiume Nilo, preziosa risorsa naturale di quel territorio.

Il futuro presidente
(Photo: Il presidente del South Sudan Salva Kiir al voto a Juba durante elezioni precedenti svoltesi l’11 aprile 2010. Reuters/Goran Tomasevic)

Riguardo I0-111/RM

Fabrizio ha scritto 28 articoli in questo magazine..

Fabrizio è SWL dal 1978. Non sente un grande bisogno di prendere la licenza, anche se probabilmente un giorno lo farà. Per adesso si diverte parecchio ad ascoltare i DX rari seduto in un parco con una canna da pesca. Se non ci sono DX rari, gli piace ascoltare le chiaccherate tra americani, europei, australiani, ecc.


Forse potrebbero interessarti anche:

OkNotizie

Una risposta a A luglio il nuovo Sudan meridionale?

  1. I0-111/RM says:

    Il nuovo stato si chiamerà Sud Sudan è verrà proclamato il 9 luglio.
    Citiamo http://www.repubblica.it :
    “Si sa che la nascita del SudSudan avrà un periodo di prova e che solo il 9 luglio ci sarà la proclamazione definitiva, dopo la verifica dei progressi nella gestione del potere e nell’organizzazione dello Stato. Restano da definire i confini, lo status della regione petrolifera dell’Abyei, la ripartizione degli introiti petroliferi i cui giacimenti sono concentrati, al 90 per cento, nel SudSudan. La situazione resta esplosiva: da gennaio sono morte 60 persone. A queste si sono aggiunte, in soli 4 giorni, altre 50 vittime uccise negli scontri tra fazioni diverse dell’esercito.”

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Desidero ricevere un avviso via email se ci sono nuovi commenti.
E' possibile anche iscriversi senza commentare.