Yasme, promuovere l’eccellenza nel radiantismo

Ogni grande progetto inizia con qualcosa di molto semplice. Quello di Danny Weil prese il via da una barca, su cui compiva viaggi attorno al mondo, in particolare nell’area dell’Oceano Pacifico. Un giorno, grazie a un amico dell’avventuriero, su quell’imbarcazione salì una radio e ciò che molti “attivatori”di oggi non sanno è che in quel preciso istante il DXpeditioning compì un enorme passo in avanti, rafforzando il valore, insito nel radiantismo, di cerniera tra i popoli del mondo.

Il nome di quella barca era “Yasme” e il suo ruolo non è andato perso. Oggi, negli Stati Uniti, esiste infatti una fondazione con lo stesso nome, che mira a perpetuare esattamente quello spirito. Lo fa in più modi, il più noto dei quali è la consegna di riconoscimenti a coloro che – con i loro progetti o iniziative – hanno dato un esempio di eccellenza nel radiantismo. “Yasme” offre poi la possibilità di un “award” per collegamenti con suoi rappresentanti, in occasioni particolari, e sostiene attivamente progetti di diffusione della radio nei luoghi in cui essa non è presente, ma potrebbe avere un valore sociale prezioso.
Convinti che attività del genere debbano trovare maggiore risonanza, anche per le energie che richiedono a chi le attua, di tutto questo abbiamo parlato con Wayne Mills, N7NG, attuale presidente della Fondazione.
Sappiamo che Yasme deve il suo nome alla barca di Danny Weil. E’ stato lui a portare, assieme ad Iris Colvin, il DXpeditioning ad un livello moderno, in un’epoca in cui non era così semplice. Puoi offrirci qualche dettaglio in più sulla nascita della Fondazione?
In realtà, non ho molte notizie in più da offrire. Credo che, in parte, sia stata avviata da Dick Spenceley, KV4AA. Dick fu colui che coinvolse Danny nel radiantismo. Danny voleva essere il primo marinaio britannico a navigare attorno al mondo in solitaria e quel viaggio offriva l’opportunità di attivare molti Country del Pacifico, se ci fosse stata una radio a bordo. Si dice che Danny usasse il call G7DW, ma esistono anche dubbi sul fatto che possedesse effettivamente una licenza. Dick voleva che Danny avesse un equipaggiamento radio con sé e raccolse i fondi per renderlo possibile.
Oggi, quanti OM sostengono attivamente le attività di “Yasme”?
Nel Consiglio di Amministrazione siedono otto radioamatori, elencati sul sito web www.yasme.org. Ci tengo a sottolineare che non sollecitiamo donazioni, né sponsorizziamo DXpeditions.
La Fondazione assegna delle distinzioni agli OM che si mettono in evidenza per l’eccellenza delle loro azioni, o progetti. Per il 2011, sono andate, tra l’altro, allo sviluppatore del software Winmor, all’inventore della “Remote Radio Interface”, così come al creatore dell’applicazione MTTY. Ciò mi porta a due domande. Anzitutto, come giudichi la crescita del nostro hobby nel tempo? Dopodiché, uno shack senza computer è ormai impensabile?
Non ci sono regole o linee guida per ottenere la distinzione. Seguiamo la nostra esperienza e alcuni input altrui (che, nemmeno in questo caso, sollecitiamo) per identificare i colleghi meritevoli. Evitiamo, di norma, di dare evidenza ad attività commerciali.
In termini generali, quanto è difficile selezionare solo alcuni “eccellenti” ogni anno? E questo, peraltro, dovrebbe dirci qualcosa sull’attuale stato di salute del radiantismo…
Ogni volta scopriamo che ci sono molti OM che contribuiscono alla crescita del settore. Il problema, a quel punto, diventa: “dove tirare la riga”? In parole povere, quante distinzioni assegnare?
Yasme assegna degli “award” anche per i contatti con i suoi dirigenti, in occasione delle operazioni promosse dalla fondazione. Ci puoi dire qualcosa di più?
Quest’attività ebbe inizio quando Lloyd e Iris Colvin stavano viaggiando. Fu loro l’idea di promuovere dei QSO durante ognuno dei viaggi che intraprendevano. Oggi viaggiamo meno che in passato, quindi è più difficile raggiungere l’award. Abbiamo pertanto incluso, considerandoli come validi, contatti con le DXpeditions cui partecipano uno o più responsabili della Fondazione.
Un altro importante settore delle vostre attività riguarda l’affermazione del radiantismo nei Paesi in via di sviluppo. Quest’anno, Yasme ha assistito venticinque futuri radioamatori etiopi nelle spese per le loro licenze. Quale contributo può giungere, dalla radio, allo sviluppo di questi Stati?
E’ un terreno parecchio sdrucciolevole. Molti individui e club hanno raggiunto la conclusione che solo alcuni tipi di società possono trarre concreto giovamento dall’introduzione del radiantismo. Per i Paesi più poveri, acquistare delle attrezzature per gruppi o club potrebbe risolversi, ad esempio, nella vendita di questo materiale per acquistare del cibo con il ricavato. E’ necessario intervenire su un contesto sociale maturo per accogliere il radiantismo ed è ugualmente importante che esista qualcuno in loco – come Sid, ET3AA – costantemente impegnato a garantire la continuità del progetto. Per questa ragione, di norma, respingiamo richieste di finanziamento di iniziative del genere, se non a condizioni molto strette.
Come selezionate e lanciate questo tipo di progetti?
Le idee provengono da varie fonti, inclusi gli amministratori della Fondazione. Ciò che, di norma, facciamo è leggere e valutare le proposte e assicurare il background finanziario all’operazione prospettata.
Qual è la maggior difficoltà che s’incontra nel concretizzare in realtà azioni di quel tipo?
Come accennavo, si tratta di poter contare su una persona responsabile, che sia nel luogo delle operazioni per un arco di tempo prolungato. Alcuni contesters iniziarono un programma di attività in Ghana, tempo addietro. Per molto, tutto andò bene, ma quando il principale sponsor in loco lasciò il Paese, il programma venne meno. Fu davvero triste.
Come giudichi le relazioni tra Yasme e le istanze internazionali degli OM, come la IARU, o con quelle nazionali, come l’ARRL?
Non abbiamo legami formali con la IARU o l’ARRL, anche se abbiamo contatti significativi con diversi responsabili di queste organizzazioni. Ad oggi, abbiamo effettuato concessioni di fondi a favore dell’ARRL, ma non molte alla IARU.
Puoi ricordarci alcune vostre iniziative, oltre a quella in terra d’Etiopia?
Abbiamo considerato interventi in altre aree geografiche. Alcuni esempi: abbiamo finanziato la ricostruzione della stazione amatoriale all’Università di Bangkok. Abbiamo anche sostenuto le spese di viaggio per dei contesters esordienti, consentendogli così di partecipare al WRTC dal Brasile, nel 2006. Abbiamo concesso fondi per permettere la partecipazione di vari delegati agli incontri del “World Wide Young Contesters” in Europa.
Dopo aver letto tutto ciò, l’interrogativo spontaneo che potrebbe sorgere è “come posso aiutare Yasme”? E la risposta è…
Come ho già detto, non sollecitiamo donazioni, né promuoviamo direttamente DXpeditions. Non rifiutiamo, ovviamente, contributi. Incoraggiamo suggerimenti da operatori interessati riguardo progetti che abbiano un senso.























