HB0… una lightenstein dxpedition

HB0… una lightenstein dxpedition

Liechtenstein giugno 2011.

Bando alle spiritosate. Nessuno di noi tre si è pesato prima, durante e dopo l’attivazione da HB0. Avremmo forse indugiato  su qualche rosti, un paio di goulash suppe,  e, mettiamo, un altro paio di coppe Romanoff mit Sahne. Ma la trasgressione è cominciata ed è anche finita lì: quando, per il piacere di rinnovare impressioni , emozioni, dubbi e attese ci siamo ritrovati, almeno una volta al giorno, in base all’appetito e, soprattutto al pile up, rigorosamente insieme a tavola. Per il resto l’idea del light, di partire light e di riuscire a farcela ad arrivare sempre e solo light, ci ha amabilmente ed entusiasticamente accompagnato fin da quando, alcune settimane addietro, con  Tony, IZ3ESV e AndreaIZ2LSC avevano deciso  di metterci in testa un’idea meravigliosa. E di testare la nostra, relativamente recente amicizia, nel modo più semplice ma anche più difficile: convivendo assieme per un lungo week-end. Una sfida con noi stessi, quella del light and green, che ci ha imposto di uscire di casa all’alba, alla chetichella, per non incrociare i led rossi di disappunto dei nostri ampli (persino il nuovo e innocuo Ameritron 500 che avrei voluto tanto testare in una mini dxped mi ha tolto il saluto da quando sono tornato)  e di dimenticarci direttive ed altri accrocchi solitamente seducenti come le sirene di Ulisse. E così, mentre l’Alfa 159 di chi scrive si è magicamente trasformata nel baule di Houdini, riuscendo a contenere, senza fare un plissè, tre bizzarri viaggiatori con tre radio (un FT 857D, un FT897D e un  IC7200), tre switching , una verticale 7+, una verticale Tagra, una verticale dedicata Warc  e due Buddipole e poi  ancora  un paio di pali, pc , cuffie, pedali, microfoni, tiranti, picchetti, radiali e tools vari, siamo partiti per l’angolo più verde cui una spedizione verde potesse aspirare: HB0.

Il quadro che ci siamo trovati davanti avrebbe potuto essere tranquillamente una di quelle tele che hanno reso celebri Segantini o De Grada. Una location agreste di relax spirituale, caratterizzata, fino al momento del nostro arrivo solo dalla colonna sonora dei campanacci delle mucche al pascolo. Naturale che, all’inizio, questione della prima ora, i padroni di casa ci abbiano guardato con la diffidenza e la preoccupazione che si può nutrire nei confronti di chi, potenzialmente, viene a sfregiare quel quadro idilliaco. Ma è bastato ben poco per far comprendere, col nostro pseudo tedesco,  la nostra ferma intenzione di entrare in punta di piedi e di voce, nel rispetto di quei luoghi e della gente di quei luoghi. E così siamo riusciti a metterci tutti sull’isofrequenza della simpatia. Dopodiché è stata solo collaborazione, disponibilità, cortesia. Tre scores che lasciano il cuore colmo di emozioni quando riparti.

Light significa anche montare antenne in tempi veloci ed essere operativi  praticamente in tempo reale. E così è stato puntualmente. Abbiamo piazzato la Sette più in un terreno sul retro della casa, mentre uno dei due Buddipole , la Tagra e la verticale per le Warc sulla terrazza.  Antenne, come potete intuire, quindi , non proprio straordinariamente lontane , con relativi  problemi di reciproche interferenze e di Rfi  che spesso ci hanno costretto a shiftare l’operatività e anche a dimenticarci lo split per non danneggiarci a vicenda.

Un set up  obbligato  da una location imposta dal rispetto per l’ambiente circostante. Ma, sotto questo punto di  vista, la migliore delle locations che avrebbero potuto  imporci. La Tagra sulla quale confidavamo ,soprattutto  per gli 80,  ha dato forfait,  per una bobina particolarmente eccitata, mentre in compenso il WX ha sempre tenuto. Solo un paio di sporadici acquazzoni. Sporadicamente parlando anche l’amico E si è fatto vedere concedendo, almeno per un giorno, buone aperture  in 10 e in 6 metri per la gioia di tanti cercatori di pepite da log. Abbiamo distribuito un buon numero di qsos (light signfica anche contenere i costi delle qsl in uscita e in entrata e pensare tempestivamente all’upload  LOTW, come abbiamo già fatto)  ai dxers d’Oltreoceano fra cui anche uno ZL, alcuni YVVE, VY, KP4 e, curiosità,  anche l’amico A65BR ha fatto centro in RTTY. Come operatore digi sono stato felice di distribuire new mode/band anche a tanti europei (che hanno rappresentato la parte robusta in tutti nostri log) soprattutto nelle Warc.

Concludendo posso solo aggiungere che è stato tutto veramente light,  easy and green. Grazie alla straordinaria sintonia che ho trovato con Andrea e Tony che vorrei pubblicamente ringraziare attraverso le pagine di Dxcoffee. Direi che i primi ad essere light, per quella gradevole alchimia che ti riserva la vita, siamo stati proprio noi tre. Nessun leader, nessun “saputo”, nessun maestrino dall’antenna d’oro e dal “decidotuttoiochelasolunga“.  Siamo stati e continueremo ad essere solo tre amici. Se si prendesse più spesso il lato light and easy della vita anche nel nostro hobby….

Grazie a tutti ! Altre info le trovate sul nostro sito http://www.timpy.it/lightenstein/

73 and… Always Ahead de Gabriele I2VGW

Riguardo I2VGW

Gabriele Villa ha scritto 3 articoli in questo magazine..


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2 Risposte a HB0… una lightenstein dxpedition

  1. Grazie Gabriele per le belle parole.
    Intanto la QSL è pronta per la stampa.
    Potete vedere una anteprima qua: http://www.timpy.it/lightenstein/?p=201

    73
    Andrea

  2. IZ8IYX says:

    Abbiamo capito che siete dei “mangioni”, ma non vi sarete privati del caffè?
    Complimenti a tutto il team, legato alla DxCoffee family, per la bella attività ed ovviamente a Gabriele I2VGW per il suo racconto che stimola la lettura.
    Grazie per aver voluto il logo di DxCoffee sulle QSL.
    Alla prossima avventura!

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