Si è da pochi giorni conclusa l’esperienza di Cesare, I0WDX, targata 8Q7CC dall’atollo Furanafushi, Isole delle Maldive, e noi della Redazione di DxCoffee lo abbiamo incontrato per una breve intervista, che in realtà si è trasformata in un vera e propria storia di un vissuto che rimarrà nei nostri ricordi per molto tempo e credo, il quale, quasi sicuramente rimarrà indelebile per la gioia che a tutti gli om Italiani e non ha donato attraverso uno o più qso.

Inutile dire che l’incontro è stato molto amichevole, per certo, chi ha avuto modo di parlare con Cesare, I0WDX o di conoscerlo direttamente, sa perfettamente che è di una squisitezza unica e di una disponibilità incredibile, quindi, trattenersi con lui si è rilevata una vera esperienza elettrizzante, abbiamo trascorso in sua compagnia delle piacevoli ore, parlando di tutto, antenne dinamiche e statiche, radio e interessi personali in general modo, ma quello che vorrei proporre alla vostra attenzione è un articolo ben redatto, che narra tratti di alcuni momenti, dai preparativi, al viaggio, alle difficoltà incontrate durante il tragitto nei vari aereoporti, nel fare capire al mondo cosa è il nostro Hobby e cosa ci spinge ad andare alla ricerca del DX anche in un momento in cui il relax, “il famoso staccare la spina”, dovrebbe essere un imperativo categorico.
Per non farla lunga, è bastata una semplice domanda per avere una visione totale dell’esperienza maturata dal nostro amico Cesare e vi giriamo quanto si è evinto da una chiacchierata distesa e cordiale:
Cesare, grazie a te e arrivederci a quanto prima o magari a presto on air, 73!“Cesare, cosa puoi raccontarci di questa tua prima vera esperienza da una meta esotica e cosa è significato per te essere dalla parte della preda DX, il pile up, la propagazione e le sorprese che sono emerse stando in radio”
Beh, Il bacillo del DX, una volta che si è impiantato, non ti abbandona più. Possono passare anni in cui fai altre cose e non hai fisicamente tempo da trascorrere nello shack, ma si tratta, in fin dei conti, di un appuntamento semplicemente rimandato ed infatti, non appena ho iniziato a diradare gli impegni di lavoro nell’ottica di godermi un pò del mio tempo, dopo qualche decina di anni passati a combattere con trasmettitori e antenne, mi è tornata la voglia di rimontare tutto e di ricominciare da dove avevo lasciato.
Stavolta, avendo programmato una vacanza in un luogo potenzialmente appetibile per le attività DX, ho deciso di mettermi per la prima volta dall’altra parte del pileup e di organizzare la mia prima DXpedition.
Ho cominciato quindi a preparare quanto ritenevo necessario, compatibilmente con le restrizioni di pesi e dimensioni di un viaggio in aereo. Due Ic 7000, due alimentatori switching da 25A, un accordatore, un laptop e un’interfaccia per i modi digitali. Per antenna una canna da pesca con apposito balun. Provato e riprovato il tutto per evitare che ci fossero sorprese, è arrivato il giorno della partenza. Destinazione 8Q7.
Naturalmente prima di partire mi ero preoccupato di sistemare tutte le questioni di tipo burocratico con la locale Ambasciata. Partiti da Roma siamo sbarcati a Malè alle 08.30 con volo Emirates proveniente da Dubai.
Sbrigate velocemente le operazioni di verifica dei documenti mi sono trovato a fronteggiare la prima difficoltà in dogana. Con la fortuna dei principianti sono andato a pescare una giovane funzionaria al suo primo giorno di impiego. Tanto zelo ed una naturale inclinazione a percepire il turista come una potenziale fonte di problemi fanno si che il bagaglio venga bloccato perché contenente apparecchiature per le quali, secondo lei, non è autorizzata l’importazione.
Armato di tutta la pazienza disponibile all’inizio di una vacanza, provo a spiegarle di essere in possesso di un regolare permesso rilasciato dal suo Ministero delle Telecomunicazioni. Questo fatto non la convince. Teme che le apparecchiature siano importate per essere vendute nel suo paese evadendo i dazi doganali, fortuna vuole che sia presente alla discussione l’addetto maldiviano del tour operator, che si adopera per spiegare la situazione in lingua locale, superando i veti dell’arcigna doganiera.Dopo aver perso una buona mezz’ora ci imbarchiamo sul motoscafo che ci condurrà all’isola di Furanafushi dove ci stanno aspettando. Il clima, che peraltro durerà poco, si presenta avvolgente con una temperatura di 34 gradi associata ad un’ umidità dell’80%. Se continua così sarà necessario vivere in acqua respirando con la cannuccia. Per fortuna questo caldo soffocante durerà solo un paio di giorni., successivamente la temperatura si assesterà sui 28/30 gradi con un’ umidità mai superiore al 60% permettendoci un soggiorno veramente confortevole.
Il tempo di disfare le valige e in un quarto d’ora la stazione è pronta per andare in aria, la canna da pesca alta 10 metri svetta sul nostro water bungalow, diventando un elemento di attrazione e curiosità per il personale e per gli altri turisti.Bene! Tutto è pronto per cominciare, accendo e comincio a cercare segnali in banda. La delusione è grande. Mi aspettavo segnali da paura e propagazione sempre aperta,ma non è così ! Le bande sono semi deserte, i segnali pochi, in 10 metri un paio di Indiani che parlano tra di loro, qualche Russo, e nient’altro. Mentre tra me e me penso che non andiamo bene e faccio mente locale sul se abbia dimenticato qualcosa, lancio un timido CQ e mi risponde ZK2, arriva 9+20. Niue così forte non l’avevo mai sentita in vita mia e dunque, fatto il QSO, provo a cercare qualcosa in banda fino a quando mi imbatto in VK9CX, anche lui chiama a vuoto e non lo fila nessuno! Mal comune mezzo gaudio. Lo chiamo con la mia sigla ” VK9CX de 8Q7CC”, è felicissimo di collegarmi dopo il tempo passato a chiamare inutilmente. Parliamo una decina di minuti ed alla fine mi ringrazia di avergli fatto compagnia.I “guai” del VK9 mi rinfrancano. Allora, penso, non dipende da me. Si tratta solo di ricalibrarsi su nuovi orari cercando di fare anche qualche elaborazione sulla propagazione. Essendo alla mia prima esperienza in una stazione all’equatore ho molto da imparare. Inutile infatti attendersi dei segnaloni. Con il compasso puntato sulla mia isoletta e un’apertura di 4.000 kilometri incrocio solo l’India e una piccola parte di Arabia Saudita. Tutto il resto è Oceano. Se facessi la stessa cosa dal mio QTH abituale di Grottaferrata incontrerei almeno un centinaio di country e una popolazione di qualche decina di migliaia di OM. Si tratta di farci l’abitudine.L’avventura vera quindi comincia nel pomeriggio. Dieci metri buoni dalle 14/15 orario locale, poi QSY in 15 per poi finire in 17. La sera dopo cena in 20. I corrispondenti sono molti sia in RTTY che in fonia. Vale la regola dello spot. C’è una certa pigrizia nel girare la manopola del VFO e i corrispondenti aumentano esponenzialmente dopo che il nominativo comincia a circolare sul cluster.Il bilancio finale, in una sola settimana, sarà di oltre 2000 QSO a log, bilancio che mi rende soddisfatto perché il target che mi ero prefissato era di 1500 collegamenti. Ma non solo. Ci sono 106 country e quindi un DXCC con un altro call. Motivo di ulteriore soddisfazione, anche in considerazione della relativa modestia dei mezzi a disposizione. Mi piacerebbe che fosse il primo ad essere rilasciato per 8Q7, se non lo sarà comunque immagino che per questo country non ne siano stati rilasciati poi molti. Sentiamo che ci dirà la ARRL.In conclusione: una bellissima ed emozionante esperienza che vale la pena di essere replicata in un prossimo futuro. Sentire tanta gente che chiama da una carica ed una adrenalina particolare che fa molto piacere. Inusuale e altrettanto piacevole collegare da lontano amici con cui si divide la pratica quotidiana quando si è a casa.
E in questo ambito un ringraziamento particolare va ai miei due fraterni amici Luciano I0JBL e Lorenzo IK0HFO per i contributi alla preparazione della stazione e del setup e a Claudio IN3DEI che mi ha dato una mano per la parte burocratica. Un grazie a IZ0HQI Giorgio e tutta la redazione di DxCoffee per la realizzazione del sito web, per il supporto e per le preziose notizie diffuse sui loro siti, Italiano ed Inglese, a Max IZ8EPY per lo special Design della QSL di 8Q7CC.
Poi a IK5ACO Giorgio, IK5HHA Luca, I5NPH Natale, IK0OZD Tony, IZ0AEG Fabrizio, gli amici romani Pasquale IW0HEX, Marco IK0DWN, Paolo I0KNQ. Devo dire che tutti hanno avuto una parola di incoraggiamento e di apprezzamento, anche il semplice buona fortuna, mi ha fatto piacere. Un grazie particolare ad Antonio IZ6CLZ, che con le sue parole “….grazie per le emozioni che ci stai dando ….” Mi ha fatto sentire parte di una grande squadra. Infine grazie a Veronica che pur non essendo un radioamatore ha fortemente voluto che io vivessi questa esperienza regalandomi tanto entusiasmo.





Complimenti Cesare!!