CQ Elettronica chiude!

una vecchia copertina del novembre 1978

una vecchia copertina del novembre 1978

Lo storico  mensile CQ Elttronica, prodotto dalla Edizioni CD srl con sede in provincia di Bologna, ormai è chiaro che stia per chiudere i battenti.

Questa notizia rappresenta  un brutto colpo al mondo del radiantismo italiano, che già aveva perso altre pubblicazioni del genere,  ed oggi perde un pilastro dell’informazione dei radioamatori e dell’hobbystica italiana.

Avevo iniziato a leggerla appena quattordicenne, quando ancora CB mi dilettavo a scoprire giorno dopo giorno una realtà che ancora oggi mi affascina e mi ruba il poco tempo libero che i vari impegni mi lasciano. Personalmente non ero abbonato e non compravo CQ Elettronica tutti i mesi, ma di tanto in tanto (quelle 4/5 volte l’anno) andando in edicola ed il mio sguardo incrociava la copertina patinata con la testata marcata dal “CQ” rosso fuoco; finivo per comperarla sempre. Spesso non riuscivo neanche a leggerla ma ho sempre creduto che sostenere l’informazione è un dovere di ogni uomo, poi figurarsi in un settore come il nostro, dove il massimo della fantasia ci porta a copiare ed a criticare ogni iniziativa anzichè contribuire a farla crescere ed a renderla più partecipata e ricca possibile. Fondata nel 1959 col nome di “Costruire Diverte”, nel corso degli anni ha cambiato nome, prima in “CD elettronica” e in seguito in “CQ elettronica”. Con la chiusura di questa rivista, che ha pulsato passione e stimoli a diverse generazioni, l’Italia radiantistica perde un’importante caposaldo della propria cultura e della propria informazione. Onore al merito a chi per anni ha contribuito a farla giungere in tutte le edicole della nostra penisola. Ma sopratutto grazie per averci regalato sogni sul filo di un’onda radio… CQ CQ CQ!!!

CQElettronicaVari

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22 Responses to "CQ Elettronica chiude!"

  1. Matteo ik6yxm ha detto:

    Che tristezza.
    Pure io ricordo – da ragazzo – l’attesa in edicola e il gusto con cui leggevo le bellissime pagine della nostra rivista.

  2. Fabio, IK0IXI ha detto:

    Mi dispiace per questa notizia.
    Compravo CQ quando la scritta era nera e il formato era piccolo, ma con molte pagine…..
    Parliamo del 1980-83, quando c’era pue “Elettronica Viva” (chi la ricorda?).
    Ricordo con piacere gli articoli di I4KOZ.

    Certo negli ultimi tempi CQ era un po scaduta com econtenuti, ma era pur sempre una testata radioamatoriale che apparteneva alla nostra storia.

    Un perdita senza dubbio.

    73 Fabio, IK0IXI

  3. i4yel ha detto:

    io sono nato con queste riviste come pirata prima poi come swl poi e ora radioamatore mi dispiace moltissimo sia come bolognese che come radioamatore io seguo ancora dal n°0 di radiokit e spero che cq trovi una collaborazione con radiokit chissà che non diventi un qst oppure altra rivista ok

  4. Ettore Accenti ha detto:

    Tragico! Leggo ora la ferale notizia della sparizione di CQ Elettronica. Essendone stato uno dei principali autori negli anni sessanta, la cosa mi dispiace veramente. Cercavo un contatto con la rivista perchè ho appena pubblicato su Amazon un libro che sarebbe il seguito del mio pubblicato da CQ nel 1969 (si intitola “Il mostriciattolo semimetallico che ha cambiato il mondo” e per trovarlo basta digitare Ettore Accenti in Amazon.it) e nella mia pubblicazione cito proprio Edizioni CD!
    Ma Giorgio Tottoi dove è finito? Qualcuno mi sa dire qualcosa? Grazie

  5. Felice Marotta ha detto:

    NO!!!!
    Non è possibile!
    L’Italia, Patria di Marconi, perde un ennesimo pezzo di cultura elettronica.
    Ho acquistao CQ Elettronica per per circa 40 anni, fino al 2006, anche se l’edicola più vicina era a 28 Km…
    Conservo perfettamente tenuti i numeri delle annate dal 1971 al 1997. Le altre annate sono numeri sfusi.
    Non di rado ne consulto qualcuno, oppoure nostalgicamente lo sfoglio.
    Peccato… CQ Elettronica, così come tante altre Pubblicazioni di elettronica radioamatoriale, cessa. Finisce.
    Finisce un’Epoca.
    Grazie CQ…

  6. Gianni Becattini ha detto:

    ETTORE ACCENTI? Sai che devo a CQ Elettronica e a te personalmente quasi tutto quello che ho fatto nella mia vita?

    Che dispiacere sapere che CQ non c’è più!!!!!!!!!!

  7. greybear ha detto:

    Anche a me dispiace, ma devo dire che i numeri recenti nulla avevano a che vedere con quelle che leggevo io negli anni 70. Ugliano, Becattini, Romeo, Buzio e tanti altri erano stratosferici. Ogni articolo era qualcosa da scoprire. Ma erano anche altri tempi…
    Chissà che non ritornino. Al momento abbiamo i “makers” che sembrano sulla buona strada.

  8. iw0fzw ha detto:

    Non si hanno più notizie di Cq Elettronica e di RadioKit, ma un’altra grande perdita, f quella di Elettronica Flash, chi se la ricorda ?

    Come mio modo di vedere le cose, ci sono delle possibili potenzialità, per farla tornare in attivo:

    a) fare in modo che tutti detengano una quota di Cq Elettronica
    b) applicare come concetto, quello del Software Libero, che pur provvedendo a distribuire il codice sorgente, ed esser distribuito in Internet liberamente, chiunque è libero di rivenderlo,
    anche chi non è l’autore.

    In poche parole, i lettori potrebbero finanziare, secondo coscienza, Cq Elettronica, riportandola così in attivo.

    Quando nei primi anni 2000, io pagavo volentieri la distribuzione GNU/linux Debian, che mi veniva inviata.

    In un’altra situazione feci anche na libera donazione alla Free Software Foundation, per il loro contributo svolto dal 1985 sino ad oggi.

    Io dunque preferisco appoggiare un’idea del genere, questo almeno è il mio modo di vedere le cose, ma non disdegnerei nemmeno il primo caso.

    Inutile stare a piangere sul latte versato !

    L’editoria italiana è in perdita e questo è un dato di fatto, quando eravamo giovani noi, al massimo ci si poteva comprare un walkman.

    I ragazzi degli anni 90 e 2000 hanno avuto tutto, senza chiedere, e non hanno fatto il benchè minimo sforzo per guadagnarselo.

    Ricordo quando ancora nei primi anni 80, una sound blaster, oltre ad avere costi proibitivi, era poco diffusa, oppure diffusa solo per i PC’s, chi aveva computers quali Sinclair, Commodore, poteva pure attaccarsi e sognarsela una sound blaster.

    Su Cq Elettronica, uscì una’articolo su come realizzare una sound blaster per lo ZX Spectrum, un computer che oggi fa ridere, ma per l’epoca era accettabile.

    3,5 Mhz di clock, 48Kbyte di RAM (al pari di una SIM card di qualche anno fa), cpu Zilog Z80, architettura CISC ad 8 bit.

    Programmazione in BASIC, sfondo bianco e caratteri neri, salvataggio su audio cassette.

    Riguardo a CQ Elettronica, perchè sto parlando di CQ Elettronica, poteva anche essere qualsiasi altra rivista radioamatoriale, negli anni aveva perso un pò la qualità, ma a parte
    pubblicare in alcuni casi, cose trite e ritrite, non si spaziava poi molto.

    Vorrei solo farvi capire, che l’editoria italiana, ha perso, anche perchè non c’è più gente che legge e che abbia una preparazione tecnica, oggi al massimo sanno utilizzare un iphone, questo è modo di saper gestire la tecnologia, ma se chiedete che cpu monta, pochi sarebbero in grado di rispondere.

    Dunque non viene posto alcun interesse nell’elettronica, nell’elettronica digitale, nella programmazione, e questo era un dato di fatto, posto sotto gli occhi nei primi anni 2000, dall’Unione Europea, la quale ci diceva, che c’erano poche persone che si iscrivevano all’università per tali materie, mentre c’erano e ci sono ancora oggi più persone sul fronte umanistico.

    Dopo tutto è la solita storia, che si ripete, e l’umo non è capace di imparare dai propri errori.

    Già all’Epoca Guglielmo Marconi, dovette andare in Gran Bretagna, per poter portare avanti i propri studi, dato che il governo italiano non gli dava lacuna credibilità e se fossi stato in Gugliemo Marconi, non sarei mai più rientrato in Italia.

    L’Italia no nha voluto Guglielmo Marconi per i suoi meriti, ma solo perchè fece vincere la guerra all Gran Bretagna, e solo perchè la marina, aveva bisogno di apparecchiature radio.

    Perchè dover levare le castagne dal fuoco a chi prima non ha voluto credere a ciò che era possibile ?

    L’Italia rimasta all’epoca del ciufolo, non fece proprio nulla per evolversi, sul fronte tecnologico, rari casi e sporadici, ed anche gestiti grossolanamente, vedasi il caso (Olivetti).

    Oggi stiamo paando le conseguenze di politiche scellerate, che sono state solo capaci di garantire un immediato ritorno economico agli azionisti, senza portare un briciolo di cultura.

    Anche sul frotne radioamatoriale, sono veramente incazzato, vorrei che ci fosse l’applicazione del band plan come negli USA, e che si partisse con una licenza di tipo IW (equivalente di technician == tecnico), iniziando ad usare le microonde, per poi , se si desidera, imparare ad usare le HF e dare un’esame per poter usare le HF.

    Nulla è stato fatto a tal proposito, e per quanto riguarda le riviste, be posso dire, mi dispiace fortemente per loro, ma come mai l’ARRL, continua con le sue belle pubblicazioni e con differenti riviste ?

    Come mai in Italia registriamo ancora questo forte frazionamento della cultura radioamatoriale, perchè non dobbiamo essere al pari dei nostri colleghi radioamatori Americani ?

    Come mai i nostri Alessandro Volta, Marconi, negli USA e nel resto del mondo sono fortemente apprezzati, mentre in Italia non gli si da alcuna importanza, se non una rara commemorazione per quanto fecero all’epoca ?

    Avrei anche molto da dire sul fronte radioamatoriale, riguardo alle imporrtazionei di apparecchiature, tranquilli non sono contrario, sono contrario alla presa per il culo del governo, che applica l’IVA Imposta sul Valore Aggiunto == Value Added Tax, per frenare l’importazione.

    Frenare l’importazione, lo si fa quando dall’altra parte c’è qualche altra cosa da sottoporre al nostro paese .

    L’Italia non fa apparecchiature radioamatoriali, dunque a che cosa serve frenare l’importazione ?

    Assolutamente a nulla, una presa per il culo, solo per aumentare i costi e per rastrellare più soldi, dato che il governo non sa più dove doverli prendere.

    (Se li prende lo Stato senza fare nulla, non è un furto), se lo fa un cittadino è un furto.

    Ma lo Stato non è una persona giuridica ? ovvero un soggetto composto da milioni di cittadini ?

    Dunque se lo fa chi gestisce la finaza è tutto regolare, se lo fanno i cittaidini è un furto.

    Complimenti !!!! E nessuno che muove un dito per non farsi prendere per il culo.

    Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.

    73 Paolo iw0fzw

  9. stefano - ik6dki ha detto:

    veramente un dispiacere .. la leggo dal “70 quanti progetti realizzati!!
    Adesso sono abbonato a radiokit online_.pdf, costa meno che in edicola e non si stampa carta

    Il mondo va avanti.. purtoppo anche gli anni 🙂
    un saluto a tutti – ik6dki stefano

  10. iw0fzw ha detto:

    ringrazio stefano ik6dki, per il tuo commento, ma cq elettronica era bella per la sua turatura, che inizialmente era tecnica ed aveva anche sezioni dedite al DX …..

    radiokit, che apprezzo comunque, l’ho trovata sempre fin troppo teorica, ma con molto spazio dedito ai progetti ed al DX, fortunatamente. (questa è la mia impressione), poi posso pure errare.

    per quel che riguarda il mondo radioamatoriale, bisogna mettersi in testa, che dobbiamo rilanciarlo o fra qualche anno, almeno in Italia sarà tutto finito.

    se la crisi ha contribuito fortemente, bisogna anche aggiungere che il mondo radioamatoriale in Italia è stato sempre penalizzato.

    a) i costi delle apparecchaiture che sono stati sempre stratosferici, hanno limitato la loro diffusione, riguardo ad esempio gli USA, non da meno gli altri paesi che oltre ad aver avuto una cultura dell’attività radioamatoriale, hanno saputo valorizzare ciò.

    b) le politiche scellereate degli ultimi governi, sono stati capaci di:

    b0) nessuna politica per ripagare il debito (non più ripagabile, il che significa ulteriori
    tagli, sui servizi dello Stato, vendita ai privati delle strutture dello Stato, smantellare
    le proprietà dello Stato, ed aprire la strada al NeoLiberismo, politica che hanno
    cercato di auttuare da decenni, per farci diventare come gli USA, dove devi pagare
    se vuoi determinati servizi, che prima non bisognava pagare, perchè li forniva lo
    Stato)

    b1) non far aumentare il PIL (Prodotto Interno Lordo)
    b2) mandare il paese il recessione
    b3) creare più disoccupazione del dovuto
    b4) incapacità a creare un’economia
    b5) creare solo vantagi per le imprese, senza la benchè minima tutela sindacale per i
    lavoratori, eliminazione dell’art 18 come voluto da Matteo Renzi & Co.
    b6) contratti a progetto con i quali non ci fa ia assolutamente nulla perchè hai pahe da
    fame, non puoi costruirti una famiglia, compratti uan casa, avere una compagna, se
    hai una misera busta paga.
    b7) si sono sempre dati i soldi alla FIAT come incentivo per l’acquisto di nuove
    automobili, mai una politica di incentivi e per l’acquisto di stazioni radioamatoriali,
    così come, finanziare chi ha una stqazione radioamatoriale e vuole aggiornarla.
    b8) i radioamatori si prestano per servizi di protezione civile, ma pur senza nulla voler
    chiedere, mai sono stati dati contributi ed onorificienze per il loro contributo.

    arrivano i politici, ci mettono la faccia, ed anche quando ci sono stati terremoti…
    si recano sul posto, solo per pensare a farsi eleggere, mostrando alla gente, che
    loro ci sono andati.

    a fanculo di ccerto, ma quale contributo hanno dato loro ? nessuno !!!!

    ed i radioamatori, post terremoti… cadono nel dimenticatoio e torneranno utili, solo
    quando le comunicazioni non saranno più disponibili.

    un bel risultato dunque !!! ai radioamatori i costi per mantere le apparecchiature
    aggiornate, tenersi aggiornati, comprare materiale di qualità, ai politic i meriti per
    non aver fatto un cazzo e quelle poche volte che fanno, vanno in controtendenza,
    non capendo un emerito cazzo di TLC ed Informatica

    io credo che sia venuto il momento di prendenre in mano la situazione e farci
    sentire non solo per l’attribuzione del Band Plan come in Regione 1, che sarebbe il
    minimo, fa farci sentire per esser stati usati, sfruttati per le situazioni senza creare i
    presupposti per un continuo rinnovo del mondo radioamatoriale.

    Se questo è il modo di vivere l’attività radioamatoriale, allora preferisco iniziare ad
    acquistare riviste estere, e farmi una cultura su ciò che viene proposto dall’estero,
    dato che non c’è alcuna voltontà di apportare un cambiamento, ma di lasciare le
    cose così come sono e continuare a farle peggiorare.

    Io ve lo dico solo 1 volta !!!! Od entro la fine dle 2014 verrà apportato un
    cambiamento, oppure ad Agosto 2015 parto e non ritorno più, io non sono come
    quei buffoni dei politici.

    Si, io parlo e scrivo molto, ma dico le cose così come stanno veramente e così come
    le vedo.

    Aspetto da tutti quanti i radioamatori Italiani, associati o non asosciati alle varie
    associazioni, una presa di cosicenza, per un rinnovo del settore.

    73 iw0fzw

    p.s: se dovessi mai incotnrare sul mio percorso Matteo Renzi, gli dovrò dare la
    bacchetta magica, dato che lui crede di avere la soluzione i ntasca, per risare il
    debito publico non risanabile.

  11. iw0fzw ha detto:

    Lista delle riviste radioamatorili nel mondo

    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_amateur_radio_magazines

  12. iwofzw ha detto:

    allora la vogliamo fare una raccolta fondi per consentire a CQ Elettronica di ritornare a stampare la rivista ?

    io ho trovato l’e-mail di CQ Elettronica:

    “Paolo Sandrini c/o CQ Eletronica”

    73 iw0fzw

  13. iwofzw ha detto:

    “Paolo Sandrini c/o CQ Eletronica” info@cqelettronica.it

    73 iw0fzw

  14. Giuseppe Ferraro ha detto:

    Ho appreso la tristissima notizia al ritorno in Italia dopo una mia brutta esperienza imprenditoriale oltreoceano. Leggevo Cq dal 1973 e dal 2000 ero diventato un loro collaboratore. Che aggiungere? E’ stato un brutto colpo. Conservo ancora i primi numeri acquistati da adolescente e di tanto in tanto li riguardo ricordando le ispirazioni che mi hanno dato, fino a farmi scegliere di diventare un tecnico specializzato in alta frequenza, professione esercitata per una fetta considerevole della mia vita. Ho provato a contattare la redazione ma sembrano tutti scomparsi nel nulla. Sarei d’accordo per appoggiarne una qualche forma di rinascita, in qualsivoglia maniera. Spero si possa fare qualcosa. In effetti se alcune migliaia di lettori si associano, la cosa sarebbe fattibile. Io ci sono.

  15. paolo ha detto:

    Egr. Sigr. Giuseppe Ferraro,

    Con la presente le comunico che la penso esattamente come lei, io credo che una rinascita per la rivsita CQ Elettronica sia possibile.

    Avevo messo sotto gli occhi dei vari radioamatori la

    Lista delle riviste radioamatoriali distribuite nel mondo

    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_amateur_radio_magazines

    Io da anni sto vedendo un forte scemare dell’attività radioamatoriale, dalle fine degli anni 80 sino ad oggi, c’è stata una perdita per quel che riguarda l’attivtà da noi svolta.

    Io superai l’esame per la licenza speciale nel 1996, fra 2 anni saranno ven’tanni di attività, con i suoi alti e bassi, perchè non sono stato sempre costante, ma nonostante la mia assenza, ho notato in VHF; UHF, un decrescere dell’attivtà, che in altri paesi non c’è.

    A causa dell’unificazione della licenza fra Ordinaria (A) e Speciale (B), si è perso molto.

    L’ordinamento radioamatoriale degli USA, prevede che i technicians (similari ai nostri IW), debbano maturare esperienza, partendo dalle microonde e se desiderano poi negli anni possono fare ulteriori esami per poter accedere alle HF.

    Differenti cateorie, da sempre permettono ai radioamatori Americani, di poter svolgere un’attività molto più completa della nostra, con esami molto più approfonditi, per la quantità di domande cui bisogna dare una risposta sul test d’esame.

    All’epoca vidi come fumo agli occhi, quanto accadde con l’unificazione delle licenze, perchè in questo modo, non ci saranno più radioamatori, che prima di accedere alle HF, abbiano maturato almeno un’eperienza tecnica dai 50 Mhz a salire.

    Sono favorevole al fatto che l’esame del CW non debba essere più un ostacolo per accedere alle HF, ma come fa un neofita a gestire un trasmettitore per le HF, se non ha mai fatto precedente epserienza ?

    Sarei stato favorevole all’introduzione di ulteriori licenze, ed a capovolgere del tutto il modus operandi per le HF, che invece si prospetta oggi.

    Come al solito ci mettono bocca i “politici” che firmano per l’approvazione di una legge, (ma non lasciano alcuno spazio ai “tecnici”), che nulla sanno della nostra attività, l’esperienza conta e se non la si fa, non si potrà andare oltre.

    Il digitale poi in percentuale ha dato il suo colpo di grazia.

    molta gente che prima operava sulle frequenze, si è trovata dall’oggi al domani apparecchiature che gli consentono di fare questo ed altro, e dunque la logica dell’essere umano è: perchè dover continuare simile attività, quando Smart Phones, Tablets, Social Networks permettono questo ed altro ?

    E’ facile farsi raggirare dalle luci, senza poterne cogliere la realtà !

    Ebbene dietro ad uno smart phone, c’è una TELCO (Compagnia Telefonica), il compito di una TELCO è quello di fare tenuta di LOG, almeno per 5 anni delle comunicazioni, messaggi… inviati

    I social networks hanno mostrato in breve tempo la loro reale faccia:

    di social hanno ben po, visto che non sono affatto democratici coloro che consentono l’uso di simil strumento, se non sei in linea con il loro “DICTAT”, sei tagliato fuori “CENSURA”, oltre ad essere “DITTATORIO”, è richiesta un’iscrizione che prevede il dover fornire tutti i dati sensibili.

    Una schedatura bella e buona, una schedatura che più di 500.000.000 mi persone garantiscono ad un social network, mettendo a nudo la propria identità, per ofrrirla ad un social network, il cui intento non è quello di garantir la libertà d’espressione, o di apprendere argomenti e condividere conoscenze come in ambito radioamatoriale, bensì di trarre beneficio di quanto messo a disposizione da 500.000.000 di persone, come dati propri, da poter girare ad inserzionisti, pronti a vendere pubblicità mirata.

    Questo genere di pubblicità è permessa solo nel Regno Unito, ma si attua anche in altri paesi, perchè si permette loro di far fare il porco comodo.

    Di network, hanno ben poco, perchè il senso di network, è proprio quello di fare un’infrastruttura di reti, ed è su questi basi che è nata la rete delle reti, ovvero “INTERNET”, (INTERNET-WORKING).

    Se si cerca uno strumento che non metta a nudo la propria identità, che non registri dati sensibili… si può far affidamento solo ed esclusivamente su IRC

    IRC “Internet Relay Chat” RFC 1459 vedasi lo http://ietf.org IETF “Internet Engineering Task Force”

    Ma dietro ad IRC ci sono svilupatori di software, gente che ha condiviso la propria conoscenza, per metterla a disposizione del prossimo.

    I primi due clients di IRC : IRSSI (riga di comando) ; KVIRC (grafico), rilasciano integralmente il codice sorgente, affinchè nulla sia nascosto a chi vuole usare tali programmi, ed al tempo stesso grantir loro le libertà d’uso, modifica, distribuzione
    del codice sorgente con abbinato il binario od a pagamento o gratuitamente, purchè il pagamento non sia n vincolo.

    si possono scrivere manuali atti all’uso, e crear servizi d’assistenza veri e propri.

    io sto rivedendo interamente dei lavori fatti da dei radioamatori sulla tecnologia D-STAR per l’hardware da loro elaborato, che al giorno d’oggi e per le dimensioni e per i costi non è poi tanto vantaggioso.

    infine, senza nulla voler toglier loro, sembra che siano state omesse le distribuzioni del codice sorgente secondo i criteri della GNU General Public License, per del software che era già stato scritto e che era stato usato appositamente per le trasmissioni tipo (FSK).

    senza voler entrar in polemiche e far notar loro la mancanza di adeguamento alla GNU General Public License, che prevederebbe l’eventuale violazione di detti termini, mi sono rimesso a studiare tutto il loro circuito, guardando ogni singolo chip introdotto, per cercare di trovare una soluzione a ciò e riducendone drasticamente i costi, al fine di far fare le medesime cose, rispettando non solo i termini di licenza, ma garantendo la libertà d’accesso al codice, che ognuno può se vuole modificare, ed avere hardware recente e di dimensioni assai ridotte.

    premetto che solo per quel che riguarda le modulazioni di tipo FSK, per quel che mi serviva, come codice sorgente rilasciato sencondo i termini della GNU General Public License, non trovando nulla, mi stavo mettendo a sviluppare io da zero, poi come capita al solito, dopo due giorni di estenuante ricerca, ho trovato quanto serviva, ma questo riguarda solo una parte del circuito, ancora c’è da lavorarci, anche se altre persone hanno dato il loro contributo ed a livello hardware, ed a livello software distribuendo il codice sorgente ed allegando anche il binario.

    molto è stato fatto, ma ancora altro lavoro dovrà esser fatto, ma alla fine si avrà un D-STAR interamente Software Libero, che consentirà di avere comunicazioni con il D-STAR realizzato da ICOM, ma con un avanzamento non da poco, rispetto a quanto fecero loro.

    Sta di fatto che un D-STAR Software Libero, prevederebbe l’uso dei trasmettitrori degli ultimi 23 anni prodotti, dunque un interfacciamento a basso costo, tutto sommato, ma che prevede di non dover spendere cenitnaia di euro per avere un’apparecchaitura D-STAR brandizzata ICOM.

    Un D-STAR Software Libero, non ha nulla in comune col D-STAR ICOM, se non la possibilità di dialogare anche con esso, ma di fatto è di proprietà di tutti e non di una corporazione.

    Una tecnologia deve assolvere al beneficio di tutti, e non provvedere solo ad arricchire economicamente, deve anche arricchire le persone dal punto di vista culturale, ovvero quello dello sviluppo del software.

    Infine se un software rimane di proprietà di una corporazione, esso dovrà e potrà esser aggiornato solo da essa, quando la gente gli segnalerà i bugs, loro trarranno beneficio economico da chi gli segnala i bugs, ed alle persone non rimarrà nulla.

    Se invece le persone impareranno a gestire il software, capiranno dove metter mano e come correggere i bugs, e si saranno arricchiti culturalmente.

    Se il software è di una corporazione solo lei ci potrà metter le mani, nessun altra persona è autorizzata, pena la decadenza dei termini di garanzia.

    Il reverse engineering del D-STAR non è stato fatto da me, nemmeno so chi lo fece in origine.

    Io credo in un patrimonio che va condiviso col resto dell’umanità, per l’arricchimento delle persone, al fine culturale,
    se poi ci si guadagna anche col Software Libero, come prevedono i termini di licenza, ben venga.

    l’intento da parte mia non è l’arricchimento monetario, quanto la sperimentazione, per vedere cosa si può fare e non fare.

    una sperimentazione che prevede una simil cosa, è uno sviluppo a lungo termine, anche se segue delle strade create da altri, ma con criteri diversi.

    dimensioni ridotte dell’hardware, costi contneuti e software libero.

    gli altri radioamatori:

    software di cui non hanno rilasciato il sorgente,
    hardware di grandi dimensioni, adattabile a diversi trasmettitori.

    a parte i manuali per settaggi, scatola…. nulla è documentato sul firmware, e come il firmware si sposa con il chipset xyz…..

    tutto ciò me lo sono dovuto cercare, studiare.

    e se non dico nulla di più è perchè voglio raggiungere prima un risultato almeno sperimentabile, prima di arrivare ad un insuccesso.

    comunque la proprietà da parte di una corporazione del firmware prevede anche che i tempi di aggiornamento, siano molto lunghi, al contrario chi lavora nei progetti di software libero, per gli aggiornamenti di cose di modeste dimensioni, si può parlare di ore come al max se ci sono intoppi seri settimane, ma nulla di più, non certo anni, e tantomeno si constringono le persone a vendere il precedente per comprare il recente, per qualche specifica in più.

    sarebbe ora che il radioamatore che ha sempre avuto la figura di colui che sperimentava molto sull’analogico, oggi si desse da fare, anche un minimo su quel che lui vuole, anche sul digitale, iniziando a programmare in C C++ ed Assembler se necessario, ricorrendo al compilatore GCC; al debugger GDB; ad un computer che abbia almeno una distribuzione GNU/linux a scelta fra GNU/linux gNewSense Version 3 oppure GNU/linux Trisquel.

    e poi troverà tanti packages, che gli consentiranno di fare qualsiasi cosa.

    per me l’attività radioamatoriale attualmente è l’ascolto sugli 80 Mt e 40 Metri, ma non nascondo il piacere per il DX, sia nelle HF, come dai 50 Mhz in su, ed un giorno vorrei arrivare a costruirmi qualcosa per operare su alte f requenze.

    penso che attulmente i radioamatori italiani possano fare affidamento su riviste come “QEX e QST”, le quali dimostrano di avere un certo seguito non indifferente.

    mi meraviglia che qui in Italia, patrimonio di Guglielmo Marconi ne dentro ad una scuola, ne dentro ad un’università ci sia un trasmettitore in uso, che mostri agli studenti come si effettuano le comunicazioni a distanza e come coinvolgerli nelle sperimentazioni che hanno ancora molto da insegnare.

    Anche gli USA hanno qualche problema per quel che concerne l’attività radioamatoriale, solo che si insegna agli studenti e ciò che mi meraviglia è che non si sta facendo nulla per difendere un patrimonio culturale che se non andrà avanti, finirà.

    E’ questo quello che vogliono i radioamatori ? Io credo di NO, dunque, qualsiasi iniziativa sarà cosa giusta, purchè si combini qualcosa per frenare lo scemare della nostra attività.

    Qualora dovesse accadere quanto mi immagino, mi ritiererò a fare Mountain Bike e sperimentazione per fatti miei.

    colgo l’occasione per salutarla

  16. iw0fzw ha detto:

    Sono passati circa due anni e molte cose sono cambiate nella mia vita. L’attività radioamatoriale è passata in secondo piano e da anni viaggio e partecipo agli incontri fra hackers di tutto il mondo. Ho iniziato nel 2010, partecipando al Wireless Communication Weekend, nel 2011 ho partecipato al Chaos Communication Camp che si è svolto a FinowFurt, poi al Chaos Communication Camp del 2015 in Mildenberg ed al Chaos Communication Congress di Amburgo a Dicembre 2015. Non si svolge un solo evento, ma decine di eventi in 6 giorni lavorativi. ‘organizzazione del Chaos Communication Camp richiede almeno 4 settimane lavorando dalla mattina fino a tarda sera e si svolge ogni 4 anni. Al CCC ci sono anche i trasmettitori radioamatoriali e le antenne per fare traffico EME. A Dicembre 2015 ho provveduto ad acquistare due schede telefoniche locali e credo di trasferirmi in un prossimo futuro in Germania. Saluti iw0fzw paolo

  17. iw0fzw ha detto:

    Con Cq Elettronica ci ero cresciuto dall’Agosto 1990, prima come CB, poi come Radioamatore Debbo dire però che negli anni 90, RadioKit però per quel che riguardava i DX, dava ampio spazio. Peccato però che fossero numeri mensili e non costanti aggiornamenti in tempo reale, ciò sarebbe stato molto più utile anche per chi avesse voluto apprendere notizie. Ho aspettato la comparsa di Software Libero, ovvero quel software rilasciato secondo i termini della GNU General Public License affinché potessi usarlo in ambito radioamatoriale per le esigenze cui dovevo assolvere. Avrei potuto usare il NON free software, ma avrei tradito gli ideali che pongo al di sopra di qualsiasi altra cosa. Inoltre aderisco alla Free Software Foundation http://fsf.org e non avrei tradito il Movimento del Free Software e tutta la gente che collabora per un’alternativa, fondata sui principi di Libertà, cosa che la gente comune nemmeno prende in considerazione. I valori, l’etica, filosofia e Libertà sono molto più importanti di tanti altri Softwares riconosciuti come non Free Software e che pongono la gente in regime di Schiavitù. Abraham Lincoln gli schiavi li ha liberati, la gente invece continua a dipendere dal NON free software sviluppato da programmatori che lavorano per le corporazioni.

  18. IK7OFL ha detto:

    Dai primi anni ’90, lentamente ma inesorabilmente l’elettronica amatoriale e’ andata scemando. La CB e’ ormai praticamente scomparsa, e gli OM sono una razza in via di estinzione. Anche a livello scolastico i corsi di elettronica (ITIS e IPSIA) sono molto diminuiti, in alcune scuole sono scomparsi.
    Le edicole erano piene di riviste di elettronica: CQEettronica, Elettronica Pratica, Nuova Elettronica, Elettronica Flash, Kit Elettronica, Elektor, Fare Elettronica, Elettronica Oggi, sono tutte scomparse.
    Le cause? Forse perché l’elettronica e’ diventata troppo complicata e sofisticata non più accessibile a livello amatoriale, i dispositivi non si riparano, si cambiano direttamente le schede, e i ragazzi preferiscono altri hobby, hanno i telefonini per chiacchierare la sera, non come noi che avevamo la “ruota” tutte le sere con la CB o ancora meglio in 45m.

    Che ci piaccia o no, le cose cambiano,

  19. iw0fzw ha detto:

    In molte occasioni ho fatto presente che l’Italia dovrebbe adeguarsi al Band Plan come in Region 1 dello IARU, che e’ stato un errore l’unificazione delle licenze. Sarebbe stato opportuno dividere ulteriormente le classi, come negli USA. Altra cosa giusta sarebbe lo svecchiamento dell’esame di Radiotecnica per Radioamatori cosi’ come viene sostenuto negli USA, dove deve esserci una preparazione migliore. Uniformare i regolamenti di ogni singolo paese Europeo, sotto un unico regolamento radioamatoriale Partire dalle microonde per arrivare poi alle HF negli anni, consentendo cosi’ alla gente di poter mettere da parte i soldi per comprare una stazione radioamatoriale di tutto rispetto. I Radioamatori Italiani non possono essere solo una classe utile da esser usata nelle calamita’ naturali e poi rimangono nel dimenticatoio per anni finche’ non tornano utili con le loro apparecchiature. La cosa piu’ schifosa e’ che i politici fanno la loro presenza, ma nessuno che parla del ruolo dei radioamatori durante le calamita’ naturali. Non si chiedono medaglie e/o targhe, ma un contributo da corridpondere ad essi per il mantenimento delle apparecchiature in loro possesso e per il servizio che essi prestano. Cio’ come contributo simbolico, atto a dimostrare la loro importanza. Inoltre si chiede di rispolverare tutta la materia e continuare a passare le competenze alle generazioni future. Non mi sembra di chiedere la luna nel pozzo. Rimanendo in attesa di una vostra risposta nel tempo piu’ breve possibile, colgo l’occasione per salutarvi paolo iw0fzw

  20. iw0fzw ha detto:

    Chi e’ il Radioamatore, a quale tipo di attivita’ deve assolvere…..
    http://www.cisar.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5&Itemid=240

    Mi capita molto spesso di ascoltare discussioni prive di fondamenta informatiche, telecommunicazioni, radioamatoriali, cosi’ come gente che in banda 40Mt a 7070 si mette a parlare di cio’ che hanno mangiato e che mangeranno, cosi come in Vhf sull’R3 145675 c’e’ gente anziana che non da i nominativi e che hanno scambiato il ponte ripetitore per il proprio cellulare ed effettuano conversazioni che non hanno alcuna attinenza con l’attivita’ radioamatoriale. Vorrei solo ricordare che il regolamento prevede l’uso delle sole frequenze ai fini radiotecnici. Ben venga anche la chiacchierata una tantum, ma un ripetitore non e’ il salone di casa, dove si fa quel che si desidera.

    Colgo l’occasione per salutarvi

    Paolo iw0fzw

  21. iw0fzw ha detto:

    In questi giorni sto provvedendo a montare la stazione radioamatoriale, dato che mi sono trasferito. Per ora inizio con le Vhf/Uhf, in un secondo momento con le hf e 50mhz. Recentemente mi sono regalato un icom ic 970h.

    Per le hf sto cercando i seguenti transceivers: Icom ic 781, Kenwood ts 940, Kenwood ts 950sdx, Yaesu ft 1000 (millone), Yaesu ft 1000mp, Yaesu ft 1000 Mark V field.

    Fra tutti questi quale da prove di laboratorio e’ il migliore in assoluto?

    Saluti Paolo iw0fzw

  22. iw0fzw ha detto:

    Se qualcuno ha informazioni da darmi, puo’ scrivermi anche in privato: “paolo” iw0fzw @ riseup . net

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