La magic Band, chi la conosce?

La “stagione” delle aperture nella banda dei 50 Mhz è iniziata: sui cluster cominciano a passare gli spot per i 6 metri e le possibilità di fare dei collegamenti DX sono sempre più frequenti.
La banda definita a ragione “Magic Band” viene spesso trascurata a favore delle più blasonate HF, forse per la sua “stagionalità”.
Abbiamo quindi deciso, su dxcoffee, di colmare questo gap e dedicarci, con una serie di articoli ai sei metri.
Molti operatori infatti, pur essendo ben istruiti sulle operazioni in HF, sono all’oscuro del Band Plan, delle varie finestre di chiamata locale, europea ed internazionale, ed anche delle tecniche operative (spesso la breve durata delle aperture consiglia particolari tecniche).
Dando uno sguardo in rete non può passare inosservato il sito www.sixitalia.org che è espressione del SixItalia Group.
Abbiamo quindi deciso di contattarne il Presidente, Sergio Roca IK0FTA, per fargli alcune domande sul sito e sui 6 metri.
Di che cosa si occupa SixItalia?
Sixitalia è un gruppo di interesse dedicato alla banda dei 50 Mhz e si rivolge a coloro i quali si orientano, prevalentemente, all’attività DX sui 6m; l’idea è quella di aggregare operatori seri, rispettosi delle norme e consapevoli del fatto che in 6m per ottenere risultati, trattandosi di un gamma “limite”, “delicata” è bene non fare QRM non necessario.
Quando è nato?
L’idea nasce a Roma nel 1994, con la collaborazione di amici toscani e campani; all’epoca si diede vita ad un bollettino di informazione mensile che, dopo circa due anni, sfociò nella costituzione del Gruppo. Pochi mesi dopo la costituzione del gruppo ci fu l’apertura del sito web – www.sixitalia.org – che, attualmente, è uno dei più longevi siti web dedicati ai 6m ancora in attività.
Cosa è richiesto per l’iscrizione?
Per iscriversi, attualmente, è necessario stilare un log contenente i dati di QSO effettuati con almeno 40 paesi differenti, ovviamente in 6m, col quale si dimostri di essere attivi ed interessati alla gamma. Occorre inoltre ed essere presentati da due altri soci A breve sarebbe interessante sostituire queste requisiti di ammissione con un piccolo esamino a quiz sulla conoscenza delle regole condivise di utilizzo della gamma ma è una ipotesi da valutare.
Vi sono anche iscritti OM stanieri?
Si, abbiamo un discreto numero di soci stranieri sia in Europa che nel resto del mondo, simpaticamente abbiamo anche due soci australiani e calcolando che Sixitalia è un “micro” gruppo è sicuramente un buon successo.
E’ vero che da ottobre a marzo i sei metri sono “deserti e che per questo molti OM si dedichino prevalentemente alle HF?
I sei metri sono, effettivamente, una banda molto stagionale, almeno negli anni di minima attività solare. C’è da dire, comunque che, nonostante tutto c’è sempre, veramente sempre, l’opportunità di fare buoni QSO; certo questo dipende dal “target” che ci si propone.
Pensare di fare l’area del Pacifico, negli anni di minima attività solare, a gennaio è veramente un sogno tranne fare collegamenti via EME.
Una regola “must” è che in 6m occorre essere abituati ad ascoltare segnali bassissimi, spesso sulla soglia del rumore, spesso “sporchi dal QRM di altri QSO.
È bene, anche, rammentare che, spesso, sui 6m, le aperture DX hanno una durata molto breve. D’altra parte, per chi proviene dalle HF ed è abituato a segnali forti, all’ascolto in altoparlante, cioè a QSO con segnali “decenti” per un lungo periodo, in 6m si può trovare disorientato dalla variabilità delle condizioni.
Cosa vorresti dire da quste pagine agli OM italiani relativamente ai sei metri?
Che i sei metri siano una bellissima banda e che in Italia ha trovato punti di eccellenza è un dato di fatto. È bene, però, proprio per questo, avvicinarvisi con rispetto e delicatezza. Il problema di molti radioamatori di origine “latina” (ma non solo) è di cominciare a trasmettere prima di ascoltare o, meglio, studiare come ci si comporta in una gamma spesso di “confine” come i 6m. Credo che tutti gli OM italiani si debbano impegnare per migliorare la propria immagine “mondiale” complessiva. Questo si può fare solo studiano il “manuale d’uso” prima di cominciare ad utilizzare il nuovo “giocattolo”; in 6m la correttezza operativa e l’ordine sono regole fondamentali per ottenere buoni risultati e non creare danno ai propri colleghi.
Vi occupate anche di autocostruzione?
Sul sito vi sono anche alcuni articoli dedicati all’autocostruzione come: antenne, lineari etc. Ad onor del vero, non sono molti ma mancano molte collaborazioni in tal senso.
Hai qualche aneddoto dei QSO in 6 metri.. di DX eccezionali che capitano una volta nella vita ?
Aneddoti ne ho tanti. La gamma dei 6m, spesso, si apre per pochi secondi per delle aree geografiche che, poi, rimarranno inascoltabili per molti anni prima l’evento si ripeta.
Forse l’episodio più simpatico capitò nell’aprile del 2001 quando, abbastanza presto per le mie abitudini, a causa anche di una lieve influenza, andai a dormire presto convinto che la banda non avrebbe riservato sorprese. Come abitudine, comunque, avvisai alcuni amici (I0JX, I0WTD) che se, per caso, ci fosse stata una apertura, potevano rintracciarmi sul
cellulare. Avevo appena preso sonno che il telefonino squillò. Mi avvisavano che arrivavano i segnali dell’Isola di Pasqua! Mi alzai di fretta, corsi alla radio, accesi l’attrezzatura e feci il collegamento. Non passò che qualche minuto che ascoltai un altro pigolio. Segnale inatteso, era quello di un operatore in vacanza in KH8, le American Samoa. Piccolo dettaglio, entrambi i segnali giungevano Long Path in 50 Mhz, notte magica!
Ci dici qualcosa sulla sperimentazione dei 70 Mhz?
La sperimentazione sui 70 Mhz, come i 6m all’inizio dell’assegnazione della banda, non ha visto la partecipazione di un grosso numero di “utenti” ma coloro i quali hanno potuto operare si sono sicuramente divertiti. La banda permetterebbe, se si ottenesse di nuovo l’autorizzazione, QSO molto interessanti quali quelli via TEP con l’Africa meridionale (ci sono già stati dei qso tra SV e ZS) e, forse, in Es multi hop anche con VE/K (quando e se questi paesi otterranno le licenze). Ovviamente molto dipenderà, oltre che alle condizioni di propagazione, anche le attrezzature impiegate e l’ERP irradiata.
Conosci DXcoffee, e se sì che ne pensi?
Si conosco Dxcoffe. È un’ottima iniziativa; una vetrina ampia nella quale trovare un po’ di tutto e dalla quale, magari, partire per orientarsi, con materiale di ottimo livello prima di dedicarsi a settori di studio specifici; questo, però, è perché nella mia mente, c’è il pensiero che l’eccellenza non la si può avere i”globalmente” salvo non avere la fortuna di
essere un Leonardo.























