Un pò di Italia nello spazio

Il prossimo 9 Febbraio alle 0900 UTC dal cosmodromo dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) di Kourou nella Guyana Francese è previsto il lancio del vettore Vega 1. Questo vettore europeo di ultima generazione, giunto in Guyana Francese a bordo della nave cargo “Colibrì” nel mese di Dicembre, trasporterà otto satelliti radioamatoriali di cui sette sono dei CubeSats e uno è un ALMASat.
Questi satelliti sono stati realizzati da studenti di varie Università europee delle quali ben tre sono italiane: Bologna, Roma “La Sapienza” e il Politecnico di Torino.
A Bologna è stato realizzato AlmaSat (ALma MAter SATellite) che è stato equipaggiato con un beacon che trasmetterà la telemetria ( 437.465 MHz 1200 bps FSK e 2407.850 MHz GMSK 38k4 BPS). La messa a punto del satellite è stata compito del Laboratorio di Microsatelliti e Microsistemi Spaziali di Forlì, mentre studio, progettazione e coordinamento è stato svolto dalla facoltà di Ingegneria di Bologna, da sempre attenta alla ricerca con finalità educative, conoscitive e professionali. AlmaSat-1 è il primo satellite al mondo costruito a scopo educativo ed interamente progettato da un team universitario, composto da professori, ricercatori e studenti. Il progetto è nato nel 2003 e nel corso di questi anni il team ha anche creato una base terrestre per il controllo dei movimenti dei satelliti e la ricezione dei dati.
A Torino è stato realizzato e-st@r, a cura dell’ AeroSpace System Engineering Team (ASSET). Si tratta di un CubeSat interamente progettato e costruito dagli studenti del Politecnico, fra i primi al mondo a cimentarsi in una simile avventura. La filosofia di questo esperimento è riassunta in tre punti: rilevanza scientifica (studio e progettazione di un picosatellite low-cost con sperimentazione di materiali e tecnologie che consentano eventualmente di abbattere i costi di produzione di futuri analoghi satelliti), rilevanza didattica (studio e realizzazione pratica delle nozioni acquisite durante il corso di studi e di formazione post-laurea) e basso costo.
E-st@r consentirà di sperimentare l’avanzato sistema ADCS (Attitude Determination and Control Subsystem). La complessità di tale realizzazione all’interno di un microsatellite di per sè rappresenta già un importante traguardo. Noi radioamatori potremo ricevere il beacon CW di e-st@r a 437.4450 MHz.
L’altro CubeSat italiano che andrà in orbita con questo lancio è quello realizzato presso l’ Università degli Studi “La Sapienza” di Roma dal GAUSS (Gruppo di Astrodinamica dell’ Universita degli Studi “la Sapienza”). 
Il nome scelto per questo satellite è UNICubeSAT, a sottolineare la stretta integrazione fra Agenzia Spaziale ed Università nella realizzazione di tale progetto. Anche UniCubeSat testerà la tecnologia ADCS, anche se l’obiettivo primario del progetto è quello didattico: passare dalla progettazione e realizzazione di un satellite di classe Unisat (10kg) ad un microsatellite della serie Cubisat (1kg).
Anche UniCubeSat sarà dotato di un’apparecchiatura ricetrasmittente di derivazione commerciale e sarà possibile riceverne la telemetria a 437.305MHz (oppure 437.345MHz) 9600 bps FSK.
Credo che questi siano dei risultati importanti per il mondo della ricerca ed istruzione, oltre che una buona occasione per soffermarci a riflettere su quanto la ricerca universitaria possa avere dei risvolti pratici (e spesso anche di indubbio valore commerciale) di cui troppo spesso ci si dimentica.
Noi, come radioamatori, saremo direttamente coinvolti nella fase di monitoraggio a Terra. Buon divertimento!
Per ulteriori informazioni e approfondimenti vi segnalo il seguente link: http://www.uk.amsat.org/4180.
Photo and documentation credits: AMSAT, Università di Bologna, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, Politecnico di “Torino”, eoportal.org, GAUSS website























Ottimo esempio di integrazione fra le finalità didattiche e di ricerca, proprie del campo universitario, e le finalità economiche ed innovative, proprie dell’industria..
Davvero una bella storia di cooperazione e di crescita, grazie per averla condivisa con noi.
Una notizia dell’Agenzia ANSA del 16 febbraio ci tiene informati sull’attività di questo gioiello dalla tecnologia italiana e sulle capacità tecniche dei radioamatori, in questo caso si tratta di un OM tedesco.
Ecco la notizia divulgata dall’ANSA:
Sono stati i radioamatori i primi a rilevare il segnale di AlmaSat-1, il satellite dell’universita’ di Bologna rilasciato in orbita dal lanciatore dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel suo primo volo, avvenuto con successo il 13 febbraio.
”I radioamatori non hanno risorse per costruire satelliti, ma hanno molto interesse per lo spazio e cosi’ mettono a disposizione dei ricercatori la loro esperienza nel settore delle telecomunicazioni”, ha osservato il responsabile del gruppo che ha realizzato AlmaSat-1, Paolo Tortora.
I parametri relativi alla traiettoria del satellite, elaborati dai ricercatori, sono cosi’ stati messi a disposizione delle associazioni dei radioamatori.
E’ accaduto cosi’, ha raccontato Tortora, ”che ancora prima che noi lo ricevessimo, il segnale di ritorno di AlmaSat-1era stato ricevuto da un radioamatore tedesco, che mi ha avvertito con una e-mail”. Questo e’ accaduto perche’ il satellite ha sorvolato il Nord Europa prima dell’Italia. ”Poi sono arrivate via via segnalazioni anche da altri gruppi di radioamatori e adesso – ha proseguito il ricercatore – AlmaSat-1trasmette informazioni sulla telemetria ogni due minuti. E’ in perfetto stato di salute”.
Un cubo dal lato di 30 centimetri e pesante poco piu’ di 13 chilogrammi, AlmaSat-1 (Alma Mater Satellite) e’ stato progettato come una struttura da utilizzare per missioni di dimostrazione tecnologica o di osservazione della Terra.