04182013Headline:

TZ Mali: il tempo di una dxpediton si allontana

Continuano gli approfondimenti della GeoDx della nostra redazione, negli ultimi mesi e soprattutto in Italia non è passata inosservata la mancata DXpedition in Mali. Si è trattata di una vera e propria occasione persa per i cacciatori di DXpedition, anche se ad onor del vero non è un rarissimo country. Il Mali occupa qualche posizione poco sopra del centesimo piazzamento nella speciale classifica dei Most Wanted Countries 2011 (clublog.org).

La DXpedition di TZ5T organizzata dagli amici dell’Italian Dxpedition Team, quest’ultimo italianissimo e collaudato gruppo di ottimi operatori (I2YSB, IK2CIO, IK2CKR, IK2DIA e IK2HKT) , doveva svolgersi dal 12 al 27 Aprile scorso.

Il 5 marzo, annunciavamo sulle nostre pagine ( http://www.dxcoffee.com/ita/2012/03/07/tz5t-mali-italian-dxpedition-team/ ) la difficile situazione creatasi in Mali, tanto è vero che il 22 marzo un colpo di Stato militare ha deposto il Presidente Amadou Toumani Touré; mentre nel nord, l’avanzata dei ribelli Tuareg ha portato alla dichiarazione d’indipendenza della regione dell’Azawad.

La Comunità Internazionale, grazie alla mediazione dell’Organizzazione economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), il 6 aprile ha raggiunto un accordo per formare un governo di transizione guidato dal presidente del parlamento Dioncounda Traoré. Il 17 aprile è stata resa nota la nomina a primo ministro di Cheick Modibo Diarra, presidente di Microsoft Africa e fondatore del Rassemblement pour le développement du Mali.

Nel mentre la “giunta militareaccettava di restituire il potere alle nuove autorità civili, il movimento MNLA ha proclamato l’indipendenza dell’Azawad, regione del nord, facendo esplicito riferimento al principio di autodeterminazione dei popoli, precisando che il “nuovo Stato” rispetterà i confini dei paesi limitrofi, la carta delle Nazioni Unite e che sarà governato secondo principi democratici.

Tale dichiarazione d’indipendenza dell’Azawad non chiude la partita. La situazione nel nord del Mali resta tutt’altro che chiara. L’Mnla avrà anche affermato la propria laicità e dichiarato come suo unico obiettivo il raggiungimento dell’autonomia dal governo centrale, ma pare poco chiara la rappresentatività di questo movimento nella popolazione interessata.

Se così fosse, vorrà dire che il DXCC si arricchirà di un nuovo Country!

Ma il vero problema è che tutto ciò, non fa che compromettere, in una area poverissima, la già difficile situazione della popolazione. Infatti i dati sono più che drammatici e parlano di oltre 200 mila i rifugiati, la maggior parte dei quali in Niger e Mauritania.

Almeno per il momento appare impossibile una prossima attività dal Mali da parte di un team internazionale, ed è scontato che se la situazione non cambierà, il prefisso TZ, certamente, approderà nei 100 Most Wanted Countries.

A prescindere dall’attività radio il nostro augurio è che il tutto si risolva nel migliore dei modi per il popolo del Mali.

fonti: Limes e Reuters

Photo credits by flickr:emilio labrador.

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