5R8KS e la gray-line perduta

Da qualche anno Nosy Be era una delle possibili mete che tenevo d’occhio per poter unire le vacanze con la famiglia ad una piccola attività radio. Era tempo che cercavo di andarci, ma alla fine, per un motivo o per un altro le cose si complicavano e dovevo desistere.
Michele Imparato, 5R8UI, un italiano che vive sull’Isola, era riuscito a darmi un sacco di informazioni utili su location hamradio friendly e si era anche reso disponibile a darmi una mano per gli adempimenti burocratici relativi alla licenza, ma sembrava che nei periodi più adatti, coincidessero fiere, esposizioni, meeting con clienti, appuntamenti importanti, questioni famigliari, etc..
Quest’anno, complice la festività nazionale del 2 giugno, le cose sono andate diversamente. Sono riuscito a trovare un volo e un pacchetto viaggio abbastanza vantaggioso ed abbiamo prenotato.
Michele ha aspettato paziente, e appena prenotato il volo, sono iniziate anche le procedure per ottenere la licenza.
In Madagascar, se conosci le persone giuste tutto è veloce. In soli tre giorni la licenza era pronta ed Albert, 5R8GZ l’aveva già spedita al P.O.Box di Michele. Non dovevo fare altro che ritirarla una volta arrivato.
Il giorno della partenza sarebbe arrivato velocemente, occorreva quindi preparare i bagagli. La stazioncina portatile che mi aveva fatto divertire a 3B9, sarebbe tornata on the air. A patto che avessi trovato un compromesso con mia moglie. L’ultimo viaggio avevo usato tutti i miei kg di bagaglio disponibili e gran parte dei suoi, sostituendo di nascosto buona parte dei suoi vestiti con cavi, alimentatori e tiranti. La Signora non aveva gradito la sorpresa e si era un po’ risentita. Questa volta i Kg disponibili erano ben 20 a testa e nessuno avrebbe dovuto fare grandi rinunce sulle cose da portar via.
Il volo è lungo, ma si arriva di mattina presto. Si atterra in mezzo alla foresta. Nonostante l’ora l’umidità è alta. Appena messo piede fuori dall’aeroporto veniamo assaliti da un’orda di persone che vogliono aiutarci a portare i bagagli. Un ciccione afferra la mia antenna e subito si lamenta del peso e dell’ingombro. Mi chiede se ho un bazooka dentro la sacca da sci, io gli allungo un dollaro e gli dico che non ho voglia di spiegargli niente. Lui se ne va comunque soddisfatto controllando il denaro.
Dopo 45 minuti di auto, su strade solo parzialmente asfaltate, arriviamo al resort. Il posto è da sogno. Una lunga striscia di sabbia di 4 km crea una piccola baia esposta ad est.
Ammiriamo, posiamo le cose e ripartiamo. Prenotiamo un taxi e andiamo a trovare Michele. Lo incontro qualche Km a sud, dove vive e dove ha aperto un Diving Center (l’isola è un paradiso per i sub di tutto il mondo).
Sedendo sotto il patio della casa, Michele mi dà qualche suggerimento sulla propagazione, sugli orari migliori e mi racconta delle aperture che di solito riesce a sfruttare da quella location così esotica. Peccato che lui l’indomani parta per l’Italia per una settimana di ferie, quello sarà l’unico giorno in cui riusciamo a vederci, mi sarebbe piaciuto fare un po’ di radio insieme.
Rientrati in albergo iniziamo a montare l’attrezzatura. Suscitiamo subito la curiosità di tutto il personale dell’hotel ma con il loro aiuto la UJX va su in 10 minuti come anche la verticale per i 40 metri.
Ma a fine giornata sono esausto, ormai si è fatto buio, nell’emisfero sud è inverno (anche se ci sono 27 gradi) e decido di riposare un po’.
In radio c’è poco o nulla, purtroppo i due flare di un certo livello hanno scombussolato i miei piani e l’intensità dei segnali che mi aspettavo resta una fantasia. Riuscivo solo a lavorare in 10 metri, l’unica banda in cui, bene o male l’Europa arrivava abbastanza bene.
Sin dalla mia partenza mi ero programmato per cercare di essere presente sulle bande warc e in 10 metri, perchè dalle statistiche che avevo consultato 5R sembrava essere abbastanza richiesto.
In effetti non appena si passa sul cluster il pile-up si fa subito sentire, ma mai a livelli per i quali serva occupare più frequenza ed usare lo split.
Faccio anche un po’ di RTTY, ma é un modo che non mi piace, così provo un po’ di CW. Non sono un grande operatore nemmeno in morse, ma è il modo più affascinante che conosca. Benché vada appena a 20 wpm, tutti sono molto pazienti e qualcuno persino mi ringrazia per il new one.
Anche in 40 metri avrei voluto fare di più, ma nell’Oceano Indiano è piena stagione monsonica e il rumore mi dà tregua solo per una notte.
L’antenna è sulla battigia in un’ottima posizione, ma il fenomeno delle maree nel canale del Mozambico è molto forte. Il dislivello raggiunge i 4 metri e mezzo e il mare si ritira per parecchie decine di metri. Così ogni tanto è molto molto lontano, altre volte lambisce l’antenna. A volte non si limita a lambirla, ma la circonda completamente, infatti una delle ultime sere l’antenna l’ho trovata in mezzo all’acqua, abbattuta dalle onde.
Questa strana situazione mi ha fatto sperimentare come l’acqua influisca sui rendimenti dell’antenna verticale. La resa migliora se si è veramente vicini alla battigia, quando questa si sposta oltre i 15 metri, i suoi effetti calano esponenzialmente. Me ne aveva parlato Les, SP3DOI quando mi raccontava della sua dxpedition alle isole Marchesi, oggi posso dire di averne sperimentato la veridicità.
Alla fine, nonostante tutto, sono riuscito a chiudere con quasi 3500 qso a log compresi un discreto numero di Giapponesi e Americani in 10 e 12 metri. Non sono pochi QSO, se si tengono in considerazione le bande in cui ho messo il mio impegno e il tempo (abbastanza poco a dire il vero) che ho dedicato alla radio. Del resto l’isola è una bellezza tutta da scoprire e il suo fascino è riuscito più volte a staccarmi dalla dal VFO in piena gray-line per ammirare i suoi tramonti. Vi metto qui una foto, spero vi aiuti a capire e a perdonare qualche mia latitanza on the air.























