Un progetto per lo sviluppo del DXpeditioning, dalla terra dei “cacciatori del DX”

Una città di due milioni quattrocentomila abitanti, nella quale risiedono venti titolari di “Honor Roll” DXCC. Uno ogni centoventimila abitanti. Fatti due calcoli, rispetto ai numeri che caratterizzano il nostro hobby, è una densità elevatissima. Non vi sembri una “terra promessa”, tuttavia, perché un posto del genere esiste davvero. E’ Fortaleza, in Brasile, nello Stato di Ceará, cui è assegnato il call PT7.
Non a caso, quella è la zona dov’è nato il “Fortaleza DX Group”, un nucleo di operatori che, sin dagli anni settanta, ha fatto della caccia al DX la sua modalità principale d’interpretare l’hobby. La loro attività è sempre stata decisamente sostenuta: chiedete ai
protagonisti delle DXpedition da entità o isole rare, negli anni ’70 e ’80, e vi racconteranno di chiamate in quantità industriale dal prefisso “Papa Tango Seven”.
Purtroppo, molti degli OM che hanno consentito alla passione radiantistica di ardere così intensamente in quella terra latino-americana sono oggi SK, mentre altri hanno appeso le cuffie al chiodo. Tuttavia, la caccia al DXCC o alla referenza IOTA vede ancora numerosi adepti da quelle parti. Riguardo all’“award” che premia i contatti con le isole, poi, impossibile tacere il ruolo di Luke, PT7WA, uno dei membri storici del “DX group”, che è oggi lo IOTA “check point” per il Sud America.
Dal 2003, i soci del “Fortaleza DX Group” hanno deciso di dedicarsi, con lo spirito che li ha sempre contraddistinti, al contesting. E’ nata così una stazione club che ha avuto quale primo call ZY7C. Sette anni dopo, statistiche alla mano, per evitare incomprensioni on the air, lo stesso è stato modificato in PW7T. Il set-up è impressionante: otto torri con ‘stacks’ di direttive per le bande dai 40 ai 10 metri, nonché antenne dedicate alle low bands, di dimensioni altrettanto imponenti.
La stazione è attiva come Multi-op Two-TX. Ad ogni contest, OM da tutto il Brasile volano verso Fortaleza per vivere l’esperienza di operare da una postazione del genere. Peraltro, se cercate PW7T, o ZY7T, nelle classifiche dei principali contest internazionali, vi renderete conto facilmente dei volumi di traffico e dei risultati di cui stiamo parlando.
Se oggi siamo a dire di questo “DX Group” è perché da esso proviene un progetto che merita di essere menzionato. Si chiama “ForDX Foundation” e affonda le sue radici nella sensazione, condivisa da questo gruppo di operatori, che il Sud America (e il Brasile) debbano essere maggiormente presenti sulla scena delle DXpedition. Uno dei modi per incentivare questo tipo di attività è offrire sostegno finanziario a quegli operatori che viaggiano verso mete remote, lasciando casa e famiglia, per consentire ai colleghi un succoso “new one”.
La convinzione dei suoi promotori è che quest’iniziativa sia unica in Sud America e possa far ulteriormente crescere il DXing nel Continente. In sostanza, i membri del “Fortaleza DX Group” (ma qualsiasi altro DXer potrà farlo) destineranno mensilmente una cifra al fondo. Le risorse raccolte saranno utilizzate per finanziare le DXpeditions giudicate meritevoli dal gruppo. Il criterio principale sarà quello di sostenere spedizioni imponenti, verso entità DXCC o isole IOTA di particolare rarità.
Come “candidarsi” per il sostegno del “ForDX”? E’ semplice: occorre inviare una mail all’indirizzo fordxfoundation@dxbrasil.net, indicando tutti i dettagli della spedizione che si ha in programma, compresi il set-up e il budget, oltre ovviamente a durata e destinazione. Il progetto è stato lanciato da poco e ulteriori informazioni verranno pubblicate prossimamente sul sito di PW7T. Le stesse pagine consentono già la possibilità, a chi lo desiderasse, di effettuare una donazione ed accoglieranno la lista delle spedizioni sostenute dalla Fondazione del “Fortaleza DX Group”.

























Congratulazioni vivissime ai Brasiliani grandissimi cacciatori di dx , tra l’altro tutti conosciutissimi e che sento spesso sul pileup ,
ma volevo ricordare che nella mia terra , la ciociaria Frosinone per la precisione di Honor Roll ce ne sono 6 , siamo poco più di 50,000 anime
L’Eden del dx in pratica .
Ottima osservazione, Ozetadì!
Ecco perchè quando qualche europeo del nord mi fa la “battutina” sugli operatori nostrani….finisce che rispondo male!!
In italia il livello medio di chi fa HF è elevato e ci sono aree, come la tua, dove si raggiunge l’eccellenza.
Mi auguro che vi sia una continuità intergenerazionale e che i più esperti possano far crescere i giovani dando loro insegnamento su cosa si fa e sul perchè lo si fa.
Il 90% dei nostri problemi è causato da una sparuta minoranza di PESSIMI operatori….fa più rumore un albero che cade rispetto ad una foresta che cresce!
Ma perchè sono pessimi operatori? Qualcuno per pura maleducazione, ma la maggiorpare di questi lo è perchè mai nessuno gli ha insegnato come fare. My two cents.
W la Radio.
Davide