04152013Headline:

Le antenne dinamiche, rivoluzionatrici dei sistemi d’antenna

Prima di iniziare a parlare delle antenne dinamiche credo sia doveroso ringraziare, chi ha contribuito in modo determinante alla loro diffusione, K7IR  Mike Presidente della Steppir. Per primo ha rivoluzionato il mercato delle antenne, successivamente il nostro connazionale IK1DYS Enzo  proprietario della Ultrabeam che ha apportato significativi miglioramenti nel sistema con l’utilizzo di doppi  radiatori e  meccanica ineccepibile.

Il termine rivoluzionario è sicuramente appropriato quando si parla di antenne dinamiche, fino qualche anno fa non esistevano e le uniche yagi esistenti erano esclusivamente statiche ed in alluminio. Oggi un’antenna dinamica, modificando le sue dimensioni in funzione della frequenza di utilizzo apre nuovi scenari nelle istallazioni dei radioamatori.  I punti di forza di queste antenne sono di sicuro i pesi contenuti e la copertura in full size di tutte  le  bande radiantistiche. Nel tempo sono state mosse critiche a questo sistema, giuste nel concetto ma capziose nella pratica, sopratutto in relazione alla oramai fatidica “spaziatura fissa”.

I puristi  ricordano che un’antenna  deve avere le spaziature ottimizzate per la frequenza di lavoro, e di sicuro noi tutti siamo d’accordo che nel progetto di una yagi “statica”, vadano rispettati i corretti dimensinamenti per ottenere la giusta proporzione del guadagno tra fronte, retro e pulizia dei lobi. Nelle antenne dinamiche tutto questo, per ovvi motivi tecnici, non può accadere. Infatti viene data la  precedenza al  guadagno mettendo in secondo piano le altre caratteristiche.

Dovremmo tenere presente che in HF vista la soglia del rumore e la quantità di elementi usati (due, tre al massimo quattro), parlare di pulizia dei lobi diventa estremamente difficile. Il fronte retro è sicuramente importante  ma solo in casi limite dove c’è bisogno di un F/B sostenuto. Mediamente il fronte - retro in una dinamica tre elementi è di 17db con un minimo di 11db in 10m e un massimo di 25db in 20m, valori a mio giudizio più che sufficienti per l’utilizzo radiantistico.

Quindi il valore da tenere in forte considerazione è il Gain, caratteristica sicuramente ben ottenuta dalle antenne dinamiche. Non mi piace fare paragoni, ma per ottenere valori simili di Gain, bisogna possedere tante monobanda quante sono le bande che copre una dinamica a parità di lunghezza del boom, montate singolarmente su singoli tralicci nello stesso contesto logistico.

Per questo motivo ho affermato che il “dinamismo meccanico” di questo sistema ha rivoluzionato le istallazioni d’antenna dei radioamatori.  Il sogno di avere tante monobanda per quante sono le frequenze operate non è possibile per tutti (spazio, costi ecc…), ma può esserlo grazie all’ausilio di queste antenne di nuove generazione.

Altro argomento che mette in dubbio la bontà del progetto è la sua resistenza meccanica. Indubbiamente le probabilità che una dinamica si guasti, sono molto maggiori rispetto ad una classica antenna in alluminio, considerato che ci sono parti meccaniche in movimento. Però c’è da dire che le case costruttrici fanno un ottima politica di garanzia sui loro prodotti, ed oramai a scapito dei primi acquirenti, purtroppo, i prodotti sono migliorati.

Di seguito elenco alcuni semplici accorgimenti per cercare di limitare possibili guasti.

Fare spesso la “calibrazione”, crea stress al sistema perché vuol dire mandare in stallo i motori stepper. Sostanzialmente lo stepper cerca di girare anche se non può perché giunto a fine corsa.

Come possiamo limitare l’uso della calibrazione?  Per prima cosa mai cambiare banda o frequenza se l’elemento è in movimento. Questo accade  spesso con il controllo cat mentre l’antenna è in movimento ed ancora non ha raggiunto la frequenza di lavoro. Quando giriamo il VFO la frequenza cambia e il sistema ricalcola la posizione in movimento, anche in questo caso si potrebbe perdere qualche step.

Quindi ricordate il consiglio: “aspettare che l’elemento si ferma prima di dargli un nuovo comando”.

Altro utile accorgimento è quello di scollegare il controller dai motori quando c’è brutto tempo, questo perché ci sono fili lunghi collegati direttamente  ad integrati  che controllano gli stepper .

Altro attenzione è quella di togliere l’alimentazione al controller quando finiamo l’attività radio. Qui però dobbiamo ricordare che questo va fatto solo se le bandelle sono in posizione “home” ossia tutte chiuse. Il motivo è che nel momento in cui togliamo l’alimentazione al controller togliamo l’alimentazione agli stepper. Lo stepper quando non è alimentato gira su se stesso, se la bandella fosse allungata lo stepper senza alimentazione sarebbe in balia delle sollecitazioni meccaniche con conseguente “scalibrazione” del sistema. Ci potrà sembrare strano ma gli stepper sono sotto tensione 24 ore al giorno 365 giorni l’anno, anche se il controller è spento, tutto questo ovviamente riduce la tenuta elettrica dei motorini .

Questi sono semplici consigli facili da mettere in pratica ma che potrebbero fare la differenza.

In conclusione, l’antenna dinamica è la prima vera innovazione nel settore delle yagi e verticali multi banda per le HF. Le sue caratteristiche la pongono tra i sistemi radianti più performanti alla portata di ogni radioamatore. Il suo successo ne è la conferma.


What Next?

Related Articles