WAIP, alla conquista delle province italiane

Nel ricco panorama dei diplomi e awards cui un OM può ambire ve n’è uno, tutto italiano, decisamente interessante, specie per la costanza che richiede e per il fatto che può costituire un ottimo percorso di test per un radioamatore agli inizi della sua carriera. E’ infatti proprio dopo aver discusso con alcuni colleghi più giovani, e notato che non ne erano al corrente, che rilanciamo da queste colonne il WAIP. Quattro lettere acronimo di “Worked All Italian Provinces”.
Questo diploma è gestito dall’Associazione Radioamatori Italiani e, in particolar modo, dall’award manager IK2RLS, Saverio Amore, che si occupa della versione HF del WAIP su delega del manager nazionale ARI, I2MQP. Va precisato che parliamo, in queste righe, della versione per onde corte del diploma, perché esiste anche per le VHF, ma con un regolamento e caratteristiche diverse. E’ vero che l’estate non è stagione da bande basse (quelle in grado di favorire i QSO di portata locale, ovvero quelli necessari per raggiungere il risultato richiesto), ma lo skip pre-serale in quaranta metri e quello del dopocena in ottanta possono costituire momenti ottimali, e ricchi in divertimento, per avanzare a grandi passi verso il certificato da esporre orgogliosamente nel proprio shack.
In sostanza, il WAIP viene rilasciato ai radioamatori, e agli SWL, di tutto il mondo, che abbiano collegato (o ascoltato QSO con, per gli appassionati di radioascolto) stazioni situate sul territorio nazionale, nelle sue varie province. Quante? La risposta è semplice: collegamenti (o ascolti) con 75 differenti province, per i partecipanti italiani, che scendono a 60 per i concorrenti non italiani. Tutte le bande esistenti, da 100 Hz a 30 MHz (quindi anche le WARC), possono essere utilizzate, a condizione che vengano rispettati i band-plan nazionali e della IARU.
Una precisazione è doverosa relativamente ai modi: il diploma esiste nelle categorie “Mixed” (comprende tutte le successive), “Phone” (collegamenti in fonia), “CW” (telegrafia), “Digital” (che include l’RTTY) e “SWL”. Una volta scelto, il modo non può più essere cambiato. Pertanto, per fare un esempio, se ho iniziato il WAIP con i QSO in voce e desiderassi, successivamente, aggiungere anche i collegamenti in CW, dovrò procedere, per questi ultimi, a una seconda richiesta di diploma, partendo da zero, mentre quello per la fonia proseguirà a sé stante. Qualora la richiesta venga presentata sprovvista di indicazione sulla categoria, verrà considerato per il “Mixed”.
Come contare i QSO e sorvegliare quindi il proprio avanzamento nel diploma? Il WAIP è gestito automaticamente da alcuni programmi log (come, ad esempio, BBLogger, sviluppato da IK2VIW e IK2UVR dell’ARI di Busto Arsizio). Tuttavia, risulterà utile sapere che una stazione sul territorio Italiano può essere contattata più volte, se si è trovata in differenti province (sia per trasferimento temporaneo o occasionale, sia definitivo) e che un OM straniero in Italia (operante con il suo callsign/P, o con nominativo italiano rilasciato dal Ministero competente) conta come una stazione italiana (relativamente alla Provincia in cui si trova), purché abbia operato in ossequio alle leggi e ai regolamenti in vigore in Italia.
Altrettanto importante è dire che, stante la creazione negli ultimi anni, di nuove Province, la lista aggiornata delle stesse è pubblicata sul sito dell’ARI. Dall’ultima revisione effettuata (agosto 2009) sono, in totale, 110. Le quattro province sarde istituite nel 2004, Olbia-Tempio (OT), Ogliastra (OG), Medio Campidano (MD) e Carbonia-Iglesias (CI) sono accreditabili per QSO effettuati a partire dall’8 maggio 2005, mentre altre tre – Monza e Brianza (MB), Fermo (FM), Barletta-Andria-Trani (BT) sono valide dal 16 giugno 2004. Inoltre, sempre sul web dell’Associazione Italiana Radioamatori, è disponibile, per risolvere eventuali dubbi, una mappa della Sardegna, con indicazione della Provincia di appartenenza di ciascun Comune.
Al sito dell’associazione occorre far riferimento anche per il regolamento del diploma, nonché per i due modelli WAIP necessari a richiederlo. Il primo (.doc, .odt e .pdf) dovrà essere riempito con i dati personali, mentre nel secondo (.doc, .odt e .pdf) andranno indicati i QSO da accreditare. Non è necessario inviare le qsl originali, ma l’Award Manager si riserva il diritto di chiederne visione, totalmente o in parte. Il diploma ha un costo di 5 Euro (7 Dollari o 10 IRC, nuovo tipo, per gli stranieri), a titolo di rimborso di spese di spedizione e di cancelleria.
Concludiamo con alcuni cenni statistici: dalla sua prima istituzione (all’inzio degli anni ottanta), sotto varie versioni, sono stati rilasciati ad oggi circa 1750 diplomi HF. L’Award manager Saverio, contattato in merito alla realizzazione di questo articolo, ha poi sottolineato come “da tempo sto lavorando ad una nuova revisione del regolamento, con alcune significative novità; speriamo di farla decollare appena sarà possibile. Comunque, il nuovo regolamento sarà pienamente compatibile con il vecchio, per cui chi ha richiesto anche recentemente il diploma manterrà i risultati acquisiti anche nel nuovo”.
Insomma, gli ingredienti per un’esperienza interessante e proficua (sul piano del test delle apparecchiature di stazione) sono tutti al loro posto. Inoltre, viaggiare attraverso l’Italia in HF, con la propria radio invasa da accenti e cadenze tra le più disparate, è piacevole e “attraversare” settantacinque diverse Province non mancherà di rivelarsi gratificante. Cosa aspettate a iniziare a chiamare “CQ Italia”?























