5A, l’agonia del regime di Gheddafi. Liberati due trasmettitori ad El Baida e Bengazi

Carla Lucia Leone non è una radioamatrice, e neppure una SWL, ma è una ragazza che studia Lettere e lingua Araba. Sentendomi parlare in continuazione di Radio e DXing si è interessata e informata e, sotto mia sollecitazione, si è resa disponibile a raccontarci, con la sua esperienza, la situazione geopolitica, in rapida evoluzione, in quei Paesi del Nord – Africa e Medio Oriente che ci interessano da vicino per il DXCC. Carla Lucia tra pochi giorni partirà per un lungo viaggio in Syria e da lì ci racconterà eventuali evoluzioni dei vari scenari di proteste attingendo direttamente da fonti in madre lingua araba.
Benvenuta Carla Lucia, anche a te buon DxCoffee, soprattutto quando sarai in Syria!
Francesco Cozzi IZ7KHR.
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“Il muro della paura è caduto” gridano gli shebab, i giovani, dalle piazze di Tripoli, Tobruk, Al Baida, Bengazi e Sirte, le città della Cirenaica liberate dai ragazzi della rivolta. Ormai manca poco, dopo Ben Ali e Mubarak l’onda della rivoluzione si abbatte su Mu’ammar Gheddafi, da 42 anni dittatore della Libia o, come lui stesso si è definito, “re dei re dell’Africa”.
Siamo agli sgoccioli, dopo le dimissioni di numerosi ambasciatori libici, arrivano anche quelle del ministro degli interni Abdel Fatah Yunis, considerato il braccio destro di Gheddafi.
Anche i disertori non si contano più. Per un soldato che spara sulla folla, ce n’è un altro che abbassa il fucile e si unisce al coro del popolo: “ Erhal ya kalb! Erhal!” “Vattene, cane! Vattene!”.
Per loro la vendetta del regime è spietata: nasi e orecchie mozzati, corpi carbonizzati, dilaniati, tagliati a pezzi. Lo testimoniano i medici dell’ospedale di Bengazi. Solo lì, negli ultimi cinque giorni, sono arrivati 400 corpi senza vita.

Il Colonnello è solo, prigioniero della sua follia. I boati dei bombardamenti sui manifestanti non sono bastati a soffocare i lorocanti e i loro cori. Il bavaglio alla rete e la soppressione dei social network non sono bastati ad impedire la diffusione delle notizie.
Tra il 20 e il 21 febbraio a El Baida i ragazzi della rivoluzione hanno liberato un trasmettitore in onde medie attivo su 1.125 kHz. È il primo impianto liberato in Cirenaica da cui è possibile ascoltare Sawt al Libya al Hurra (Radio Free Libya).
Dopo El Baida, le voci dell’onda libica si diffondono anche da Bengazi, dove un secondo impianto trasmette su 675 kHz.
La notizia ci giunge grazie all’attento ascolto e al minuzioso rendiconto di Andrea Lawendel, giornalista freelance con la passione per il DXing. Ecco l’articolo dettagliato sull’ascolto corredato da video e audio:http://radiolawendel.blogspot.com/2011/02/libia-la-storia-in-divenire-in-onde.html
E mentre dalle tv di stato Gheddafi esala gli ultimi furibondi sproloqui contro i ribelli, noi aspettiamo di ascoltare dalle frequenze antigovernative le urla di giubilo dei giovani arabi che abbattono l’ennesimo rais.
Tahia Tunis, tahia Masr wa inch’allah tahia Libya!
Viva la Tunisia, viva l’Egitto e, se Dio vuole, viva la Libia!
Riguardo Carla Lucia
Carla Lucia Leone ha scritto 4 articoli in questo magazine..
























Bellissimo pezzo, complimenti!
La possibilità di diffondere via etere un messaggio di libertà che si propaghi alla velocità della luce in tutte le direzioni, la possibilità di ricevere e ritrasmettere tali messaggi è una delle cose più affascinanti che un appassionato di radio possa sperimentare.
Sono queste le cose che rinnovano e rinforzano l’amore per questo splendido hobby.
Il fatto che l’esercito, ritirandosi ed abbandonando le posizioni, non abbia distrutto queste infrastrutture strategiche (Radio, emittenti TV) ritengo sia un segnale chiaro ed inequivocabile…il regime è agli sgoccioli.
Bell’articolo Carla, inanzitutto benvenuta nel caffè letterario del DX italiano, sono certo che i tuoi pezzi saranno apprezzati dalla comunità radiantistica italiana e non. Altresì sono convinto che la tua collaborazione, soprattutto per quanto concerne la rubrica Geopolitica, ci consentirà di avere una visione più approfondita della situazione politica mondiale.
Grazie per la tua importante collaborazione.
Interessante ciò che hai scritto…e benvenuta a bordo!
Ehi, ragazzi,ma questo articolo è bellissimo e mi piacciono anche i termini arabi che la ragazza ha usato.Carla Lucia è proprio brava.Complimenti.
Certamente Rosy, lo sappiamo, su DxCoffee abbiamo solo il meglio!!!
Interessante leggere che nell’anno 2011, dove i gadget piu’ tecnologici vengono utilizzati, un semplice trasmettire AM, possa cambiare le sorti di una nazione. Possiamo fare warfare, signint, missili teleguidati,iphone,blackberry, ma un qualcosa con tecnologia inferiore arriva ovunque.
Una mia amica e’ di recente partita per 3 mesi in viaggio per il Sud America. Ha soltanto uno zaino e sacco a pelo. E’ andata come volontaria in un paesino sperduto in Peru.
La sera prima della partenza, io e la mia XYL siamo andati a trovarla e le ho portato un regalo. Una semplice radio a onde corte e FM di modeste dimensione, con manovella per la carica,con torcia incorporata e presa USB per ricarica l’IPOD. Le ho detto che un gadget del genere sara’ di buon uso. Con due colpi di manovella ricarica l’ipod e se trova una connessione WiFi aperta puo’ chiamare casa con Skype.
Buon viaggio a Carla e se vuoi ti mando una radiolina multiuso.
Ciao
Edmondo
VA3ITA
Carla Lucia,
semplicemente un pezzo fantastico. In bocca al lupo per i tuoi viaggi. W la libertà
Ciao, ottimo pezzo, si evince che la “forza” viene dal basso. L’ugurio è che finisca presto, che presto siano liberi.