05252013Headline:

PH9HB/AM: quando i segnali arrivano dal cielo

Tra i vari suffissi che denotano la condizione operativa di una stazione, ve n’è uno piuttosto raro, ma si tratta probabilmente del più affascinante. Parliamo di /AM, cioè “Aeronautico mobile”, che si utilizza per una stazione in volo e questo spiega l’interesse da esso generato. Da Icaro in avanti, il genere umano è sempre stato attratto dalla possibilità di fluttuare nell’aria e operare una stazione in tali condizioni (e, di converso, collegare una stazione in tali condizioni, per chi è a terra) consente un’esperienza emotivamente intensa e in grado di concretizzare numerose fantasie.

Non tutti i Paesi, nelle rispettive normative di settore, permettono l’operatività /AM. Alcuni, tuttavia, la rendono possibile ed è per questo che, a volte, il suffisso rieccheggia in frequenza. La “pattuglia volante” di colleghi include Jerry van der Goot, PH9HB, capitano di Boeing 737NG per un’aerolinea con sede all’aeroporto di Amsterdam-Schipol, che sovente trasmette durante i suoi voli.

Le curiosità su questo particolare modo di operare erano numerose, relative a più aspetti: tecnico, pratico e umano. Quanto è bastato per contattare Jerry e porgli diverse domande. Va detto che le risposte ricevute sono interessanti e offrono numerosi spunti di riflessione. Pertanto, cari passeggeri di DXCoffee, allacciate le cinture e siate pronti al decollo. Stiamo per salire alla quota del pianeta /AM.

Come (e quando) sei diventato radioamatore? E pilota? Soprattutto, quando hai deciso di unire le due cose e hai iniziato ad operare /AM?
A dodici anni, ero nei Boy scout. Nel 1977, partecipai per la prima volta al Jamboree On The Air. Si trattò del primo contatto con il nostro hobby e ne restai immediatamente contagiato. Otto anni dopo, il primo aprile 1985 (e non era un pesce!) sostenni l’esame. Il mio primo call fu HB9SJL.
Completata la mia formazione scolastica, mi resi conto che lavorare dalle nove alle diciassette non faceva per me. Pertanto, nel 1987 mi spostai negli Stati Uniti, ove iniziai l’addestramento per diventare pilota commerciale.
Il lavoro, la continua formazione ed altri interessi mi resero inattivo, come radioamatore, per oltre vent’anni. Quando i miei figli (ho dei gemelli) iniziarono ad essere maggiormente autosufficienti, mi misi alla ricerca di un hobby che potesse essere svolto in casa…
Nell’estate 2008 richiesi quindi un indicativo Olandese, che mi venne concesso il 21 luglio. Molta gente mi chiede il suo significato. Tutti conoscono PA, ma come altri Paesi, l’Olanda dispone di ulteriori prefissi.
Dal momento che PA non presenta grande unicità, scelsi PH, dal momento che tutti gli aeromobili immatricolati in Olanda hanno quelle due lettere quale inizio della loro registrazione. Inoltre, avendo vissuto in Svizzera per oltre trent’anni, rovesciai l’HB9 elvetico ed ecco PH9HB.

Ricordi ancora il tuo primo QSO in volo? Su quale banda, e da quale aereo, ebbe luogo?
Il mio primo contatto fu da un Boeing 737, il 25 luglio 2008, alle 21.38Z, sui 14173 kHz. Eravamo a undicimila metri di altitudine, sopra Belgrado, e il mio corrispondente fu RV9LM, Alex, nella Siberia occidentale.

Piloti dei voli passeggeri ed è indiscutibile che la sicurezza venga prima di qualsiasi altra cosa. In quali condizioni ti è concesso di operare /AM?
L’Olanda è uno dei pochi Paesi che non vieta l’operatività mobile aeronautica. Ovviamente, il lavoro e la sicurezza hanno la precedenza. Pertanto, sono in HF solo quando i compiti di bordo lo consentono. Di norma, ciò significa quando siamo ad andatura da crociera, in condizioni ottimali di volo e solo sulle tratte più lunghe.

Puoi descrivere l’attrezzatura che usi per trasmettere dall’aereo? Quali sono le principali differenze (e i limiti, se ce ne sono) rispetto a una stazione domestica?
L’equipaggiamento di bordo è composto da due Collins HFS900D, dalla potenza di 400 Watt PEP, che coprono da 2 a 30 MHz a passi di un kHz. L’antenna si trova lungo il piano verticale di coda e la sua tipologia è descritta nel dettaglio a questo link. Di solito, utilizziamo le HF per i contatti con gli enti di controllo del traffico aereo quando la copertura VHF non è ottimale, come sopra l’Atlantico, o in alcune zone di Africa e Asia. L’apparato può operare solo in AM e USB e i filtri non sono fatti per l’uso radioamatoriale. Pertanto, quando molte stazioni mi chiamano contemporaneamente, non sono in grado di distinguere granché. Mi piacerebbe, in queste situazioni, che più operatori si attenessero al “DX code of conduct”, ma ciò sembra destinato a restare un sogno.

Dal punto di vista propagativo, cosa ti ha insegnato l’esperienza /AM, rispetto a ciò che hai notato operando da terra? L’altitudine elevata è sempre un valore aggiunto?
La propagazione sembra molto simile a quella da terra. Teoricamente, trovarti a 11 kilometri da terra, dovrebbe consentirti di collegare tutte le stazioni in un raggio di circa 450 kilometri, però non è così scontato.

Quanti QSO effettui durante ogni volo?
Mediamente quaranta contatti, che possono variare a seconda dell’ora, dei compiti da svolgere e, per ultima ma non meno importante, della propagazione.

Qual è il collegamento maggiormente distante che hai effettuato da un aereo? Mentre volavi, hai mai collegato un’altra stazione /AM?
Il contatto con il luogo più lontano dovrebbe essere con VK/ZL. Riguardo alla seconda domanda, devo dire che mi sento, in modo abbastanza regolare, con Cyril, DF1CHB/AM, quando siamo per aria e in aria contemporaneamente!

Un collega che desiderasse collegarti come può capire quando trasmetterai /AM?
Tutti i miei “followers” su Twitter ricevono aggiornamenti sulle mie attività /AM. Inoltre, le frequenze su cui opero sono abituali: 14.325, 14.165, 18.165 e, anche se più raramente, 7.185 MHz USB. Purtroppo, non molti operatori sono a conoscenza di questi canali dedicati.

Di solito i piloti possiedono una vasta gamma di aneddoti legati alla loro attività. Tu ne hai qualcuno relativo al radiantismo?
Quando ho parlato per la prima volta con Eddy, YU9XMC, stavamo sorvolando la zona di casa sua. Eravamo all’imbrunire e lui non riusciva a capire esattamente in quale angolo di cielo fossimo, per cui ho acceso per un attimo le luci di atterraggio…

Si può dire che il radiantismo sia popolare nella comunità aeronautica? Sei in contatto con altri piloti che operano /AM?
Ci sono alcuni colleghi che attivano stazioni /AM, ma sono sempre più rari, perché molte aerolinee tendono a sbarazzarsi dell’attrezzatura HF se le tratte lungo cui volano non richiedono l’uso delle onde corte.

Come ti senti quando operi in HF da 11.000 metri di altitudine?
E’ semplicemente grandioso dedicarsi all’hobby quando si è sul lavoro ed essere anche pagati per questo …

Dal tuo profilo su QRZ.com si deduce che sei un operatore particolarmente attivo anche da terra. In quel caso, quali sono le tue preferenze (in termini di modi, soprattutto)?
Mi piace usare quante più lingue possibili, pertanto preferisco la fonia. Magari un giorno proverò i modi digitali e il CW, ma parlare diverse lingue mi interessa di più.
Sono tra i fondatori, e il QSL manager, del contest team PA6NH. Siamo attivi durante i principali contest HF e nel PACC, in rappresentanza della provincia NH (Noord Holland).

Quali sono, secondo te, le tre ragioni per amare il radiantismo?
Anzitutto, si può trovare ancora del buon vecchio ham-spirit. Inoltre, incontrare gente con i tuoi stessi interessi in altre parti del mondo è grandioso. Infine, stabilire dei legami d’amicizia via radio e poter poi conoscere quelle persone dal vivo è il massimo.

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