Sabato 9 luglio, il primo vagito del South Sudan

Sabato 9 Luglio, il mondo si è fermato ad ascoltare il primo vagito del South Sudan, nuovo Stato nato a seguito del referendum per l’indipendenza tenutosi nello scorso Gennaio. Le celebrazioni hanno visto momenti di particolari significato ed orgoglio per la popolazione protagonista di questo entusiasmante cammino (che, per quanto scaturito da un momento democratico, qual è la chiamata alle urne, ha purtroppo conosciuto momenti di tensione e disordini).
Oltre alla proclamazione d’indipendenza, è stata sottoscritta la Costituzione transitoria dello Stato, si è eseguito per la prima volta ufficialmente il nuovo inno e il Governo si è insediato. Oltre a decine di migliaia di abitanti, alla cerimonia hanno partecipato numerose rappresentanze estere, nonché i leader di trenta Paesi africani e il segretario generale dell’O.N.U., Ban-Ki Moon. Proprio le Nazioni Unite hanno compiuto ieri, giovedì 14 luglio, l’ultimo passo verso la formalizzazione del South Sudan, con la votazione che , per acclamazione, ha sancito il suo riconoscimento in seno all’Assemblea, quale 193esimo Stato membro.
L’attenzione mediatica, sia per l’importanza dell’evento, sia per le motivazioni che anche in passato abbiamo ricordato da queste stesse colonne (in particolare, negli articoli dedicati allo svolgimento del referendum e all‘annuncio ufficiale dei suoi risultati), è stata elevata. Tra i broadcasters che hanno messo in campo risorse di prim’ordine, va citata la Voice of America, storicamente attenta alle evoluzioni in terra d’Africa. Così, nella giornata di sabato 9, il tradizionale programma in lingua inglese “Sudan in focus” è stato rinominato per l’occasione “South Sudan in focus” e ha seguito dal vivo le celebrazioni, con la conduzione di John Tanza a Washington e Charlton Doki a Juba, capitale del nuovo Stato.
La trasmissione, che ha richiesto una massiccia revisione dei palinsesti di più servizi della voce pubblica americana per eccellenza, ha avuto una diffusione capillare, venendo rilanciata via satellite, attraverso stazioni locali fm e in onde corte. Per estendere ulteriormente la fruizione dello “special coverage” era previsto, inoltre, lo streaming su Internet (in Windows Media Audio, 32 kbps, dual mono), ancora ascoltabile a questo indirizzo. Su “South Sudan in Focus” esiste poi un’apposita pagina nel sito del broadcaster statunitense.
Sin dal referendum di gennaio, DxCoffee ha dedicato un’attenzione elevata a quanto stava accadendo in quell’angolo d’Africa. Anzitutto, perché la lotta per l’indipendenza di un popolo non è mai banale. Dopodiché, perché la nascita di un nuovo Stato corrisponde alla creazione della relativa entità DXCC. In campo radiantistico, la genesi del “South Sudan” verrà salutata da una Dxpedition di tutto rispetto, che vedrà due team unire i loro intenti per l’occasione.
Alcuni operatori dell’Intrepid-DX group e dei DX-friends sono pronti a raggiungere il nuovo country, come hanno confermato nel loro quinto “press release” diffuso ieri, giovedì 14. Ottenuta la licenza dalle competenti autorità governative (anche di questo avevamo dato notizia qui), hanno in programma di iniziare le attività (con cinque stazioni, attive ventiquattr’ore al giorno, e in stretto contatto con “pilot stations” in USA, Europa e Giappone) non appena al nuovo Stato verrà assegnato il prefisso radioamatoriale. Si tratta, comunque, di una questione di ore. Con la decisione dell’ONU, il DXCC, sulla base delle regole che ne disciplinano il funzionamento, ha già dato vita alla nuova entità. I QSO verranno accettati a far data dal 14 luglio.
Il DXCC Manager Bill Moore, NC1L, ha quindi spiegato come la nascita del nuovo Stato modificherà i requisiti del prestigioso riconoscimento. Per il “Top of Honor roll” saranno necessarie ora 341 Entità, mentre per l’Honor roll “semplice”, occorrerà raggiungere quota 332. Dal punto di vista formale, non manca quindi nulla, se non un semplice passo amministrativo, al fatto che l’ITU assegni il suffisso al neonato Country. A titolo di completezza, segnaliamo che il “South Sudan” esistette da inizio anni settanta sino a metà anni novanta come ST0, ma appare altamente improbabile che l’International Telecommunications Union riproponga tale scelta.
Si tratta comunque di questioni che, come già detto, troveranno una definizione in tempi brevi, forse già nei momenti successivi la pubblicazione di questo articolo. A noi, ancora una volta, non resta che segnalare come la radio si presti in modo particolarmente adeguato a sottolineare la storia. È con orgoglio che DXCoffee, come peraltro testimoniato dall’apposita pagina sul sito della spedizione, sponsorizza quest’avventura dei due team. Operare da un nuovo Country a pochi giorni dalla sua nascita: un’occasione unica, alla quale non potevamo non legare il nome del nostro magazine. Anche questo vuol dire DX con un’attitudine innovativa. Quella che non ci stuferemo mai di divulgare e trasformare in realtà, ogni volta che sarà possibile.
Photo credits by flickr: fieldreports.
























6T, E8, E9 o quale altro? Si accettano scommesse su quale sarà il nuovo prefisso. E’ questione veramente di poco tempo!