HE3OM, c’est pour toujours – Appunti da una giornata radiantistica indelebile

La “X”, nell’acronimo che maggiormente identifica il nostro hobby (e anche questo sito), non rappresenta solo l’incognita della distanza percorribile attraverso un collegamento radio. Essa costituisce anche una quantomai efficace simbologia della voglia di ogni DXer di sperimentare, di migliorarsi e di individuare nuove soluzioni radiantistiche, meglio ancora se universalmente ritenute improbabili. Un valore che non teme dispersioni imputabili a variabili atmosferiche, temporali e tecnologiche e che, assecondato, può scaturire emozioni sempre nuove e indelebili.

Che quella “X” si respirasse in quantità industriale, sull’altopiano di Sottens, era chiaro fin dai primi passaggi del QSO con cui l’impareggiabile HB9DUI – Michel mi ha guidato, transitando sul ripetitore HB9MM, dall’uscita dell’autostrada di Losanna–Vennes al sito di trasmissione decommissionato lo scorso 31 dicembre dal broadcaster pubblico elvetico. Una volta giunti sul posto, però, il fascino di HE3OM (questo il nominativo speciale ottenuto dai radioamatori svizzeri del Cantone di Vaud per la sperimentazione di cui abbiamo dato annuncio qui) è esploso in tutto il suo potenziale deflagrante. Le foto di un traliccio per l’irradiazione in onde medie le abbiamo viste in tanti, ma trovarcisi sotto, in piedi, con i nervi del collo che si oppongono alla volontà di reclinare oltre la testa per scorgerne la cima, sbatte sul muso la magnificenza di architetture mastodontiche concepite per il fine più nobile che si possa immaginare: offrire informazione agli esseri umani, attraverso la tecnologia che, ad oggi, ha conosciuto meno défaillances: la radio.

La giornata è meteorologicamente notevole, tanto che nemmeno una lieve foschia risulta fuori luogo, e i colori del cielo e dei campi attorno alle due antenne dell’“Emetteur national de Sottens” si fondono al bianco e rosso delle antenne stesse, in riflessi cangianti di classe. Prima di entrare nella stazione radio, Michel offre alcuni dati tecnici. Il pilone di 188 metri implementa, attraverso una salita coassiale che raggiunge metà traliccio, un dipolo a “doppia u rovesciata”. La scelta costruttiva appare evidente: la visuale è completamente aperta a 360° e il segnale di “Option Musique”, da lì, avrebbe conosciuto (grazie anche ai circa cinquecento kilowatt del trasmettitore) una diffusione ottimale. Una volta autorizzati dalla società proprietaria degli impianti, gli OM hanno collegato i loro apparati alla salita: il risultato è un guadagno di 6 dB, non dei più elevati, ma in condizioni geo-morfologiche che consentono di sfruttarlo fino in fondo.

Questa postazione viene utilizzata per i collegamenti sulle hf basse – 40, 80 e 160 metri -, malgrado su quest’ultima banda il pilone dia del filo da torcere per la taratura (effettuata con strumentazione radioamatoriale standard). All’ingresso nel prefabbricato nei pressi del pilone, l’operatore dell’IC-7400 che costituisce il cuore della stazione è HB9AFI – Kurt. L’aspetto concentrato e la voce dal tono fermo nei frangenti “on the air” mettono in luce una certa esperienza, pienamente confermata da quanto svela la sua QSL: DXCC-Honor roll, ex S79FI, VK3FBL, VK0IR e 3B7RF. Il valore “X”, nella piccola stanza occupata dalle gigantesche bobine, s’impenna, assieme alla sensazione di essere in prima fila all’Università del DXing. Alla domanda su come stia andando la giornata, Kurt regala un immaginabile (visti l’ora di metà pomeriggio, i 40 metri sul display e le acrobazie solari degli ultimi giorni): “la propagazione, oggi, non è granché, più che altro stazioni europee”. E in generale, quando oltre mille QSO sono a log e con altri dieci giorni di operazioni dinanzi? “Mancano ancora le Hawaii in 160”. Non oso dirgli che dal mio shack le ho sentite solo grazie al segnale orario di WWVH, e mai in banda OM, per cui lo lascio alla gestione del pile-up.

L’altra antenna, poco distante, ubicata nel complesso ove si trova anche l’edificio che ospita tutt’ora i tx, malgrado siano spenti, presenta un’altezza di 127 metri. Serviva da back-up, in caso di panne del traliccio principale. Dal primo giorno di attività di HE3OM è il regno di HB9ASB – Anton, soldato fedele ai 137 kHz. Mentre si prepara all’inizio delle operazioni, mostra l’attrezzatura usata per le LF, costituita da un trasmettitore “molto, molto homemade” e da un 756 Pro-3 come ricevitore. Sullo schermo del pc portatile vedo spuntare Argo e scherzo con lui: “Ah, allora c’è anche qualcosa d’italiano qui…”. Il sorriso si fa largo nella sua folta barba: “è il miglior software che esista per il QRSS”. Sono sempre momenti gratificanti, ma non c’è il tempo di compiacersi oltre, perché Anton annuncia il suo programma per la serata: “Arriverà anche un altro operatore e tenteremo dei test crossband transatlantici, già annunciati in rete. Trasmissione slow morse a 136,316 kHz e chi dovesse riceverci potrà rispondere in telegrafia standard sui 7011, nei 40 metri. Inizio a mezzanotte e prosecuzione fino all’alba. Come Marconi”. Non ci sono commenti da fare, ma la convinzione che tanta dedizione meriti il risultato in grado, da solo, di valere un mese di sperimentazione è immediata. Ci lasciamo con l’accordo di chiamarlo, di tanto in tanto, su un canale simplex VHF per avere sue notizie. Per lui è ora di scendere in trincea (“avrei anche uno sked con un JA6 tra un’ora, alle 19 locali, ma dubito che possa funzionare”), per gli altri pausa cena.

Al ritorno al pilone HF, altri operatori del club “Radioamateur Vaudois” si aggiungono al team per la serata. HB9IIV – Béat e HB9IIB – Pascal sono cordiali come tutti i loro colleghi. Il primo offre gustosissimi aneddoti sulla precedente sperimentazione HE3RSI, effettuata sullo stesso sito nel 2004, “rianimando” l’appena dismesso sistema d’antenna hf rotante della Radio Svizzera Internazionale (un binario circolare e due tralicci, sullo stesso modello della Radio Vaticana), oggi purtroppo distrutto. Sentirlo raccontare di “pile-up dal Pacifico malgrado avessimo ridotto la potenza fino a scendere a 5 watt” è la materializzazione del DXing che fa bene all’hobby e alla comunità. Da IIB, invece, organizzatore delle attività formative del locale club, ottengo indicazioni che non mancheranno di rivelarsi utili per il mio futuro esame HB9. Tra OM ci si sente in famiglia, anche se non ci si è mai visti, anche se non si è davanti alle radio, ma a una tazza di caffé caldo.

Poco dopo, Kurt riporta l’attenzione sul “piatto forte” della serata. “Vuoi provare?” sorride, lasciandomi il posto davanti alla console? Non me l’aspettavo, tanta era già la soddisfazione per quanto visto e sentito sino ad allora. Accenno timidamente a occupare il posto. Lui, prima di lasciarmi sedere, ricorda: “la tua licenza HB3 non ti dà diritto ai 40 metri… scendiamo”. Viaggia di dial fino a 3786 e accorda, mostrandomi inoltre come commutare, in ricezione, tra il pilone e una beverage di quasi trecento metri posata lungo la strada che conduce al sito. Quindi, mi fa accomodare: “chiama, vediamo se ti sentono”. Sono sinceramente intimorito, ma cosciente dell’opportunità e desideroso di viverla. L’orologio segna le 20.40 UTC, infilo le cuffie e “cq eigthy, cq eighty, cq eigthy, this is HE3OM…”. Rilasciato il lock, dopo la chiamata, è come un secchio di benzina vuotato su un fiammifero acceso. Non è un pile-up, è IL pile-up. Fatico a distinguere le voci delle stazioni che rispondono. Ne sento nitidamente quattro assieme, tutte oltre S9, ma chissà quante altre se ne annidano dietro.

Su questa parte della serata è opportuna tanta sincerità. Non possedendo la patente italiana, ho un’esperienza limitata all’ascolto e alle rare volte in cui ho potuto sfruttare, in Svizzera, la mia licenza “novice” (che comunque consente 80 e 160 mt.), non certo rappresentando un target tanto ambito. Il “wall of sound” di stazioni che rispondevano era impressionante. Ho cercato di andare avanti, dando priorità (anche se, mi rendo conto, non è in spirito ham puro) a coloro che arrivavano più forte ed erano quindi meglio comprensibili. Inoltre, per la concezione che ho del QSO, pur sapendo bene di costituire il desiderio di molte stazioni, non sono riuscito ad abdicare alla mia concezione per cui la radio non può essere solo “5/9, grazie, avanti il prossimo”. Ho cercato di dire una parola in più a tutti, di congratularmi quando sentivo una modulazione particolarmente pulita, di offrire un motivo di sprone quando dall’altro capo si manifestava una stazione club. Credo che tutto ciò mi sia valso le maledizioni di coloro che erano in coda, senza veder arrivare il loro turno. Ho avuto esitazioni, sbagliato a volte qualche call e rallentato nei momenti di “piena”. La propagazione non ha consentito di andare oltre l’Europa, ma favoriva in particolare l’area del Regno Unito. Il primo è stato EI4IB – Mick e ho chiuso, ripassando il microfono agli OM del luogo, con DD1OP, dopo quaranta minuti di operazioni. Due gli italiani finiti a log nel mio “turno” di HE3OM: IZ5PMJ – Marco e IZ7JVR – Michele, con i quali è stato un piacere usare la nostra lingua. Prima di alzarmi, un rapido conto sul log: quaranta QSO in tutto. Una media di uno al minuto. Spero che questi numeri diminuiscano il peso delle debolezze appena citate.

Altre quattro chiacchiere con gli amici (torno anche, per un attimo, all’antenna LF, dove Anton è stato raggiunto, in un’ottica di solidarietà Marconiana, da HB9CGL – Claude, piazzando qualche QSO, seppur a corto raggio) e l’orologio arriva rapidamente a mezzanotte. E’ ora di rimettersi in auto, sotto una luna piena che illumina meglio d’un faro. A Sottens sanno che il gioco sta per farsi duro e preparano le opportunità transoceaniche. Saluto e ringrazio gli OM conosciuti dall’arrivo a quel momento. Li risentirò poco dopo, per comunicare l’avvenuto raggiungimento dell’autostrada (Sottens è a una ventina di chilometri dall’“autoroute” che costeggia il lago Lemano). Al momento di scrivere queste righe, non so se Kurt abbia messo a segno KH6, né se un N3 si sia trovato sul suo waterfall Anton o Iacopo. Sono però certo che, pur se non dovessero esserci riusciti, saranno orgogliosi in eterno di averci provato e si porteranno comunque dentro le sperimentazioni andate a buon fine (vedi i test DRM della scorsa settimana, ripetuti domenica 19). Come lo sarò io, di essere stato parte, grazie a loro, seppur per mezza giornata appena, dell’esperienza radiantistica più intensa che un OM possa sperare: continuare a trasmettere, là dove altri hanno deciso di smettere, per far sì che il nome della radio resti in primo piano.

Riguardo IX1CKN

Christian Diemoz ha scritto 16 articoli in questo magazine..


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3 Risposte a HE3OM, c’est pour toujours – Appunti da una giornata radiantistica indelebile

  1. IZ8IYX says:

    Complimenti Christian, felice di leggere i tuoi articoli: interessanti, piacevoli e scorrevoli. Grazie per aver condiviso con i lettori di DxCoffee questa tua esperienza!

  2. Hello,
    pse address of IZ8IYZ for qsling!

    Thank You!
    73, Rolf, DL6ZFG

  3. IZ7KHR says:

    Hi Rolf. I think you would refer to the QSL for T70DXC.
    The QSL Manager is Pasquale IZ8IYX (no iz8iyZ).
    You can find all info on QRZ.COM.

    73.

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