“Les Chevaliers des ondes”: gli OM in tv

“Les Chevaliers des ondes”: gli OM in tv

L’unicità di alcuni momenti va perpetuata, sia per rendere merito ai loro protagonisti, sia per condividere il più possibile quanto da essi può derivare. Questo principio, vero a livello generale, ma ancora di più per il nostro hobby, scavava nella mia mente come un tarlo, dal momento del ritorno a casa dall’esperienza compiuta a Sottens, dove gli OM del club HB9MM stavano sperimentando, a fini radiantistici, l’uso dell’antenna con cui sono stati trasmessi, in onde medie, i programmi della “Radio Suisse Romande” sino allo scorso 31 dicembre.

Era imperativo, per me – così convinto del potere della comunicazione, ma anche del fatto che il radiantismo cresce solo se i successi altrui diventano patrimonio collettivo – disseminare quante più tracce possibili delle quattro settimane di vita di HE3OM. Alcune erano già in circolazione in forma scritta (come l’articolo su DXCoffee), ma restavo convinto che un video sarebbe stata la soluzione migliore. Un’opinione che, trovata la giusta condivisione (da parte dell’agenzia “AviPresse” e della Sede Rai Regionale per la Valle d’Aosta), ha potuto tramutarsi in realtà, sottoforma di un programma televisivo, intitolato “Les Chevaliers des Ondes”.

Due puntate da venitré minuti l’una, in lingua francese (la Valle d’Aosta è una regione bilingue per Statuto) andate in onda in maggio nella programmazione regionale della Valle d’Aosta di Rai Tre. Raccontare il nostro hobby è difficile. Se si è OM, in realtà, lo è anche di più. Si rischia infatti di perdere di vista l’obiettivo principale di comunicare la magia della radio a un pubblico esteso, concentrandosi su tecnicismi utili solo ai già addetti ai lavori, che certo non hanno bisogno di ricordare quanto l’invenzione di Marconi sia affascinante. A questo pensavo mentre, con l’operatore Roberto Gianotti, tornavo a Sottens, per girare le immagini e le interviste utili al progetto.

Sul posto, una meteo improntata alle sfumature di grigio (la maledizione di chiunque si occupi di televisione), a differenza del viaggio precedente in cui l’altopiano offriva contrasti di colore particolarmente intensi, era foriera di un minimo di delusione. Tuttavia, la “scaletta” stabilita procedeva con regolarità. Le interviste a HB9DUI, HB9AFI, al presidente del club HB9TUH e alla giovane HB3YVT regalavano momenti di buon umore (sono imprevedibili le reazioni delle persone, una volta che una telecamera è accesa) e considerazioni interessanti. Allo stesso modo, le immagini dei radioamatori svizzeri intenti ad operare con un’antenna da circa 200 metri di altezza costituivano le gambe su cui la prima parte di “Les Chevaliers des Ondes” avrebbe corso.

La volontà era di mostrare l’unicità dell’esperimento, anzitutto sul piano tecnico, ma restituendo nel contempo la visione romantica del radioamatore (si chiama, senza sapere chi, e da dove, risponderà) e anche lo spirito di gruppo che si sviluppa tra operatori, facendo della dimensione associazionistica uno sbocco del tutto naturale per la nostra attività. Prezioso è stato, inoltre, il fatto che si trattasse dell’ultimo giorno di trasmissioni da Sottens, perché ciò ha consentito di filmare anche la “bicchierata” con i contadini del luogo. I radioamatori del cantone di Vaud non avrebbero mai potuto accedere al sito di Sottens, senza l’assenso dei proprietari dei campi circostanti. In questo senso, il ringraziamento tributato loro dagli OM ha aggiunto in spessore umano al programma e alla rappresentazione dell’hobby.

Se qualcuno si chiedesse quanto lavoro ci sia dietro un minuto di televisione, sappia che la risposta è abbastanza semplice. Il rapporto tra girato e montato finale in un reportage del genere è, indicativamente, di 5:1. Pertanto, avere materiale di buona qualità, per permettersi di poter scegliere le immagini migliori, presuppone filmare cinque volte ciò che si vuole realizzare. In ossequio a questo principio, siamo tornati da Sottens con oltre un’ora di immagini su blue ray HQ, sufficienti per imbastire la prima puntata, pronti per continuare le riprese in Valle d’Aosta, concentrandosi sulle operazioni degli OM locali, sprovvisti di un’antenna faraonica, ma impegnati in attività ugualmente meritevoli di approfondimento.

La prima è stata costituita dalla “prova di sintonia” tenutasi il 19 marzo scorso, significativamente coincidente con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Dai locali della Protezione Civile regionale, il presidente dell’A.R.I. Aosta, Vincenzo Gorret, ha preso parte alla maglia delle comunicazioni d’emergenza, prima in Psk31, poi in fonia. Era importante mostrare che gli OM non sono degli adolescenti cresciutelli incapaci di abbandonare i walkie-talkie avuti in dono nella giovinezza, ma persone che hanno superato un esame, a testimonianza di preparazione e serietà, pronti e in grado di mettersi a disposizione della comunità.

A questa parte fa seguito l’“incursione” nella sezione di Aosta dell’A.R.I., per scoprire, guidati dal segretario Antonio IX1AOH, come i radioamatori non comunichino solo in voce, ma trovino anzi nel computer un alleato insostituibile per una serie di modi digitali, come l’SSTV (dimostrata davanti alle telecamere). Nello stesso contesto, la gente scopre poi il significato di QSL e log, con immagini delle cartoline maggiormente “esotiche” presenti nella sede e con ampie schermate dal PC che ospita “BBLogger”, in uso all’Associazione di Aosta.

Spazio poi, avvicinandosi alla conclusione della seconda e ultima puntata, agli operatori che vivono un rapporto viscerale con la radio. Personaggi del genere rendono grande quest’hobby: più ne incontro e più me ne convinco. Il primo è Rinaldo IX1VKK, ripreso nella sola (a mia conoscenza) stazione amatoriale valdostana attrezzata per il tracking satellitare. Le telecamere hanno seguito il tentativo di collegamento attraverso uno dei vari “birds” dedicati al radiantismo. Infine, Walter IX1OTS, intervistato nello shack in cui ha riunito, in decenni, una incredibile collezione di surplus militari, dagli anni quaranta ai sessanta (oltre, dice, “diventano troppo moderne…”). Uno spezzone che si conclude con un collegamento in AM sugli ottanta metri, usando la linea (trasmettitore e ricevitore) installata sui B-17, le “fortezze” del secondo conflitto mondiale, con un rapporto lusinghiero dalla zona 5.

Non sta a me, per ovvi motivi, giudicare il risultato finale (raggiunto grazie alla produzione di Laura Agostino e al montaggio di Gianfranco Zanata). Vero è che se Internet rappresenta una risorsa preziosa per tanti OM, il radiantismo era assente, a livello televisivo, da troppo tempo. Resto convinto del fatto che l’obiettivo di ogni operatore debba essere di contribuire, per quanto possibile, allo sviluppo dell’hobby. Non sono un drago con il saldatore, ma ho tentato così, passando dal piccolo schermo, di fare la mia parte.

Riguardo IX1CKN

Christian Diemoz ha scritto 16 articoli in questo magazine..


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2 Risposte a “Les Chevaliers des ondes”: gli OM in tv

  1. IZ7KHR says:

    Chris voglio farti i miei complimenti per il bel lavoro fatto.
    Far convergere il proprio lavoro con il proprio hobby penso dia molta soddisfazione e soprattutto ottimi risultati.
    Di trasmissioni e documentari sulla nostra attività ce ne sono, pochi in realtà in lingua italiana, anche il tuo se ho capito bene è in francese. Ma sono ormai tutti fermi a decenni addietro.
    Il tuo documentario invece parte dalla storia, dal recupero delle attrezzature broadcast svizzere per usarle in senso innovativo, ricordo il tuo articolo sui test in VLF da Sottens. E poi vai a finire alle trasmissioni digitali e via satellite degli amici valdostani.
    Bello tutto ciò, non può che far bene al nostro hobby, che è tutto all’infuori che finito e antiquato.
    Grazie.

  2. IX1CKN says:

    E’ vero, Francesco, in video sul nostro hobby qualcosa esiste. A me, così legato alla memoria, appassionano i filmati “d’antan”, come questo, risalente al 1939:

    http://www.youtube.com/watch?v=vBGIdf0VjQ4&playnext=1&list=PL6AC9BF5E67759CBB

    Trovo che l’aspetto romantico del nostro hobby, malgrado il tempo trascorso, sia immutato. Potere della radio!

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