TY1KS: nella patria del Voodoo

TY1KS: nella patria del Voodoo

L’aereo era finalmente atterrato a Cotonou, la domanda che mi ero posto sino a pochi attimi prima (ma di fatto se l’era posta tutto il gruppo) “ma dove stiamo andando?” era improvvisamente svanita per lasciare il posto alla curiosità, alla voglia di conoscere e perché no, di mettersi in gioco; insomma eravamo pronti per questa nuova avventura !!!

Nei giorni scorsi avevo provato sentimenti contrastanti, anche un po’ di apprensione, ma adesso eravamo un po’ tutti elettrizzati, e carichi. . .

La ns. prima “avventura” è stata il ritiro dei bagagli, l’aeroporto era un vero e proprio . . . caos, con i locali che, vestiti con i tipici abiti multicolore, facevano a gara tra loro per caricare i bagagli dei viaggiatori sui carrelli pur di procurarsi una “mancia”.

TY1KS Operated by Les SP3DOIVisto il numero (e la mole) dei ns. bagagli l’operazione si protrasse per un po’ ma una volta recuperati e superata la dogana finalmente potevamo dire di essere in Benin.

Anche il passaggio successivo fu abbastanza impegnativo e richiese quasi un ora, alla fine i nostri due autisti riuscirono a completare un vero e proprio puzzle “incastrando” di fatto noi e tutti i nostri tanti bagagli in due auto, con Giorgio Minguzzi, IZ4AKS e Fabrizio Vallefuoco, IW3SQY che tenevano gelosamente sulle ginocchia le valigie contenenti i K3 per evitare che venissero danneggiati  durante il tragitto, che sapevamo già sarebbe durato almeno un paio di ore.

Il viaggio per raggiungere Grand Popo fu abbastanza avventuroso, un’unica strada, percorsa a velocità decisamente sostenuta nel buio più totale tra scossoni, deviazioni “last minute” e posti di blocco della polizia locale; incrociammo anche un camion ribaltato, ed addirittura l’auto con a bordo Franco Papa IZ8GCE, Fabrizio Vallefuoco IW3SQY e Les Operation from Togo - 5V7KSFabjanski, SP3DOI rischiò di finire fuori strada, alla fine, (con una buona dose di fortuna aggiungo io . . .) finalmente riuscimmo a raggiungere la nostra prima meta, il Villaggio.

Era ormai notte fonda per  cui scaricati i bagagli non potemmo fare altro che prendere possesso delle nostre stanze e darci appuntamento all’indomani per iniziare il montaggio delle stazioni.

Nonostante la stanchezza del viaggio non riuscimmo subito a prendere sonno, e così ripercorremmo un po’ tutto il lavoro fatto per arrivare sin lì.

Non era stato facile ottenere le licenze, il Benin ha recentemente rimesso un po’ di ordine nella emissione delle licenze e la procedura è assai stringente; il form da compilare (se vuoi seguire la strada del fare le cose per bene) è molto tecnico e specifico; (se qualche dato non è chiaro la tua application rimane ferma). Serge Koujo che lavora per il Benin alla ITU è stato indispensabile per ottenere le licenze.

Finalmente arrivò il mattino e dopo il primo briefing tenuto durante la colazione iniziamo subito a montare le stazioni e le antenne.

In breve tempo, grazie al ns. Franco IZ8CGE la prima spiderbeam e la verticale dei 30m furono  montate e due stazioni andarono immediatamente “on air” in 15m SSB, ed in 30m CW.

Dopo qualche minuto il pile up venne su alla grande ! Il resto del team continuò le operazioni di montaggio delle altre antenne; la premessa iniziale di questa dx pedition era che si sarebbe svolta quasi in “holiday style”, senza turni serrati etc. tuttavia grazie ad un affiatamento quasi spontaneo tutti avevamo voglia di essere operativi al meglio delle ns. possibilità e nel più breve tempo possibile.

La location scelta era a poche decine di metri dal mare e si mostrò subito molto performante.

In breve riuscimmo ad ultimare il montaggio della seconda spider ed il resto del setup, le due verticali in fase per i 40 funzionavano molto bene, e riuscimmo già dalle prime notti a mettere a log molte stazioni Nord Americane in particolar modo la West Coast.

Qualche problemino si verificò solo per le antenne per gli 80 e 160m a causa della reticenza del proprietario del villaggio.

Trovammo comunque un’altra posizione per il montaggio delle antenne e delle beverage.

L’unico problema reale che ci “perseguitò” per tutto lo svolgimento della spedizione fu la connessione ad Internet; ad ulteriore dimostrazione che, tantissime cose che possono sembrare scontate per noi, nei paesi Africani non lo sono per niente.

Il villaggio metteva a disposizione una connessione, solo per poche ore al mattino, ma decisamente lenta ed instabile.

Dopo un paio di giorni provammo ad ovviare acquistando una chiavetta internet con una scheda telefonica locale, ma il risultato fu totalmente deludente, la connessione era sempre mostruosamente lenta, ed i problemi restarono, soprattutto quando si provava ad inviare gli aggiornamenti log.

A parte questo comunque le operazioni si svolsero sempre molto serenamente, continuavamo ad incrementare i ns. log con una certa costanza.

Dopo i primi giorni di buio, a causa di una tempesta geomagnetica, finalmente si iniziarono ad aprire brevi finestre propagative sulla banda dei 6m, che alla fine ci consentirono di inserire a log un discreto numero di stazioni europee e non, con evidente soddisfazione da parte dei componenti del team.

Il 12 agosto una parte del team (SP3DOI, IZ4AKS ed IT9YVO) si spostò in Togo, da dove effettuò qualche ora di trasmissione come 5V7KS.

L’esperienza del Togo fu molto forte, ancora più che in Benin toccammo con mano i problemi del terzo mondo, soprattutto nelle zone di confine.

Dopo qualche ora il team era di nuovo riunito e tra battute, scherzi ed ovviamente QSO continuò l’avventura di TY1KS.

Antonello ScausoAlle 12:11 UTC del 15 agosto l’ultima delle 3 stazioni che erano state on air chiuse le trasmissioni; fu il carissimo Salvador Carol Tafal C31CT a passare, con un pizzico di commozione, l’ultimo (dei 28.803 complessivi) “5/9”, tra l’applauso spontaneo di tutto il team riunito.

Ci apprestammo dunque ad impacchettare il resto delle apparecchiature, ed  aspettammo l’arrivo dei mezzi che ci avrebbero riportato all’aeroporto della capitale, non senza fare un brindisi con lo champagne che Salvador aveva portato con se per l’occasione.

Anche il viaggio di ritorno verso Cotonou fu ricco di emozioni. Come ormai da consueta prassi “Beninese” anche la strada di ritorno fu percorsa a velocità notevole, (che unita al fondo stradale ed alle condizioni delle auto utilizzate forma un mix . . . esplosivo).

Non ci sembrava quasi che fossero trascorsi ben 10 giorni dal ns. arrivo, guardavamo curiosi ed affascinati il panorama che ci scorreva accanto velocemente, anche perché all’andata essendo buio non avevamo potuto notare granché, e riuscimmo a scattare parecchie foto efare anche belle riprese video.

Automobile del BeninPercorremmo il tragitto in un paio di ore; una volta vicino all’aeroporto ci fermammo per acquistare qualche souvenir e bere una Coca Cola, ma il vero souvenir era ed è  l’esperienza vissuta e che certamente porteremo sempre dentro di noi.

L’avventura comunque non era ancora finita; a causa di qualche funzionario un po’ troppo zelante all’aeroporto tribolammo non poco con i bagagli, rischiammo quasi di perdere il volo, fu solo grazie al francese parlato da Fabrizio che riuscimmo alla fine, esausti a guadagnare le poltrone dell’aereo.

E’ ormai passato quasi un mese dal ns. rientro, ed ancora la mente è piena di immagini e di emozioni indescrivibili, decisamente un esperienza di vita forte, (definirla solo “dx pedition” è riduttivo).

L’esperienza radiantistica è stata eccezionale conclusa con quasi 29.000 qso, di cui ben 11.400 unici, a dimostrazione che siamo riusciti a dare il new one a tantissimi operatori da circa 150 country diversi.

Il team, sebbene alla sua prima esperienza insieme, ha lavorato bene ed in armonia, i rapporti instaurati vanno oltre la radio, a Parigi, prima di separarci per le rispettive destinazioni ci siamo detti tutti . . . “where the next time”?

Riguardo IT9YVO

Antonello Scauso ha scritto 316 articoli in questo magazine..


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3 Risposte a TY1KS: nella patria del Voodoo

  1. Bell’articolo Antonello ! Credo che la cosa più importante che hai scritto è stata: “…ma il vero souvenir era ed è l’esperienza vissuta e che certamente porteremo sempre dentro di noi”.

  2. Antonello IT9YVO says:

    E’ proprio così carissimo Alex, come ho già detto sedersi e dedicarsi al “pile up”, in determinate situazioni, è la cosa più semplice . . .

  3. Roberto IK2PGM says:

    Complimenti, bell’articolo !
    Da quanto letto, si evince l’amozione, il gusto di “fare radio”, il piacere di condividere questo meraviglioso hobby, l’indimenticabile esperienza.

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