A poco più di due settimane dall’annuncio della conclusione delle operazioni di 7O6T, DXCoffee è orgoglioso di proporre ai suoi lettori un’intervista a 360° con il team leader della spedizione a Socotra Island (Yemen), Dimitri Zhikharev, RA9USU.
Partiamo da ciò che ha reso possibile 7O6T: la licenza. Sappiamo che, nello Yemen, non ne sono state rilasciate negli ultimi vent’anni. Quanto è stato difficile ottenerla?
Ci è voluta una persona animata da grande abnegazione, Abdul Hameed della “Friendly Yemen Tours” di Sanaa, che non ha avuto paura di arrivare il più in alto possibile per ottenere il risultato. Il punto è che non esiste una regolamentazione sul radiantismo, nello Yemen, e quindi bisognava dimostrare che la nostra attività non avesse nulla a che fare con servizi che, invece, sono esplicitamente vietati in quel Paese, come – ad esempio – Skype. “Arrivare il più in alto possibile” significa che il nostro contatto si è rivolto ai consiglieri di un ex presidente, al proprietario di una stazione locale e della rivista “Yemen Observer”, ai Ministri dell’Interno, dell’Informazione, delle Comunicazioni, alla Direzione delle radiocomunicazioni del Ministero dell’Informazione e al Vice-ministro delle comunicazioni. La prima lettera di richiesta, preparata dai nostri partner in Yemen, è stata girata dal Ministro degli Interni (che l’ha controfirmata) a tutti gli altri Ministri coinvolti, che hanno dovuto fornire risposta in merito. Con l’aiuto di Ashraf (KF5EYY, noto anche come 3V8SS) ho poi messo a punto una richiesta, secondo uno schema condiviso dall’Amministrazione, che è quindi stata spedita al Ministro dell’Informazione, responsabile di tutte le attività mediatiche (compresa la stampa) interne e con l’estero. Il dossier è quindi passato nuovamente al Ministero delle Telecomunicazioni, dove il Ministro e il Vice-Ministro l’hanno infine sottoscritto, impartendo al Direttore generale l’ordine di assegnarci frequenze e callsign. Quest’ultimo, prima di procedere, ha richiesto informazioni, per iscritto, agli organi di sicurezza nazionale ed ad altre tre agenzie.
Com’è stata scelta la location di Socotra Island? La decisione è stata presa esclusivamente sulla base della volontà di offrire agli OM del resto del mondo un’entità molto rara, assieme a una referenza IOTA davvero ricercata?
Avevamo diverse opzioni. Una era il “Burj Al Salam” hotel, nella vecchia città di Sanaa, che rappresentava una location perfetta, ma nel bel mezzo di un agglomerato urbano circondato da montagne. La seconda ipotesi era relativa a una zona “quasi sicura”, nel raggio di 30 kilometri da Sanaa, di proprietà di uno sceicco dello Yemen, ma risultava completamente bloccata a nord da rilievi montuosi. In quelle condizioni, non saremmo riusciti a concludere un collegamento con gli Stati Uniti. La terza opzione era l’isola di Socotra. Aperta dai 270 ai 90 gradi a Nord e con un hotel, che avrebbe potuto fornirci energia elettrica nelle 24 ore, per 7 giorni la settimana. Solo dopo aver deciso per quest’ultima soluzione abbiamo realizzato che si trattava non solo di un posto unico al mondo, ma anche della ricercata IOTA AF-28, situata in Africa, al 37esimo posto WAZ, e anche un sito del programma WFF senza eguali. Insomma, proprio non siamo risusciti a resistere alle incantevoli spiagge di sabbia dorata.
Parliamo del team, adesso. Sappiamo che il nucleo base era lo stesso che ha dato vita a incredibili spedizioni in passato, ma come si è arrivati all’équipe atterrata a Socotra?
Il progetto non è stato svelato sino all’ultimo ai componenti del team. Buona parte di essi sono stati individuati nell’ultima settimana prima della partenza. Ci erano stati consentiti inizialmente dieci operatori e cinque radio, richiedendoci di presentare una lista preventivamente. Ho inserito nell’elenco ventuno colleghi, scegliendoli tra quelli con cui ho viaggiato più spesso. Partendo da un numero del genere, saremmo comunque arrivati, anche in caso di diverse rinunce (peraltro probabili, visti i tempi più che ridotti), a comporre il team necessario per la spedizione. L’elenco è stato quindi inviato, per l’approvazione, ai Ministeri dell’Informazione e degli Interni. A quel punto, mi è stato comunicato dai nostri partner a Sanaa che la lista andava ridotta a quindici persone, per cui ho scelto solo quelle di cui ero certo sulle possibilità di partecipazione. Ho provato in tutti i modi ad avere nel team Fabrizio, IN3ZNR, e Jose, EA7KW, già con me per ST0R, ma il preavviso per loro è risultato troppo scarso. Come mai c’erano così tanti russi? Beh, erano gli unici pronti ad andare ovunque e in qualsiasi momento, senza nemmeno chiedere dove saremmo andati.
Ho ascoltato i vostri primi collegamenti, il 30 aprile, e devo dire che il vostro segnale era costantemente forte. Come avete scelto le apparecchiature? Puoi descriverci, nel dettaglio, la stazione?
All’inizio avevamo progettato di allestire due shack separati, in due diversi hotel, distanti un chilometro l’uno dall’altro. Gli hotel, là, forniscono energia attraverso dei generatori, togliendo corrente per dodici ore, dalle 5 del mattino alle 5 del pomeriggio locali. Bisogna quindi pagare per l’utilizzo dell’apparecchio e del combustibile.
Va detto, inoltre, che nelle precedenti operazioni non avevo curato molto le bande basse, per cui avevamo anche deciso che, in uno dei due shack, avremmo installato antenne per gli 80 e 160 metri. Beh, quando Vlad R7LV ha provato a trasmettere su quelle bande, ci siamo accorti che “azzerava” gli altri due apparati della stazione. Per cui, abbiamo dovuto spostare l’attrezzatura per gli 80 e 160 in una postazione fronte-mare, all’Eco-Hotel di Delicia Beach. Una location perfetta per le bande basse, ma anche in termini generali per l’attività radiantistica.
Pertanto, alla fine, abbiamo attivato le due postazioni previste, dotate di due e tre radio rispettivamente, nonché una terza per le bande basse. Quest’ultima ha rappresentato letteralmente il paradiso per Jeff, K1ZM, e Yuri, RL3FT, che l’hanno operata dopo che Vlad, R7LV, ha fatto ritorno a casa. L’unico “appunto” è che la temperatura raggiungeva i 38-40 gradi al mattino…
Sì, per quanto riguarda i segnali, il primo “rimbalzo” da Socotra atterra dalle parti di Italia, Grecia, Spagna e Russia Meridionale. Tutte le stazioni di quelle zone erano 9+40/+60 dB!
Vista la posizione di Socotra, com’era scandita la vostra giornata, dal punto di vista propagativo?
Ho sperimentato condizioni analoghe da ST0R. Il primo giorno abbiamo operato il più possibile, cercando di definire lo “schedule tipo” e, da lì in avanti, ci siamo mossi per confermare i flussi propagativi osservati…
7O6T ha totalizzato oltre 162.000 QSO. Significa, in due settimane, una cosa come 10.000 QSO al giorno. Credo che significhi un lavoro infernale per gli operatori…
Il primo giorno di operazioni ha generato oltre 18.000 contatti. Quando il pile-up ha iniziato a farsi più calmo, la media era tra i 150 e i 300 QSO all’ora, a seconda del modo. Il nostro obiettivo, comunque, non era di lavorare in tutti i modi possibili e immaginabili, ma di essere sempre su almeno due bande assieme, così da collegare quante più singole stazioni possibile. Quindici giorni prima della spedizione, la maggior parte dei radioamatori del mondo, sognava almeno un QSO con lo Yemen. Da quando abbiamo iniziato a trasmettere, tutti avrebbero voluto collegarci in RTTY, JT-65, 60 metri e via dicendo, a seconda delle preferenze personali. Capisco quest’attitudine, ma l’unico modo digitale in cui siamo riusciti ad operare è stato l’RTTY e con medie di meno di cento collegamenti all’ora. Il fatto è che non avevamo un operatore specializzato in digitale e quindi non ci siamo sentiti di sacrificare il “new one” per nuove stazioni, anche se ciò è andato a scapito di coloro che avrebbero voluto lavorarci su più bande e modi.
Una tabella di marcia del genere non vi deve aver lasciato molto tempo libero. In ogni caso, cosa ci puoi dire dello Yemen? Si tratta di un Paese che non rappresenta una meta turistica internazionale, ma dovrebbe essere interessante…
Socotra è un luogo unico. Alcuni di noi non sono riusciti a visitarlo, mentre altri ne hanno avuto la possibilità. Io vedrò l’isola quando tornerò là, con la mia famiglia.
Dal punto di vista della sicurezza, lo Yemen è nella “top 20” dei Paesi più pericolosi al mondo. Penso che voi abbiate avuto pochi problemi, da questo punto di vista, considerato il supporto offerto dalle autorità locali alla vostra DXpedition. Però, mi restano due curiosità: a) quale sensazione dà il fatto di partire per un’“area calda”? b) avete dovuto prevedere un servizio di sicurezza?
Ritengo che molti di noi siano a un livello di malattia radiantistica per cui, quando ci si trova a decidere una destinazione, non considerino nemmeno eventuali “avvertimenti”. In fondo, penso che si possa finire nei guai qui nel centro di Mosca, come in qualsiasi altro posto al mondo. La mia filosofia, al riguardo, è “comportati come vorresti che gli altri facessero con te” e trovo che, facendo così, siano davvero basse le probabilità di avere dei problemi. Al di là di tutto ciò, comunque, abbiamo potuto contare su un servizio di vigilanza, sia sulla strada tra i due alberghi in cui eravamo, sia nella postazione fronte-mare. La comunità di Socotra è stata squisita con noi e lo abbiamo davvero apprezzato.
Torniamo alla radio, ora. Verosimilmente, con oltre 162.000 contatti avrete lavorato praticamente tutti i continenti e le zone del mondo. Ci sono QSO, nel log di 7O6T, che definiresti particolarmente rari?
Il fatto è che non si riesce, fino in fondo, a cambiare mentalità tra l’operare dalla stazione domestica, o da una location remota. Per cui, sei sempre felice di collegare le stazioni che sei abituato a considerare come un DX. Quindi, sei contento di sentire TT8 e VK/ZL, esattamente come quando ti trovi a casa, anche se in quel momento sono molto più vicini a te e, a causa del pattern azimutale, all’improvviso i KL diventano i più difficili da collegare.
Spedizioni come la vostra sono destinate a restare nella storia del radiantismo. Qual è la sensazione che lascia un’impresa del genere?
Onestamente, non saprei. Prima della spedizione sei su di giri all’idea di recarti in un “most wanted”. Dopo, però, vedi solo l’operatività e, dopo ancora, vedi solo le osservazioni su ciò che non è stato fatto correttamente, sul fatto che non ci sia stata RTTY a sufficienza, sul fatto che siano mancati quello e quell’altro… In questo momento, per me, è una questione di come sta David, WD5COV. Si è sentito male ed è rimasto a letto per quasi due giorni. La sua dedizione al team si è rivelata incredibile: invece di volare a casa, è rimasto ed ha operato fino all’ultimo secondo di trasmissioni. E’ una questione di capire se Chuk, JT1CO, è riuscito a tornare a casa in Mongolia, dopo essere rimasto fermo in Germania per quattro giorni, durante il viaggio di rientro. E’ una questione di tante altre cose, che mi tengono occupato e senza riposo. Penserò all’impresa quando tutte le QSL saranno state spedite, quando avrò risposto a tutte le domande. Allora, mi preoccuperò della gloria. Per il momento, l’impresa è quella dei ragazzi del team: ciò che hanno fatto deve restare nella storia del radiantismo. Niente sonno, niente riposo, condizioni difficili. Presto ne scriverò e lo pubblicherò sul nostro sito web, quindi rimanete sintonizzati!
Sei a casa, adesso. Può, un’esperienza come 7O6T, cambiare il rapporto con la radio? E’ vero che, quando operi dalla tua stazione personale, hai una sensazione diversa rispetto a quella che provavi prima di partire per una spedizione?
Con noi c’era un ragazzo giovane, Yuri RL3FT. Penso che lui potrebbe rispondere meglio di me. Anni fa, avevo quella visione romantica. Oggi sono felice per quelli che la possiedono. Molti degli operatori di 7O6T sono stati in luoghi rari e non hanno più quell’attitudine, ma tutti continuiamo a imparare da esperienze come questa e lo apprezziamo una volta rientrati. E no, nessuno riconosce il tuo call personale al primo colpo, quando fai un contest da casa o chiami DX. In tanti sbagliano ancora delle lettere quando chiamo come RA9USU/3 in un pile-up!
Lo Yemen era qualcosa a cui un OM, fino ad oggi, pensava in termini di “Ok, quando avrò collegato 7O e P5, non mi resterà che darmi al golf…”. Il primo Country, adesso, è stato attivato. Hai mai pensato al secondo?
Non posso pensare che qualcuno voglia veramente abbandonare il radiantismo. Ne faccio parte da quando avevo otto anni, per cui non riesco davvero ad essere obiettivo, quando si parla di radio. Negli ultimi giorni della spedizione sono stato chiamato da John, G3UCQ, che era stato il protagonista di una delle ultime attivazioni di Socotra, nel 1965. Posso immaginare la sua sensazione, nel collegarci. Peccato che ero davvero sommerso dalle chiamate e non sono riuscito a dirgli quanto ero sorpreso del QSO con lui, dopo che mi ha raccontato della sua “ultima volta” laggiù.
So che ti sembrerà banale, e pure prematuro, ma non posso fare a meno di chiederti quale sarà il prossimo passo per il tuo team…
… no comment.




Peccato per la pessima figura operativa che hanno fatto durante il Volta.
73 de iw1ayd Salvo