04152013Headline:

9M4SLL: attrezzatura “leggera”, risultati “pesanti”

Ragionare sull’estate 2012, dal punto di vista DXistico, significa considerare necessariamente 9M4SLL, la spedizione a Layang Layang, nelle Isole Spratly (AS-051), che si è tenuta dal 7 al 13 Agosto scorsi. Non si è trattato dell’unica attivazione di quell’arcipelago quest’anno, ma la formula “leggera” che ha caratterizzato quest’occasione (due soli operatori, con una stazione ognuno, e antenne esclusivamente verticali) ne fa un argomento di dibattito naturale per la comunità DX, specie alla luce dei risultati ottenuti. Così, all’indomani del rientro dei protagonisti della spedizione, abbiamo raggiunto Steve Telenius-Lowe, 9M6DXX, per discutere delle operazioni dal mar Cinese meridionale (condotte assieme a John, 9M6XRO) e, immaginate un po’, ancora una volta è emerso che un’antenna mastodontica non è poi così necessaria…

Dal 1965, anno della prima attivazione, il vostro è stato il venticinquesimo team a tentare di attivare le isole Spratly. Solo ventitré sono riusciti in questo intento. Non si tratta di un risultato semplice da conseguire…
E’ vero che, in passato, è stato difficile, e anche pericoloso, operare dalle Spratly. La situazione, tuttavia, è diventata più semplice nei primi anni novanta, quando la Malesia ha aperto un resort rivolto prevalentemente ai sub sull’isola di Layang Layang (che un tempo era denominata “Swallow Reef”). Da allora, la maggior parte delle operazioni dalle Spratly ha luogo da là.

Essendo due OM con licenza della Malesia, non credo sia stato particolarmente difficile ottenere le autorizzazioni del caso…
La procedura di autorizzazione è relativamente semplice. Anche se sia John, 9M6XRO, sia io, abbiamo un call malese, per questa operazione volevamo un documento con la menzione specifica di “Pulau Layang Layang”, in modo che non vi fossero dubbi, da parte del DXCC desk dell’ARRL, sul fatto che possedessimo una licenza per operare segnatamente da quell’isola. Relativamente a tale aspetto, intendiamo ringraziare il BARC, il Borneo Amateur Radio Club – del quale io e John siamo membri a vita – e in particolare il presidente Hamid, 9W6MID, che ha richiesto una licenza collettiva per evento speciale, al fine di consentire questa operazione.
Come sapete bene, il nominativo assegnato è stato 9M4SLL. Comunque, dal momento che Layang Layang rientra nel campo di applicazione di norme specifiche sulle aree protette malesi, oltre alla licenza è necessario ottenere un permesso governativo supplementare per operare. Questo, in particolare, può rivelarsi più difficile da vedersi rilasciato.

Avete scelto una soluzione “leggera”: solo antenne verticali e due stazioni da 400 watt. Una scelta imposta da aspetti logistici, o compiuta deliberatamente?
Sul volo tra Kota Kinabalu (9M6) e Layang Layang è in vigore una limitazione del peso dei bagagli trasportabili. Sulla base del numero di passeggeri, a volte un aereo piccolo (come un Twin Otter) viene utilizzato per lo spostamento. Pertanto, abbiamo pianificato di portare con noi il minimo necessario di attrezzatura, non facendoci comunque mancare due stazioni, dotate di amplificatori lineari.
La scelta delle antenne è stata assolutamente deliberata. Per location dove si possono montare le antenne molto vicino all’Oceano, è sempre più condiviso il fatto che una verticale riesca a lavorare meglio di una polarizzata orizzontale, a meno che il beam non venga installato molto alto da terra, cosa normalmente impossibile per una DXpedition portatile.
Un elemento sul quale abbiamo risparmiato un sacco, in termini di peso, è stato il cavo coassiale. Un rotolo da cento metri di “Aircell 5” pesa solo 3,8 kg e ha meno dispersione non solo dell’RG-58, ma persino dell’RG-8X. Abbiamo diviso il rotolo in due segmenti (da 30 e 70 metri), che sono poi stati utilizzati per collegare le due verticali.

Mentre vi recavate alle Spratly, vi è accaduto di pensare ai colleghi che, nel 1983, persero la vita mentre cercavano di raggiungere l’Arcipelago?
Sì, ne abbiamo parlato. Io ho incontrato uno dei sopravvissuti di quella tragedia, uno o due anni dopo i fatti, e mi ha descritto personalmente quell’esperienza. Non dimenticherò mai quel racconto. Però, oggi la situazione è davvero molto diversa, giacché esistono voli charter diretti per Layang Layang e un resort molto confortevole è a disposizione una volta sull’isola.

Tu hai fatto parte del team 9M0C, che ha operato da Layang Layang nel 1998. Quali sono le principali differenze tra le due volte in cui sei stato alle Spratly?
L’isola stessa è cambiata dal 1998! Parecchia superficie è stata recuperata all’acqua e la pista aerea è stata allungata per permettere l’atterraggio di velivoli più grandi. Gli alberi che erano appena stati piantati nel 1998 sono oggi cresciuti e, in alcuni casi, piuttosto alti. Nel 1998 c’erano milioni di uccelli marini che nidificavano sull’isola. Oggi ve ne sono solo alcuni. Un’“isola per volatili” è stata creata nella laguna, per consentire ai pennuti di fare il nido e posarsi senza essere disturbati dall’atterraggio e dal decollo di più aerei durante la settimana.
Anche tra le due spedizioni si possono riscontrare parecchie differenze. Quello di 9M0C era un team numeroso, che concluse a 65.524 QSO, il numero più alto mai raggiunto durante un’attivazione di Spratly (quel record resta ad oggi imbattuto). Dal momento che c’erano più operatori, i turni erano distribuiti prevedendo maggiori ore di risposo e, a meno che non si fosse assegnati al turno di notte, c’era anche la possibilità di dormire. Da questo punto di vista, 9M4SLL è stata molto più intensa: essendo solo in due, con una stazione a testa, abbiamo cercato di tenerle entrambe il più on the air possibile, ogni giorno. Ho apprezzato entrambe le spedizioni, comunque!

Veniamo ora ai risultati della DXpedition, che si è conclusa con 18227 QSO a log. Un numero che risponde alle vostre aspettative?
Va ben oltre le aspettative! Ho sempre considerato che 1000 QSO al giorno per stazione siano un ottimo risultato per una DXpedition. Però, durante questo viaggio, grazie alla combinazione tra una posizione quasi perfetta delle antenne e una buona propagazione, oltre ai turni estesi degli operatori, abbiamo superato quel risultato di quasi il 50 percento. I 18.227 QSO sono stati effettuati in 6 giorni e 7 ore di trasmissioni. Va sottolineato, tra l’altro, che durante la prima notte, solo un’antenna era installata e non abbiamo avuto entrambe le stazioni attive fino al secondo giorno.

Qual è l’area del mondo rispetto alla quale, da Layang Layang, avete sperimentato la miglior “finestra”? Penso che, leggendo le vostre statistiche finali, in molti non riusciranno a spiegarsi i soli 75 contatti con il Sud America. Era davvero così difficile lavorare stazioni, ad esempio, del Brasile (paese dove i DXers non mancano)?
Anzitutto, diamo uno sguardo alle statistiche finali della spedizione, per numero di QSO e percentuale:

Africa                      121      0.7%
Asia                      5839    32.0%
Europa                9609   52.7%
Nord America  2281   12.5%
Oceania                 302      1.7%
Sud America          75     0.4%
Totale                18227    100%

Sicuramente, di primo acchito, il numero relativo al sud America può sembrare sorprendente, ma una spiegazione è possibile. Il Brasile si trova agli antipodi di Layang Layang e spesso le stazioni PY/PT presentavano dei buoni segnali, ma abbiamo ricevuto ben pochi altri Paesi da quella parte del mondo. Tuttavia, dal momento che usavamo delle antenne omnidirezionali, non possiamo certo essere accusati di non aver puntato verso il Sud America!
Vorrei però far riflettere su un aspetto. Guardate la cifra relativa all’Oceania. Con quel continente abbiamo fatto solo 302 QSO (quasi tutti VK, ZL, o KH6). L’Australia dista dalle Spratly quanto il Giappone, ma con l’Asia ci sono stati 5800 QSO (prevalentemente JA), per cui chiedo: dov’erano tutti i DXers Australiani? Considerando, quindi, che si tratta di un collegamento semplice con VK, ma piuttosto difficile con il Sud America, non è poi così sorprendente che ci siano, nel log finale, pochi contatti con quest’ultimo continente.

Quanto è stato difficile, essendo soltanto in due, affrontare dei “turni prolungati”?
Oh, siamo stati senza dormire alcune notti! Nella maggior parte dei giorni abbiamo operato sino alla notte, almeno fino alle 3 o alle 4 del mattino (ora locale). Una volta, John è rimasto in radio ininterrottamente il giorno e la notte, fino a dopo l’alba, con alcune brevi pause solo per mangiare qualcosa. Siamo stati fortunati con la propagazione. I 12 e i 15 metri restavano aperti sino alle 2 del mattino locali (le 18 UTC). I 17 metri erano utilizzabili fino alle 4 del mattino locali (le 20 UTC) e, a volte, i 20 metri restavano aperti tutta la notte. A dispetto di ciò, però, tutte le bande erano molto “quiete” da un’ora dopo il sorgere del sole fino alle 4 del pomeriggio (le 8 UTC). In quella fascia diurna si riusciva a collegare JA e HL in 15 e 17 metri, ma con un ritmo davvero lento. Per cui, dopo un paio di giorni in cui abbiamo operato sino a notte fonda, si è scelto di concentrare il sonno al mattino e iniziare a operare seriamente dopo pranzo.

1190 QSO sono il vostro “punteggio” finale in RTTY, che secondo me non è male. Doveste tornare a Layang Layang, pensereste di essere attivi anche in PSK?
Penso di no. Sul piano del DXCC, l’RTTY equivale al PSK, che però è molto più lento. Ci limiteremmo quindi all’RTTY. Certo, se avessimo un operatore particolarmente desideroso di utilizzare il PSK ci si potrebbe pensare, ma non è davvero un modo da DXpedition.

Ci sono stati un QSO, o un’apertura, durante questa spedizione, che senti di voler sottolineare e che ti hanno dato la sensazione di essere “valsi il prezzo del viaggio”?
Sì, è accaduto qualcosa del genere. Non posso parlare per John, ma io mi sono trovato a operare durante una fantastica apertura notturna in 12 metri fonia. Don, N1DG, mi aveva avvisato del fatto che, a volte, a notte fonda, quando pensi che la banda sia chiusa, si verificano aperture dei 12 metri, in via lunga, verso la costa orientale degli USA e tra il Canada e il sud-Est asiatico.
Avevo operato in 12 metri durante il giorno, ma la banda apparentemente si era chiusa attorno alle 9.45 UTC (appena prima del tramonto). Sono tornato sui 24 MHz alle 15.15 UTC (le 23.15 locali) e, con mia grande sorpresa, li ho trovati completamente aperti verso l’Europa. E con “completamente aperti” intendo che alcune stazioni Europee arrivavano S9+20. Il pile-up era semplicemente pazzesco.
Il primo nord americano – KK9DX – è finito a log alle 15.56 UTC, ma anche se ogni tanto chiamavo specificatamente nord e sud America, per quasi un’altra ora (fino alle 16.50 UTC, quando ho collegato PS8CC), non ho avuto altro che Europei a S9! Un po’ dopo, l’apertura si è spostata verso l’East Coast e sono riuscito, tra le 17.10 e le 18.15 UTC, a lavorare vari W1 e VE1, incluso N1DG.
Le stazioni americane per via lunga giungevano piuttosto deboli, direi nemmeno a S1, con gli europei che continuavano ad essere sopra il 9. Posso solo essere grato agli OM europei per un pile-up generalmente rispettoso delle mie indicazioni, che mi ha consentito comunque di cogliere le opportunità di collegamento con il Nord America. L’apertura si è spostata successivamente verso W2, W3 e W4, per poi concludersi alle 18.45 UTC (le 2.45 del mattino locali!).
In tre ore e un quarto ho totalizzato 560 QSO e anche se circa 160 contatti all’ora non sono un gran ritmo, non posso che manifestare grande soddisfazione per l’intenso pile-up verso l’Europa (e questo abbassa sicuramente la media oraria), comunque con la possibilità di collegare molti nord americani sfruttando una rotta propagativa tutt’altro che semplice.
La notte successiva, John è andato a sua volta in 12 metri, ma in telegrafia, con l’idea di provare a collegare altri Nord americani. Tuttavia, malgrado dei gran segnali dall’Europa, non gli è riuscito nemmeno un QSO con l’America settentrionale. Ero stato davvero fortunato a incontrare quelle condizioni, la notte prima.

Pensi che il DXpeditioning rappresenti una situazione interessante per formare dei giovani operatori? In questo caso, ritieni che Fondazioni, o Radio club, dovrebbero incentivare (anche finanziariamente) dei giovani radioamatori a organizzare delle DXpeditions (magari, inzialmente, non verso entità “most wanted”, ma comunque interessanti)?
Certamente e questo sta avvenendo. Sono tra i fondatori della britannica “Five Star DXers Association”, che, tra l’altro, vide la luce all’indomani della DXpedition 9M0C del 1998. La nostra grande spedizione successiva fu D68C (dalle Isole Comore, nel 2001), in occasione della quale sponsorizzammo Mark, M0DXR, affinché potesse venire con noi. Da allora, Mark ha intrapreso numerose spedizioni da solo ed è diventato uno dei migliori contesters del Regno Unito, sia in SSB, sia in CW. So che anche altre spedizioni hanno sponsorizzato giovani colleghi, con modalità analoghe.
Comunque, i ragazzi europei sono fortunati, perché ci sono località DX facili da raggiungere, senza dover sostenere costi esorbitanti. Ad esempio, dal Regno Unito, GD, GJ e GU prevedono tutte uno spostamento semplice. Da Francia e Italia si può arrivare a 3A, TK, IS0 e anche ad entità come T7, HV e 1A, che sono economiche da visitare. Senza dimenticare le numerose referenze IOTA in tutto il mondo, che costituiscono mete interessanti per una DXpedition. Alla luce di tutto ciò, mi sento di incoraggiare i colleghi più giovani ad organizzare delle spedizioni, anche senza OM più esperti al seguito (che poi finisce con il significare più vecchi!), in modo da crescere comunque.

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