EU-155: l’isola che non c’è

L’RSGB IOTA è un diploma serio, uno di quelli che fan battere il cuore a molti radio amatori nel mondo. C’è la passione per la caccia di nuove referenze e l’impegno degli attivatori per trasmettere dalle più ambite e sperdute isole del mondo; e perché no…lo studio per trovarne di nuove e mai attivate.
Questo diploma è, probabilmente, l’unico in grado di gareggiare con il DXCC per autorevolezza e popolarità. Ed è proprio per questi motivi che la storia che sto per raccontarvi ha dell’incredibile.
Stiamo per parlare di un’isola che non c’è, o meglio, che c’è come referenza IOTA, ma che in realtà non esiste. Stiamo parlando di EU-155, referenza composta dalle isole di Scanno di Piallazza e Baron.
Antefatto
Vale la pena raccontare però prima un antefatto. Volendo partecipare al contest IOTA da EU-155, mi recai sul posto per un sopraluogo. Appena incontrato il barcaiolo che avrebbe dovuto portarmi sull’isola, mi venne chiesto esattamente dove volessi andare, perché a suo dire “erano anni che l’isola – o meglio il banco di sabbia – non esisteva più, ed almeno 15 dalla scomparsa di Baron”.
Sul momento accusai il colpo, ma non mi diedi per vinto, decidendomi a studiare la zona per capire se per caso il barcaiolo si fosse sbagliato.
Qui di seguito, elenco le evidenze di cui ho saputo, segnalando che copia delle stesse è stata inoltrata per conoscenza al Commettee dell’RSGB IOTA.
Sacca di Goro
Prima di intraprendere questo viaggio è bene inquadrare la zona geografica di cui stiamo parlando. Ci troviamo nella zona centro meridionale del delta del Po (Alto Adriatico), in provincia Ferrara, precisamente nella “Sacca di Goro”. La Sacca è una delle lagune salmastre di maggiori dimensioni dell’Alto Adriatico, ha una profondità media di 60 centimetri e riceve acqua dolce dal Po di Goro, dal Po di Volano e da alcuni canali minori e acqua salata dal mare antistante. In questa tipica laguna deltizia si svolge una intensa attività di molluschicoltura. Benché sia una zona protetta da numerosi vincoli, restaquesto è il motivo che mantiene comunque la presenza antropica molto forte. Infatti per migliorare la produzione, consentendo un maggior afflusso di acqua ricca di ossigeno, la zona è stata oggetto di numerose azioni che sono andate dall’affondamento strategico di diversi relitti e vecchie imbarcazioni sino alla asportazioni di sabbia per mezzo di una draga.

La nascita di EU-155
Potrei sbagliarmi, ma dalle mie ricerche sembra che si inizi a parlare di Scanno di Piallazza riferendosi allo IOTA attorno all’anno 1994. Forse prendendo spunto da una cartina simile a quella che riporto qui di seguito.

A.D. 1988
Ma osservando una cartina del 1988 vi nota che 6 anni prima la situazione non era affatto la medesima. Lo Scanno di Piallazza era solo la parte più estrema dello “Scannone di Goro”, un banco di sabbia lungo oltre 10 km della forma allungata verso Ovest.
Cosa abbia cambiato il profilo morfologico dello Scannone di Goro è abbastanza facile da scoprire. Al fine di aumentare l’afflusso di acque ricche di ossigeno all’interno della Sacca, venne aperto un piccolo canale nel centro dello “Scannone di Goro”.
Questa “operazione” purtroppo, finì con l’innescare un dirompente fenomeno di erosione che portò la parte più a Ovest dello Scannone di Goro a perdere giorno dopo giorno superficie, fino a diventare una realtà a se stante, chiamata Scanno di Piallazza.

Il fenomeno erosivo
L’erosione così attivata dall’uomo ha fece sì che per qualche anno esistesse veramente un’isola chiamata Scanno di Piallazz. Che questa sia considerata antropica o meno è da discutere, fatto sta che senza wuel canale fatto dall’uomo non si sarebbe mai formata.
Peccato però che il fenomeno così innescato non si sia fermato, portando in brevissimo tempo alla scomparsa di tutta l’Isola.
Ecco una serie di fotografie abbastanza eloquenti che testimoniano l’evoluzione di quel tratto di costa negli anni.
A.D. 1994

A.D. 2000

A.D. 2006

A.D. 2006 – Particolare

Quickbird satellite – Sept. 2005 vs. Dec. 2006

Le prove di attività antropica sono evidenti. Su internet sono pubblici diversi documenti in cui si specifica che 65.000 metri cubi di sabbia sono stati depositati nel tentativo di fermare l’erosione, proprio in prossimità di Scanno di Piallazza, mentre è facile poter fotografare nella zona la dragaimpegnata nel suo lavoro.
Una domanda sorge spontanea
A guardare queste immagini ci troviamo di fronte a foto molto eloquenti: l’isola da diversi anni non esiste più, da dove hanno trasmesso i vari team che si sono distinti per aver attivato EU-155 negli ultimi anni?
Fondamentalmente da due posti:
- dal faro di Gorino
- dalla punta più estrema dello Scannone di Goro.
Il faro di Gorino è un luogo ideale: corrente elettrica, acqua salata a 10 metri pronta per accogliere i radiali delle tue direttive, servizi icienici pulit, si dorme al coperto e si può mangiare nel ristorante siatuato all’interno del faro stesso.
L’unico problema è che il faro di Gorino non si trova sullo Scanno di Piallazza, ma bensì sullo Scannone di Goro. Purtroppo questi nomi non indicano lo stesso banco di sabbia, anche l’Italian Island Award li recensiva con diverse referenze. Fra l’altro lo Scanone di Goro è unito alla terra ferma da una serie di piccolissimi ponti dalla lunghezza di pochi metri.

Molte spedizioni hanno trovato qui il QTH ideale, lasciando diverse tracce del loro passaggio sul web.

Mentre per queste attività si può presupporre una scarsa conoscenza del territorio, e tutto sommato una certa dose di buon fede, lo stesso non si può dire di chi ha trasmesso alla estremità Ovest dello Scannone di Goro.
Per queste attività purtroppo non sono mai riuscito a reperire alcuna fotografia, né in rete, né presso chi le ha effettuate, in grado di dimostrare l’esatto posizionamento sull’isola. Tutti assicurano di essere stati sullo Scano di Piallazza, anche se questa in quel periodo non esisteva…
La fine di Baron Island
Qualcuno però potrebbe obbiettare che EU-155 è formata da due isole, Scanno di Piallazza e dall’Isola di Baron. Per i ricercatori della zona e per la locale cooperativa di pescatori, “Baron” è solo il nome di una delle tante zone di coltivazione e di pesca.
E’ probabile che all’inizio del fenomeno erosivo, una parte di Piallazza fosse separata dal corpo principale della stessa. Ma di questo non ho mai trovato evidenze nelle foto e nella documentazione che ho avuto modo di visionare.
La Sacca di Goro, oggi
Oggi l’immagine della zona più aggiornata è su Google. Si vede una strana e piccola isola affiorare dove un tempo era presente lo Scanno di Piallazza. È l’isola dei Fraticelli, un’isola realizzata artificialmente per favorire l’accoppiamento e la nidificazione di una razza di uccelli la cui sopravvivenza era minacciata dalla scomparsa del proprio habitat proprio a causa dell’erosione.
Isola dei Fraticelli da Google

All’isola dei Fraticelli si affianca anche un altro banco di sabbia a pelo d’acqua, che i locali chiamano “Motta del Mistrin”.
Entrambe questo formazioni sono però artificiali e rappresentano soltanto il tentativo del’uomo di migliorare l’ossigenazone della laguna. Purtropo però questi due isolotti costituiscono, nonostante gli sforzi, rimangono in un equilibrio precario con la natura e dall’ultima grande mareggiata del 2009 essi hanno subito una fortissima erosione da parte della corrente che ha fatto si che durante l’alta marea essi siano compeltamente sommersi.
Cosa dice l’RSGB IOTA?
Ben comprendiamo che l’RSGB IOTA non possa conoscere lo stato di ciascuna delle 1200 referenze come se abitasse sul posto. Ma una situazione non chiara disincentiva i supporter del programma IOTA e in generale gli attivatori, che di volta in volta si sentono in bilico fra il desiderio di rispettare il regolamento e la voglia di attivare una referenza semi-rara. Ci auguriamo quindi che l’RSGB IOTA possa chiarire in fretta la situazione relativa a EU-155, poiché un gioco con regole trasparenti è senza dubbio più bello e divertente per tutti, nel frattempo noi non smetteremo di cercare l’Isola che non c’è, nella speranza un domani di poterla trovare.
























La risposta dell’RSGB non è tardata:
Retention of EU-155 in IOTA list in doubt
The IOTA Manager was informed at Ham Radio 2011 Friedrichshafen that the two barrier islands listed as qualifying for EU-155, Baron and Scanno di Piallazza, no longer exist. Authoritative information has now been provided by a local operator to show this probably to be the case. It is worth noting that the Po Delta is a remarkably fragile natural environment with barrier reefs, as and when they occur, subject to change by tide and storm. IOTA rules require that, in the absence of qualifying islands, the group concerned should be suppressed. One final check will be made on the latest satellite pictures expected shortly following which a decision will be taken and a notice issued. In the meantime, no new operations claiming to take place from EU-155 will be regarded as qualifying for credit.
G3KMA, 28 Oct 2011
http://www.rsgbiota.org/info/newsarticle.php?idnumber=1319823027
Ho operato con alcuni colleghi, nel 2009, dalla zona/isola incriminata. Una cosa discriminante a mio avviso, e’ che il qth locator della zona faro e’ diverso da quello verso est sempre della stessa zona.
A dire: se sei stato a trasmettere vicino al faro non hai trasmesso da eu-155. Bisogna stare ad est del faro e ti trovi nel qth locator dell’isola.Puo’ essere sufficente? Non lo so.
A mio avviso come dice rsgbiota, se ho capito bene, non ci sono al momento delle attivazioni dal luogo e quindi se loro provvederanno ad eliminarla ok, ma sono convinto della buona fede degli operatori che fino ad oggi hanno attivato la referenza.
Cordiali ’73 de Sergio IK4JPR
Sergio,
secondo me bisogna essere chiari su cosa vuol dire “QTH Locator” perchè si parla di IOTA (Islands on the air). Si parla di trasmettere da isole, non da quadratoni vicino a dove erano le isole.
Trasmettere più vicino a dove era una volta lo Scanno di Piallazza non cambia la sostanza, perchè nello IOTA attivi le isole. O sbarchi sull’isola o non sbarchi, o attivi un’isola o attivi un locatore.
Mi rendo conto che che questo concetto del “locatore” ha aiutato a placare qualche coscienza, che si è convinta di trasmettere da un’isola che non c’era da anni.
Ovviamente si fa più fatica ad andare fino in punta allo Scannone di Goro che non a trasmettere dal faro, e questo nessuno lo nega. Ma a costo di ripetermi: non cambia la sostranza.
Della serie, apprezzabile l’impegno, ma la sostranza resta carente, manca comunque l’isola.
Sarebbe come dire: ho trasmesso dal QTH Locator FN30ar ma non ero nel Palazzo di Vetro ero appena fuori, ma in virtù del locator valgo come 4U1UN…quanto meno stravagante, non trovi?
Per quanto concerne cosa dice l’RSGB IOTA credo che non parli di “assenza di attivazioni” ma di assenza di “qualifying islands”.
Sulla buona fede poi, ognuno può farsi la propria idea leggendo l’articolo.
73 de Giorgio IZ4AKS
OK Giorgio, il tuo concetto e’ chiaro e direi anche indiscutibile.
A questo punto le cose da fare sono dire sostanzialmente due:
1) da quando l’isola e’ sparita, dichiarare non valide le operazioni con data successiva;
2) chi e’ deputato faccia sparire dalla lista, IIA e IOTA la referenza.
E’ chiaro che il comunicato deve essere fatto in modo ufficiale.
Nel nostro caso proprio i gestori del faro dal quale NON abbiamo trasmesso, ci hanno indicato la zona che a questo punto solo secondo loro era la Piallazza.
E gli accrediti ai fini iota e iia gia’ rilasciati??
Mah….!!
Ti saluto cordialmente.
’73 de Sergio IK4JPR
Sergio,
non credo possa essere il proprietario di un faro a darti un’opinione personale su dove sia un’isola valida per lo IOTA.
Esistono delle cartine, si può chiamare l’ufficio Ambiente e Territorio del Comune o della Provincia…sono un po’ più autorevoli di un pescatore, di un ristoratore o di un guardiano di faro.
Poi se permetti, quando qualcuno mi dice che l’isola è la punta di un’altra isola…almeno qualche dubbio me lo faccio venire, specialmente se potrei arrivarci a piedi.
Mi rendo conto che oggi, molti si siano abituati ai 500 metri di distanza richiesti dal DCI…ma resto comunque stupito della facilità con cui tutti chiudevano un occhio.
Per quanto concerne lo IOTA, Roger si è già mosso “congelando” la situazione.
Ma per come scrive, il senso è molto chiaro, credo che la referenza verrà tolta a fine anno. Salvo colpi di scena, ovviamente.
Ad ogni modo, nel regolamento IOTA è spiegato cosa avviene quando una referenza viene soppressa. Essa non rimane come deleted del DXCC. Ti invito a consultare tale regolamento sul sito RSGB IOTA per chiarire ogni dubbio in proposito.
Mentre per l’IIA si parla di un diploma dell’ARI che ha avuto un apice di successo incredibile una quindicina di anni fa. Oggi non so che fine abbia fatto e se ci siano ancora liste aggiornate. Non so chi lo mantenga nè chi nè promuova oggi l’immagine. Quindi non saprei a chi potresti rivolgerti. Penso che il posto giusto sia la tua sezione ARI o il sito del Sodalizio.
Comuqnue oltre a Baron e Piallazza, secondo me l’IIA dovrebbe togliere anche lo Sannone di Goro, per via della distanza che non è regolamentare.
Oggi per fortuna c’è Google Earth, il Portale Cartografico Italiano, oltre a diverse altre fonti. Con Internet si può studiare, guardare, capire, controllare, imparare…con una certa facilità. Cosa che solo 15-20 anni fa era impossibile.
Sono belle comodità sia per gli attivatori che per i vari check point IOTA locali.